Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

Posted by on 1:07 am in Schiaffi ludici | 1 comment

Next Gen, ossia: non è tutto oro quel che è hype

Next Gen, ossia: non è tutto oro quel che è hype

Prima di iniziare questo articolo, che con ogni probabilità chiuderà l’annata 2013 dei nostri Schiaffi Ludici, vogliamo aprire una doverosa e quantomai necessaria premessa: quanto state per leggere non è da prendersi come un attacco specifico a questa o quella console, a questa o quella compagnia o persona nello specifico.

A.K.A., niente console war, prendetela come una riflessione sullo stato del mercato.

In questo caso, in effetti, lo schiaffo è mirato a dare una sveglia a tutti noi giocatori, in modo da far riflettere sul perchè ci si trovi a ridosso di quello che sembra l’avvento della next-gen meno videoludica di sempre.

Nei mesi scorsi, infatti, abbiamo visto più di una lamentela di fronte alle rivelazioni delle due nuove nate di casa Sony e Microsoft, rivolte perlopiù all’aspetto sempre più “social” dell’una e all’attenzione sempre più principale verso l’aspetto media center dell’altra.

Eppure, stando ai dati accennati dalle due compagnie, xboxil lancio di PS4 è stato il maggior successo di  vendite per una console neonata mai visto sinora, seguito da Xbox One a brevissima distanza. Vero è che molte delle questioni inizialmente poco chiare e degli aspetti più criticati sono stati spiegati in maniera maggiore, nel corso dei mesi, ma gli oltre quattro milioni e mezzo di unità complessive registrate tra le due piattaforme nel giro di poco meno di un mese restano comunque sorprendenti, soprattutto alla luce di un piccolo e quantomai fondamentale particolare…

Questi dati sono per buona parte figli dell’hype.

Elaborate pure mentalmente l’affermazione, per qualche istante, poi, prima di esprimere qualsiasi giudizio o commento, analizzate i fatti: due console, presentate come “molto più potenti e performanti della vecchia generazione”, in grado di rendere “una grafica senza pari”, e con funzionalità rivoluzionarie. Definizioni simili sono poi state assimilate quasi senza battere ciglio dall’utenza nel corso dei mesi a seguire, in quella che è probabilmente stata la più grande campagna marketing dell’anno, e sono le stesse che ci siamo trovati davanti nel creare le premesse per questo articolo.

A differenza di altri articoli di comparazione emersi in rete nelle ultime settimane, infatti, per realizzare questo “Schiaffo” abbiamo chiesto anticipatamente il parere dell’utenza. La domanda era semplice: dovendo scegliere nel periodo natalizio tra una delle console fisse disponibili al momento sul mercato (e in particolare quelle di ottava generazione, ossia Wii U, Xbox One e PS4), quale avrebbe attirato maggiormente l’attenzione dell’utente e perchè.

Le risposte, benchè prevedibili e in linea con i dati di vendita di queste settimane, hanno dimostrato una capacità senza pari degli addetti marketing di Sony nel fare il loro mestiere. La maggior parte delle motivazioni portate dagli utenti (perlopiù a favore di PS4), infatti, si può racchiudere in due affermazioni: la potenza e i giochi.

20131016-JAPAN-0563_edit-660x440Riguardo al comparto hardware di PS4, nulla da eccepire: Sony offre una console con il maggior potenziale hardware sul mercato, dotata di processore AMD64 Jaguar a 8 core a circa 2.7 GHz, contro la versione a 1.75 usata da Microsoft e l’architettura GPGPU a risparmio energetico offerta da Nintendo, con 16 banchi di memoria ram DDR5 a 512mb ciascuno contro gli 8 GB DDR3 unificati di Xbox One e i 2GB di DDR3 di Wii U (che però riesce a riequilibrare il divario grazie ai 35mb di memoria eDRAM, grazie ai quali è possibile l’accesso diretto di GPU e CPU all’intero pool di memoria RAM, eliminando la necessità di pool dedicati come nelle altre due piattaforme).

Riguardo all’aspetto dei giochi, tuttavia, i giocatori sembrano dimenticare alcuni dati essenziali, abilmente nascosti dal marketing dietro il celolunghismo del far parte del “launch day”: la sontuosa libreria di titoli annunciati da Sony, salvo le poche esclusive iniziali (e decisamente sottotono, dato il risultato non proriamente eccelso di Resogun e Knack), non farà la propria comparsa prima del tardo Marzo 2014 con Infamous: Second Son. In soldoni, questo significa un’intera stagione priva di titoli definibili killer application. Anche nel caso di Xbox One, i giochi del day-one, seppur ottenendo risultati migliori, non si sono saputi elevare dalla media (basti pensare al gameplay ripetitivo di Ryse, e ad un Dead Rising 3 graficamente non all’altezza dell’hardware next-gen), ma in questo caso l’attesa per nuove esclusive sarà leggermente inferiore, con l’arrivo di Titanfall il prossimo 13 Marzo, distribuito tuttavia anche su Xbox 360 e PC.

In entrambi i casi, il resto delle esclusive previste resta comunque spalmato lungo l’intero arco del 2014, e anche i numeri non sembrano dare molto sostegno alla tesi della libreria come punto nevralgico della scelta della console: 23 sono quelle previste per Microsoft (tra esclusive assolute ed esclusive per l’ambito console, ma disponibili anche su PC), e 25 su PS4 (con l’aggiunta di circa il doppio tra titoli disponibili anche su iOS/Android. PC/Mac e altre console Sony).

Paradossalmente, la mancanza di esclusive degne di nota a stretto giro di tempistiche, e la maggior parte della libreria iniziale composta da titoli multipiattaforma presenti anche sulla generazione precedente è stato uno dei motivi per cui molti utenti, lo scorso anno, si sono accaniti su Wii U, e a tutt’ora continuano a farlo viaggiando su quelli che, in buona parte, sono divenuti luoghi comuni più che dati di fatto.

SCREENSHOT_Rayman_Legends_WiiU_041In molti, da Jim Sterling (The Escapist, Destructoid), a Engadget, a Polygon, passando per i forum di NeoGAF, suggeriscono invece una realtà ben diversa: con un anno sulle spalle e un pricecut di mezzo, molte cose sono cambiate per Nintendo, e se i pochi titoli iniziali non hanno attirato molto l’utenza, le 40 esclusive già disponibili tra versioni retail e digitali, più le versioni indiscutibilmente migliori (sia per gameplay che per punteggi metascore) di Batman: Arkham Origins e Rayman Legends, Wii U resta la scelta migliore (affiancata da un PC o un’altra piattaforma più avanti) che la logica suggerirebbe per iniziare la next-gen.

“Suggerirebbe”, se non fosse per due fattori, essenzialmente legati alla percezione del gaming da parte dell’utente: un generale senso di non appartenenza di Wii U all’ottava generazione di console, e una pessima pubblicità di cui da anni Nintendo è vittima e artefice, legata a quelli che sono ritenuti i requisiti dei “core game” in generale.

In riguardo a quest’ultima, ne abbiamo già discusso nei mesi scorsi: l’utenza attuale sembra avere certe aspettative nei giochi definiti “degni di nota”, certi personaggi stereotipati e drammaticità nelle storie che talvolta mancano (o sono volutamente ignorate dall’utenza) nei titoli first party Nintendo, lasciando un’impressione di titoli “per bambini”. Tale impressione, purtroppo, è stata rafforzata con il passare persino da Nintendo stessa, che si è identificata sempre più con quei concetti che le sono stati imposti dalla visione comune, realizzando spot pubblicitari sempre meno “gamer friendly” e più “casual” o “family oriented”.

Solo 13 anni fa, Nintendo realizzava un trailer che nessuno, sano di mente, avrebbe mai potuto definire adatto a dei bambini:

Tuttavia, 12 anni dopo, la compagnia di Kyoto ha dato il via ad una campagna pubblicitaria con un obiettivo poco chiaro, intersecando fasce d’utenza miste e con un target nei propri spot che ne rispecchia solo una parte.

In entrambi i casi si tratta di due titoli con rating ESRB E, l’equivalente di un PEGI 12, ma l’impatto sull’utenza è ben diverso…

L’impressione di avere davanti una console cross-gen, invece, è puramente un’invenzione dell’utenza: storicamente, si parla di cambio generazionale quando, oltre a sostanziali differenze hardware, si ha un’innovazione tecnologica associata. Nel caso delle prime generazioni questo era dato dal comparto grafico, l’avvento di controller dotati di d-pad, e dall’uso di cartucce rigide o di dischi al posto di una memoria interna preprogrammata, mentre più recentemente, la sesta generazione ha introdotto l’online gaming e la settima il digital delivery, i controller wireless e il motion control. Di fatto, l’ottava generazione si è aperta con un maggior interesse verso l’integrazione con altre tecnologie, siano essi i touchscreen e il concetto di remote play, i social media e la diretta streaming, o i media center televisivi e il cloud. Da nessuna parte si parla di esclusiva capacità di calcolo e di limiti minimi per l’evoluzione dei processori.

Eliminati quindi i luoghi comuni, ciò che resta è una triste verità che sembra accompagnare l’avvento di quella che molti definiscono l’ultima generazione di console dedicate (in parte a causa delle specifiche tecniche sempre più simili ad architetture PC non d’avanguardia): dopo quarantun’ anni e sette serie di piattaforme, non è più l’effettiva potenza di una macchina o il numero di titoli e la qualità degli stessi, ma la capacità di vendere un messaggio.

Nel caso di Sony, il messaggio è stato chiaro: next gen equivale a promesse di grandiosità basate sulla fiducia. La potenza di calcolo c’è, così come le possibilità, come e quanto questa verrà sfruttata non è importante. Sulla stessa scia si è inserita Microsoft, con un hardware leggermente meno potente, ma tanto è bastato a far dimenticare alla maggior parte dell’utenza i vari dietrofront della compagnia durante l’anno (e le annesse polemiche e minacce di boicottaggio). Fanalino di coda resta quindi Nintendo, colpevole di non sembrare interessata a chiarire il proprio messaggio di una console adatta a tutti (restando ancorata a spot decisamente troppo “familiari”), ma nemmeno a prendere una posizione sulle varie dichiarazioni di sviluppatori che si scusano di non portare i propri titoli su Wii U per via di “non meglio precisati problemi di incompatibilità hardware”.

Ovviamente, a fare le spese di una situazione del genere è l’utenza finale: ma mai come in questo caso le problematiche conseguenze (console afflitte da problemi, titoli mediocri e molto dilazionati nel tempo) sono assolutamente meritate.

In fondo, una generazione sostenuta più dall’hype che dalla sostanza, la dice lunga su cosa siamo diventati…

 

Luca Pitocchi, redazione di Matt’s Games/I Love VG Network

Postilla:

Hanno collaborato alla realizzazione di questo articolo:

Pietro Iacullo, Samuele Santoro, Alessandro Pinzauti, Filippo Sambugaro, Laura Costa, Vincenzo “Maister” Tafuri, Matteo Cianfaglione, Francesco Ferrante, Alessandro Falconetti, Giacomo Masia, Alessio Petrassi, Giovanni Della Pelle, Guido “LaFleur” Avitabile, Lorenzo Simoncini, Daniele Cicarelli, Giorgio “M. Joe” Amatteris, Filippo Veschi, Eikichi “Triforza” Oniluca, Stefano “Bonzo” Tafani, Marco Lettiero, Nicola “Oogway” Castellari, Tommaso Castagnoli, Francesco Milli, Jacopo Ciavattella, Helloween Phoenix, Domenico “MegaDom” Pugliese, Kerigo il Kajith, Andrea Bello, Donato Vincenti, Cristiano “Light” Schillaci, Rocco “Replay” DeLuca, Luca Giorgi. 

  • Davide Mulas

    Gran bell’articolo, complimenti.