A passeggio fra mondi nascosti dietro un vetro

Memoriale a Robin Williams – Bangherang Robin!

Memoriale a Robin Williams – Bangherang Robin!

Ago 13, 2014

L’11 Agosto 2014 ha deciso che non voleva essere un giorno qualunque, un giorno come tanti, un giorno di cui questo mondo si sarebbe dimenticato in fretta immerso in tanti altri.
Ha scelto di entrare nella storia, nella storia di Hollywood più precisamente, dalla porta peggiore, quella di uscita; e l’ha fatto portandosi via uno degli attori che più volte ha attaccato il suo nome a fianco di quel vessillo, rendendogli onore e gloria, portando le luci della sua ribalta a risplendere con maggiore chiarore ad ogni sua interpretazione.

Robin Williams morto; Robin Williams suicida; Robin William Vero genio ribelle.
Questi saranno i caroselli che per un po’ accompagneranno le nostre pagine Internet, giornali e tutti gli spazi dei sistemi di comunicazione che ci consentiranno, una volta di più, di ricordare a tutti una delle perdite più gravose del cinema contemporaneo.

Come negare d’altronde ancora un po’ di vita – non bastassero i suoi film – ad una star che ha accompagnato la crescita di gran parte della generazione che ora si ritrova nell’età adulta, pienamente immersa nell’età che segna, l’età che -insegna- come stare al mondo, come stare al proprio posto, e purtroppo, molte volte, come smettere di sognare.
Un’ età che però, grazie ad un sorriso vagabondo, grazie al sorriso di un dottore eccentrico o a quello di un avvocato che stava per prendere il volo, faticava a stare dietro a se stessa.
In tutti quei sorrisi  rassicuranti – paterni – larghi da un orecchio all’altro e così egocentrici da mangiarsi molte volte anche gli occhi – trovava strane scappatoie, vie per tornare un po’ indietro, mezzi per riavvolgere la pellicola e riguardarla così il tanto che bastava per ricordarsi cosa voleva dire non smettere mai di sognare.Non smettere mai di agire.
Cogliere l’attimo.
Trovare nell’arte sempre un rifugio sicuro.

Lo stesso che Williams ha sempre trovato, anche se non è bastato a salvarlo dal nemico peggiore: se stesso. Una vita piena, come solo quelle che i grandi uomini possono avere ; una vita piena anche di molti scandali, che tanto sono serviti a riempire le pagine dei giornali di gossip quanto poco effetto hanno avuto sull’opinione pubblica che per una volta, almeno per una volta, ha deciso che mai come in questi casi andava messo da parte l’uomo, e lasciato spazio al genio.

Un genio esaltato dalle figure secolari a cui ha dato vita, e che mai sarebbero state le stesse senza di lui; un genio a cui tutte queste oggi si inchinano, oggi ringraziano, oggi piangono per un contenitore che andrà ben oltre quello che è stato. Ben oltre il ‘bicentenario‘, ben oltre, sempre più oltre, fino ad arrivare là, addirittura al di là dei sogni.

Sogni in cui ci ha immerso senza risparmiarsi in alcun modo, trovando un equilibrio perfetto tra ruoli che seppur diversi, trovavano un unico comune filo guida che ci permetteva di associarli ad un artista che così umanamente- e sinceramente-, li rendeva vivi. Consiglieri di ogni giorno, guide da cui imparare e da cui farsi sostenere.

Non c’è attore migliore di un attore che in scena riesce a fingersi tremendamente sincero.
Non c’è attore migliore di quello che parte e milioni di persone lo piangono con le lacrime destinate alla famiglia, e pensa che non ci hanno nemmeno mai parlato una volta.
 

Addio caro Peter, addio caro Patch, addio Capitano –mio Capitano! -. Grazie per le mille risate a cui hai dato vita, per tutte quelle lacrime che hai saputo riempire di un sale sincero, grazie perchè, soprattutto, mentre imparavi a volare tu, imparavamo un po’ tutti noi.
I tuoi bimbi sperduti ti salutano, e anche nel momento in cui il coccodrillo ti ha trovato e la tua ombra si è data pace appoggiandosi alla tua schiena per sempre, ti urlano un:
bangherang Robin!

C’è un nuovo palco, un nuovo pubblico che ti aspetta.

A questo, ti assicuriamo, hai già dato – hai già insegnato – abbastanza.

Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento”. Perché il poeta usa questi versi? […] Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare: diventerà freddo e morirà. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato: li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli… pieni di ormoni come voi… e invincibili, come vi sentite voi… Il mondo è la loro ostrica, pensano di esser destinati a grandi cose come molti di voi. I loro occhi sono pieni di speranza: proprio come i vostri. Avranno atteso finché non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione li sentirete bisbigliare il loro monito. Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? “Carpe”, “Carpe diem”, “Cogliete l’attimo, ragazzi”, “Rendete straordinaria la vostra vita”!

 

l-attimo-fuggente-film

 

Alessandro Tonoli

Grande appassionato di Videogiochi fin dalla più tenera età (si narra sia stato partorito in ritardo in quanto non avendo salvato, non poteva uscire) si diverte a scrivere per questo o quell'altro sito pur di dare un suo piccolo contributo alla diffusione del Videogioco come mezzo, non solo ludico, ma anche artistico ed emotivo. Ama al pari anche il Cinema di cui spesso indegnamente scrive.