A passeggio fra mondi nascosti dietro un vetro

Alan Wake – American’s Nightmare, e le impressioni dei personaggi di “sola” fantasia

Alan Wake – American’s Nightmare, e le impressioni dei personaggi di “sola” fantasia

Set 25, 2013

Perchè videogiochiamo? Ve lo siete mai chiesti? 
 
La risposta apparentemente è facile: per divertimento; per passione; per ingannare il tempo ; per estraniarci dal mondo (se, maddai); per fare pratica così da poter effettuare poi vere e proprie stragi degne di un professionista (sembra assurdo ma per alcuni telegiornali è davvero così, mi è d’obbligo morale riportarlo). E così lunga via. Ci sono infinità di motivi per cui uno potrebbe videogiocare.  
Questa domanda in realtà è sia uno spunto di riflessione personale, sia uno spunto per parlare di uno spin-off uscito non troppo recentemente che ho avuto ultimamente la fortuna di provare. L’avevo lasciato lì nel cassetto d’etere informatico perchè onestamente non troppo convinto dai pareri che impregnavano la rete appunto. 
 
Perchè le due cose sono collegate comunque? Perchè girovagando per il mondo di questa piccola opera sono piacevolmente incappato nello screenshot che vi riporterò qui sotto. Uno screen che riassume perfettamente uno dei tanti motivi che ci potrebbero portare a videogiocare. E lo fa in maniera sottile, non in pompa magna, semplicemente nascondendo un piccolo frammento di questo concetto all’interno di una delle tante pagine che troveremo sparse. Non citando mai la parola videogioco semplicemente perchè non ve ne sarà bisogno, il collegamento verrà automatico pur non parlandone direttamente.  
Siamo scatole fatte di impressioni che ci vengono abbandonate all’interno, non importa da che parte arrivino, non importa quale sia la fonte. E proprio per questo, il videogioco, con il suo ‘flusso interminabile di concetti fittizi che ci sono più familiari di qualunque realtà tangibile‘ ne è forse, il tramite perfetto. 

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Andando ora un passo leggermente oltre, tanto per concedere anche il giusto tributo al contenitore di questa piacevolissima piccola verità, vi svelo che la pagina è contenuta nel DLC di Alan Wake, lo spin off American’s Nightmare
Uno spin-off che non è fatto di sola filosofia, ma che anzi trova la sua bella netta dimensione. Si perde un qualcosa in fatto di fascino senza dubbio rispetto al capitolo originale, ma al contempo ne acquisisce notevolmente la parte ludica, che a volte, per alcuni, risultava davvero eccessivamente allungata  e poco elettrizzante. 
Il fascino però viene recuperato parzialmente dalla volontà di ricreare questo “American’s Nightmare“, questa sorta d’atmosfera da “horror story on the road” americana che rivive grazie a delle ambientazione, seppur continuamente riciclate, che sono ben selezionate e riescono a fare il loro effetto.

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Ma è a livello di contenuti che questo spin-off riesce a rendersi davvero pregevole . La diversità, rispetto al primo capitolo che voleva essere, ed è riuscito ad essere, una bellissima storia di uno scrittore e la forza delle sue creazioni, è che da buon secondo step, va invece ad analizzare il rapporto conflittuale che si cela all’interno di uno scrittore che ha raggiunto ormai il successo. Il conflitto interiore tra lo scrittore che vorrebbe continuare ad avere la sua solita prospettiva e l’altra parte, quella più corrosa dall’ego, che vorrebbe lasciarsi andare alla sua stessa auto-celebrazione continua, perdendosi nei vizi creatisi attorno alla sua acclamazione. Il lasciarsi andare al piccolo demone superbo che si cela dentro ogni artista insomma. E questo conflitto è gestito in maniera davvero interessante; onirico e squarci di pseudo-realtà si fondono di continuo tramite le informazioni che ci giungono dall ’esterno”, e ci informano della progressiva presa di posizione di Mr Graffio nella vita di Alan tramite suoi stessi video-messaggi che appariranno in televisioni sparse negli scenari. 

In più, altro elemento di forte interesse, sono le narrazioni che ci perverranno tramite le pagina del manoscritto raccolte. Veri squarci di psicologia del personaggio che, non trovando il giusto tempo per venire approfonditi nelle fasi in-game, ci vengono così proposte senza perdere efficacia. Contribuiscono infatti a colorare ancor di più le atmosfere lugubri che ci troveremo a visitare, una sorta di libro affiancante le vicende, che ci troveremo a leggere con piacevolezza per analizzare la visione più saporita dello smarrito Alan. Vicende scandite dai personaggi strambi che incontreremo, che genereranno delle fasi di dialogo grottesche e marcatamente ironiche, atte a spezzare in maniera adeguata le scene rendendole più scanzonate.

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Una di queste pagine è proprio quella che là sopra vi ho proposto. Una pagina che ovviamente sfugge dal quaderno di Alan, ma porta ancora più pesante la firma dei programmatori ‘Remedy‘, che con lo loro storie, con i loro personaggi (pensiamo anche solo a Max Payne ), ci hanno sempre abituati a familiarizzare e a sentire nostri il più possibile questi personaggi di ‘sola fantasia’. Che grazie ad un pad trovano inoltre una dimensione che gli dia corpo al punto giusto, un po’ più di un libro, un po’ più di un film, per creare quel folle vincolo di affetto che ci legherà a loro come a dei cari vecchi amici d’infanzia a cui non si è mai potuto stringere la mano, ma che sono riusciti a lasciarci, comunque, la loro stessa tangibile impressione nella scatola. 

Alessandro Tonoli

Grande appassionato di Videogiochi fin dalla più tenera età (si narra sia stato partorito in ritardo in quanto non avendo salvato, non poteva uscire) si diverte a scrivere per questo o quell'altro sito pur di dare un suo piccolo contributo alla diffusione del Videogioco come mezzo, non solo ludico, ma anche artistico ed emotivo. Ama al pari anche il Cinema di cui spesso indegnamente scrive.