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Posted by on 9:36 pm in Schiaffi ludici | 0 comments

Di conferenze, illusioni e speranze: guida pratica al dopo-E3

Di conferenze, illusioni e speranze: guida pratica al dopo-E3

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*disclaimer: quello che state per leggere è probabilmente l’editoriale più “personale” del sottoscritto, e ammetto di aver dato sfogo ad un lato fanboy più del previsto. Tuttavia, è anche, con ogni probabilità, il modo migliore di mostrare una reazione veritiera di quella parte di utenza che ha vissuto con trasporto gli eventi dell’E3, a metà tra le considerazioni personali dello spettatore e i fatti dell’addetto ai lavori.

In sostanza, lo stesso spirito con il quale abbiamo dato origine a questa rubrica, e che non ci sentiamo assolutamente di accantonare. D’altronde, essere videogiocatori significa anche sapersi divertire, come dimostrato all’evento di Los Angeles, per i pareri tecnici e distaccati c’è il resto dell’anno. E se vi riconoscete in questo spirito, non ci resta che augurarvi buona lettura!*

E3 2015… che dire, probabilmente quello della scorsa settimana è stato uno degli eventi più gustosi da diversi anni a questa parte, dal punto di vista videoludico: la presentazione di Fallout 4 al neonato evento Bethesda, Microsoft che sdogana la retrocompatibilità su Xbox One (più un discreto numero di giochi e novità in vetrina), Sony che esplode con non una ma ben tre bombe (Final Fantasy VII Remake, The Last Guardian e Shenmue 3), Square che scatena i fan con remake, novità e i trailer di Kingdom Hearts…

Persino una conferenza dedicata al PC Gaming

Cosa si potrebbe volere di più?

…seriamente, c’è davvero bisogno di fare nomi e cognomi?

Purtroppo, in un tripudio di annunci, filmati, eventi dedicati, alti (parecchio alti) e bassi (*coffcoff* conferenza EA *coffcoff*) che tuttavia si attestano sul mediamente interessante, c’è stata una nota MOLTO stonata, che porta il nome di Nintendo Digital Event.

Ora, già in altre occasioni abbiamo discusso i pro e i contro del voler fare politica per conto suo di Nintendo, evitando una conferenza principale aperta al pubblico, e spalmando invece i contenuti presentati tra i vari Direct annuali e la Nintendo Threehouse.

Lo schiaffo di oggi, non è quindi mirato a richiamare una sempre più atipica Nintendo alla tradizione degli eventi, anzi… La “tradizionalissima” conferenza SquareEnix, per esempio, senza gli annunci di grosso calibro sarebbe stata una delle più verbose e noiose mai viste ad un E3, forse adatta ad un’era in cui ancora era la sostanza e non la presenza scenica a tirare su l’interesse

Il problema però nasce quando, nel voler fare di testa propria, si continua a fare gli stessi identici errori che sono costati alla compagnia di Kyoto il vantaggio commerciale di Wii U nel primo anno (e nei successivi per conseguenza diretta).

Ricapitolando per tappe: nel 2011, Nintendo mostra per la prima volta Wii U, spaccando a metà l’utenza. Chi ne loda l’innovazione tecnica, chi ancora non ha ben chiaro di cosa si tratti, se è un add-on hardware per Wii, o una nuova console, o quale sia il target e quali le potenzialità. Per i due anni successivi, Nintendo alimenta (o meglio: non fa nulla per scoraggiare) l’idea che la console abbia buone potenzialità per il casual game, ma che di sostanza ci sia ben poco dietro a livello videoludico.

Al momento del lancio arrivano i primi intoppi, con una piattaforma solida ma mal pubblicizzata. E su questo abbiamo già dato la nostra opinione (“come diavolo si fa a passare dagli spot di Majora’s Mask di inizio millennio a quelli delle allegre famigliole felici di Wii U?!”). Ovviamente, l’opinione pubblica non se lo fa dire due volte, e l’hashtag #nintendoomed diventa un po’ un marchio di fabbrica dei detrattori che si appigliano a qualsiasi cosa.

nintendoomed

Pochi giochi al lancio, un supporto di terze parti che resta carente fino ad oggi, ma nei due anni seguenti la sostanza inizia ad arrivare: Super Smash Bros., Bayonetta 2, Mario Kart, Hyrule Warriors… Tutti prodotti che bene o male risultano in voti internazionali più che validi.

Nel mentre, Sony e Microsoft si inseriscono con PS4 e Xbox One, e in particolare la compagnia nipponica fa del marketing il suo cavallo di battaglia, dovendo in qualche modo sopperire a lanci di esclusive più dilazionati nel tempo, e in una situazione di concorrenza ben peggiore di quella di Nintendo. E sorprendentemente, laddove non arrivano i titoli, arriva il marketing: nonostante i deludenti voti di Resogun, Knack e Killzone, la pubblicità martellante riesce a fare di quello di PS4 il miglior lancio di sempre per una console.

Avanti veloce fino a inizio 2015: Nintendo ammette le proprie colpe sul comparto pubblicitario, Iwata si cosparge il capo di cenere, e con la promessa di un’attenzione maggiore al marketing, sembra che per la compagnia di Kyoto si apra l’anno della svolta (che in parte c’è anche eh, con l’annuncio dell’apertura verso il mobile e la conferma ufficiale della prossima console, NX).

Arriva il momento della verità: l’evento digitale della scorsa settimana. E che succede? Che niente di tutto quello che gli utenti si aspettavano viene pubblicizzato, o anche solo menzionato di sfuggita.

A posteriori, Reggie Fils-Aime dichiara che quello che è stato mostrato è tutto materiale in arrivo in tempi brevi. Vero, sacrosanto, ma quantomai sbagliato per un’industria che, come gli ultimi due anni ci hanno ormai confermato, campa più di hype che di sostanza. E con una situazione del genere, diventa impensabile preferire la chiarezza a prova d’idiota ad una vetrina come quella offerta dall’E3, in cui, a differenza dei Direct, si hanno gli occhi del mondo tecnologico intero puntati addosso. Specie se il più grosso annuncio è quello di un attesissimo Starfox Zero sviluppato da Platinum, che però resta comunque un prodotto di nicchia rispetto alle attese del pubblico.

Ed ecco che la pur annunciata assenza di The Legend of Zelda Wii U viene presa molto male dall’utenza, specie alla luce della notizia che i trailer potrebbero già esistere, e che Nintendo ha volontariamente tenuto il tutto dietro le quinte per “non generare confusione” (o, più verosimilmente, per tenersi qualcosa da parte con cui tirare su visibilità e curiosità nei prossimi mesi).

Allo stesso modo, è quasi impensabile voler gestire la più importante conferenza annuale portandosi dietro, nella migliore delle ipotesi, dei “segreti di Pulcinella”, peraltro in totale contrasto con la ventata di nuove IP presentata lo scorso anno.

Ma quello che ha fatto inviperire di più l’utenza non è nemmeno l’assenza di un titolo importante o di novità. D’altronde, se così fosse, Square che per anni ha mancato l’appuntamento con Kingdom Hearts o Final Fantasy XV all’E3, sarebbe stata da crocifiggere a testa in giù…

Quello che davvero ha scatenato un’ondata di delusione senza precedenti anche tra i fan della Grande N, è stata la sensazione di “aver dato un contentino” con i titoli 3DS.

Un esempio: The Legend of Zelda: Triforce Heroes, che suona come lo zuccherino messo lì per addolcire l’attesa, quasi a scusarsi di non aver mostrato nulla del titolo principale.

Ma il vero protagonista di questa faccenda è un altro: pochi giorni prima dell’E3, emergono delle voci che vorrebbero Retro al lavoro su qualcosa per l’E3. I fan mettono insieme tre ipotesi:

  1. un nuovo Donkey Kong Country, per chiudere la trilogia Retro
  2. un nuovo F-Zero (che, col senno di poi, sappiamo avrebbe potuto essere presente su Wii U)
  3. un nuovo Metroid, possibilmente Prime, con cui sciacquare la bocca dopo il saporaccio lasciato da Other M.

Mentre scorre la conferenza, però, tra i Muppet con le fattezze dei big di Nintendo, dei Retro nemmeno l’ombra. Poi, insperato, il logo tanto atteso: Metroid!

Ma… un momento… e quello? Che c’entrano i soldati della Federazione? E quella grafica? Oddio…

Signori e signore, Metroid Prime: Federation Force è probabilmente l’unico titolo che può vantare il risultato di aver scatenato una petizione per chiederne la cancellazione a poche ore di distanza dal suo annuncio, da parte degli stessi fan del brand ormai a bocca asciutta da otto anni.

Ora, in questo articolo si ride e si scherza, ma ad aver seguito un po’ gli eventi la situazione è preoccupante per svariati motivi: il primo e più lampante, è che Nintendo è perfettamente al corrente che i fan (e non solo loro) vorrebbero un nuovo Metroid in prima persona sullo stile della serie per Gamecube, una cosa che da sola potrebbe portare una ventata d’aria fresca a Wii U in occidente.

Il secondo è che spingere su uno spin-off per mantenere viva l’attenzione sul brand, può andare bene una tantum (vedi Hyrule Warriors, che pure a suo tempo venne accolto con molte critiche), ma questa sembra iniziare a diventare una preoccupante tradizione in casa Nintendo, perlomeno per questa generazione…

E ancora: a meno di sorprendenti rivelazioni nei prossimi Direct, su cui però la speranza è molto bassa vista la recente scottatura e le parole ancor più perentorie di Kensuke Tanabe (produttore della serie Prime), è probabile che dovremo rimandare il tutto su NX, e che per il momento, Nintendo si accontenti di vivacchiare con Wii U fino all’inevitabile ritiro dal mercato.

Poi ci sarebbe anche un piccolo “schiaffettino” (più un ceffone a mano aperta per come la vede il sottoscritto) mirato proprio agli autori della petizione anti-Federation Force: è vero che lo spin-off multiplayer per 3DS non è una nuova ed esaltante avventura della Cacciatrice spaziale, ma è anche vero che si è visto decisamente poco, e valido o meno che sia, al momento non abbiamo fisicamente abbastanza materiale per giudicare Federation. Tanto più che sembrerebbe trattarsi di un capitolo di transizione proprio verso il tanto atteso nuovo Prime. Chiedere a gran voce di eliminarlo dall’esistenza è, nel migliore dei casi, una manifestazione della mostruosa sfiducia e fretta che negli ultimi anni pervade la community videoludica. Basti pensare ad Assassin’s Creed, che per quanto possa piacere o non piacere, ogni anno scatena le solite polemiche sul fatto che ogni nuovo titolo in uscita sarà una fantozziana “cagata pazzesca”. Eppure, bug a parte, i recenti titoli hanno comunque mantenuto un livello di divertimento accettabile, e lo stesso potrebbe essere per Federation Force.

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Nella peggiore delle ipotesi, comunque, una petizione del genere evidenzia sì una presa di posizione da parte dell’utenza (notata peraltro dallo stesso Iwata, che ha ringraziato per i feedback ricevuti, affermando di voler tenere d’occhio gli interessi della community), ma anche la totale chiusura mentale verso la sperimentazione videoludica. Onestamente, e qui mi rivolgo in particolar modo a chi, come il sottoscritto, può vantare una carriera da videogiocatore a due cifre, quante “corazzate Kotiomkin” abbiamo visto? E quante di queste, nel bene o nel male, hanno contribuito a plasmare i successivi capolavori? Credete davvero che senza i terribili platform su Snes di cui sono pieni i video dell’Angry VideoGame Nerd, saremmo arrivati a giochi come Castlevania: Symphony of the Night, o Megaman Zero, o lo stesso Super Metroid?

Purtroppo, riflettere su questa nostra mancanza come community, pronta a organizzare una sorta di inquisizione spagnola alle prime avvisaglie di qualcosa che va contro le nostre convinzioni o speranze, non cambia la triste realtà dei fatti: da una parte abbiamo Nintendo che, senza troppa fantasia, conferma essenzialmente dei mesi di magra (nei quali però potremo sperare di avere qualche briciola di notizie durante i Direct). Dall’altra, pur nell’apoteosi di novità, titoli e gameplay mostrati all’E3, buona parte di questi saranno al di fuori della portata delle nostre manine pacioccose per diverso tempo, e in questo caso dovremo accontentarci di rivedere a ripetizione i filmati di uno degli E3 più entusiasmanti di sempre.

#mainagioia… per tutto il resto c’è Fallout 4!

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