A passeggio fra mondi nascosti dietro un vetro

“Mud”: illusioni, disillusioni, crescita e pallottole

“Mud”: illusioni, disillusioni, crescita e pallottole

Set 5, 2014

Mud arriva da noi con il colpevole ritardo delle opere che però, sanno farsi attendere.
Presentato al Festival di Cannes nel 2012 ci impiega ben due anni per trovare spazio nelle sale cinematografica del bel paese, rianimando i torpori cinematografici estivi in attesa delle scorpacciate dei prossimi mesi autunnali.

Nessun premio per la terza opera di Jeff Nichols, ma una raccolta di encomi critici di sicuro richiamo. Collocato a metà tra il racconto di formazione e il thriller, è difficile non rimanere incastrati nelle atmosfere dolci e al contempo degradate di questo racconto che ci porta nelle vicende di Ellis (uno straordinario Tye Sheridan) , che, assieme all’amico Neckbone, incontrerà uno strano personaggio su di un isolotto nel mezzo del Mississipi, in fuga dalla legge e in attesa della sua bella fidanzata. Mud, un personaggio fascinosamente non conformista, elegante vagabondo (tanto da rifiutarne il termine), stregherà i due ragazzi che decideranno di aiutarlo, stabilendo con lui un rapporto di collaborazione ed amicizia che però non li risparmierà dai guai da cui quest’uomo sta  evidentemente, quanto misteriosamente, scappando.

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“Mud” è quello che si dice un’opera di passaggio.
Passare con lui del tempo equivale a reimmergersi in un confronto, ormai subito e forse dimenticato, di ciò che significa vedere le cose con gli occhi di un bambino mentre sta per  ricevere le prime dure lezioni di ‘vita reale.

Echi di ‘Stand By Me‘, centralità naturalistica e forti legami di amicizia si fondono attraverso una narrazione lineare, lenta, ma estremamente coinvolgente, e si lasciano portare via dalle correnti del fiume Mississipi in vicende sporche, consumate dal grigio di personaggi quasi eroici, ma che a conti fatti, in questo strano grigio, non lo sono affatto. Il ragazzo che per amore salva l’amata non è più simbolo di cavalleresca e innocente giustizia, ma si tramuta agli occhi della società adulta come un normale volgare assassino. Equivalenze sottratte ad un mondo infantile che, svuotato di certezze, ci farà vivere  il continuo passaggio tra illusione e disillusione in questo strano e teso rapporto di amicizia.

Tema centrale  rispetto agli altri è proprio l’amore, e la sua scostante e torbida visione nel proseguo nelle età. Proprio questo crea l’iniziale sodalizio tra i due protagonisti della vicenda, che si arrendono ambedue alla violenza quando si tratta di proteggere la persona amata. Ellis è un ragazzo che appena si affaccia al duro passaggio adolescenziale,  e come tale vive a suo modo un sentimento così naturale come l’amore, e così chiaro in parvenza, da trovarsi realmente interdetto – e a tratti sbigottito- dalle nuove forme in cui esso si incarna contestualizzato nel mondo degli adulti. E che siano personaggi in costante fuga da loro stessi, o famiglie apparentemente solide (la sua), poco importa, a fronte di situazioni verosimili- ma per lui inconcepibili – sarà sempre la stessa domanda  “ma vi amate?”– a tentare di risolvere innocentemente i quesiti cardine che si frappongono tra i personaggi che agiscono, e vengono sconfitti, da questo mondo adulto.

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Ma ridurre a questo il film sarebbe di certo poca cosa. L’indagine sul percorso di crescita adolescenziale a fronte di situazioni come la disgregazione famigliare, è vivo e non manca di rendersi toccante grazie ad una sceneggiatura ampia ma contenuta nei toni, verosimilmente incisiva, mai straziantemente commovente, come a voler mantenere una sorta di elitare riserboso rispetto. L’abbandono, la sensazione di abbandono, è quasi palpabile all’interno dei colori caldi ed erosi del film. La ricerca di figure simbolo, figure in cui ancora poter riporre fiducia nonostante le nuove realtà con cui si sta venendo a confronto, vede in Mud una nuovo riferimento, perchè distante, isolato dalla società, e non ancora assoggettato alle convenzioni sociali, sia per quanto riguarda la vita sociale, barattata con quella naturale, sia per quanto riguarda l’aspetto più sentimentale nel perseguire il suo intento amoroso senza compromessi di sorta.

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La disillusione è un momento che però nessun percorso di crescita può evitare. C’è spazio anche per queste tinte delicatamente drammatiche, intonate alle fragilità adulte che piano piano soccombono per poi comunque trovare uno spazio di redenzione, minimo o massimo che sia, facendone  forse il vero valore aggiunto di un film che gioca continuamente a farsi credere amaro e totalmente disillusorio, ma che tramite questo ottiene piacevolmente l’effetto contrario.

Non si può non dedicare uno spazio apposito alla figura di Mud stupendamente definita da una grandissima ennesima prova di
Matthew McConaughey. Cresciuto in natura, e di natura vagabonda, la perfezione del personaggio si avverte nella sua intrusione nel sociale, recepita –quando avviene- come un evento stranissimo, senza che si ricorra a facili ausili di inadeguatezze barbariche, facendo leva solo su una necessità di libertà sociale davvero sottile e per questo lodevole (la barca; la stupenda immagine con cui il film si chiude).

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“Mud” riesce quindi ad immergere e a toccare qualunque tipo di pubblico grazie alla sua natura delicatamente poliedrica.
Mai noioso e mai prolissamente  fine a se stesso è uno sguardo fugace sui giorni che separano l’adolescenza dalla maturazione; lo fa intensamente, grazie all’ausilio di storie d’amore dannate, rovinose realtà e al rumore delle pallottole che serve nel finale a mantenere viva la soglia d’attenzione.
E’, al contempo, il silente grido di una libertà difesa a denti stretti a cui tutti per natura siamo chiamati, ma che solo in pochi hanno il coraggio guadagnarsi sulla propria pelle. Una bella storia, senza ne un lieto ne un cattivo fine da individuare, ma che si ricorda di lasciare una traccia di speranza tra questo gioco di illusioni e disillusioni chiamato vita.

Alessandro Tonoli

Grande appassionato di Videogiochi fin dalla più tenera età (si narra sia stato partorito in ritardo in quanto non avendo salvato, non poteva uscire) si diverte a scrivere per questo o quell'altro sito pur di dare un suo piccolo contributo alla diffusione del Videogioco come mezzo, non solo ludico, ma anche artistico ed emotivo. Ama al pari anche il Cinema di cui spesso indegnamente scrive.