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Posted by on 9:02 pm in Senza categoria | 0 comments

Top 10 2017: Luigi “Abyssent” Peccerillo

Top 10 2017: Luigi “Abyssent” Peccerillo

Chiudiamo l’anno qui sul nostro Viewpoint con una serie di top 10 “tradizionali”, visto che su I Love Videogames quest’anno il nostro Webmaster Creative Director ha ben pensato di dedicare le classifiche a tutt’altro. Il primo a prestarsi al gioco è il nostro Luigi Peccerillo, news reporter e occasionalmente uomo di fatica editoriale. Avanti con la prima Top 10, quindi:


La mattina del 13 Gennaio di quest’anno mi sono alzato molto presto e con una leggera ansia addosso. No, non avevo l’esame di Filologia Germanica quel giorno, ma sapevo che qualche ora prima, dall’altra parte del mondo, Nintendo aveva presentato Switch, una nuova console ibrida, che si insediava nell’ottava generazione di console con qualche anno di ritardo. Dopo aver guardato l’evento di presentazione e ricordando anche altri giochi che attendevo su altre piattaforme, ho realizzato in quel momento che il 2017 sarebbe stata un’annata davvero fantastica.

Non ho potuto giocare tutto: il portafoglio non è sempre pieno; il backlog è sempre lì alle nostre spalle, un grido distorto e disperato di decine e decine di giochi che giacciono inutilizzati sulle mensole e negli hard disk, pronto a tuonarci contro appena pensiamo di comprare un nuovo titolo. E poi c’è lui, il tempo, ma ho capito ormai da troppi anni che è un infame ed è meglio lasciarlo stare.

Tra i titoli usciti quest’anno ne ho giocati comunque abbastanza da potermi permettere di stilare una piccola classifica.

 

10. Resident Evil 7: Dopo gli ultimi due deludenti capitoli, Capcom fa risorgere il brand con una sorta di reboot. Abbandonati zombie e visuale in terza persona, Resident Evil 7 cerca di riproporre quelle meccaniche e quell’atmosfera che hanno fatto la fortuna della serie. Ci riesce in parte, risultando un buon gioco che tuttavia deve fare i conti con l’inopportunità di alcune fasi shooter, un game design senza alcun guizzo e una certa linearità di fondo.

Dicono di lui su ilovevg: Provateci ora a dire che assomiglia ad Outlast o a Silent Hill!

9. Dark Souls 3: The Ringed City: Nel periodo caldissimo di inizio anno, denso di uscite, The Ringed City, secondo e ultimo DLC di Dark Souls 3, si è ritagliato di forza un proprio spazio. Dopo il discreto Ashes of Ariandel, FromSoftware chiude il cerchio con un DLC denso di contenuti, che ci riporta per l’ultima volta nel mondo affascinante e decadente di Dark Souls. Nuove ambientazioni, nuovi nemici e nuovi boss, testeranno ancora una volta le capacità dei giocatori che ormai sin dal 2011 si cimentano in questa straordinaria opera videoludica.

Dicono di lui su Ilovevg: Impossibile evocare. Impossibile evocare. Impossibile evocare

8. Uncharted: L’eredità Perduta: Altra espansione, questa volta da parte di Naughty Dog, di una delle saghe di punta della console Sony. Nei panni di Chole e accompagnati da Nadine, dovremo ritrovare un’antica reliquia indiana, esplorando splendide valli e le rovine di un’antica civiltà. Più che nei precedenti Uncharted, in questa espansione sono forti i temi dell’esplorazione e della scoperta, della meraviglia di trovarsi di fronte alla magnificenza di costruzioni appartenute a tempi remoti. Naughty Dog sperimenta molto, azzardando persino l’inserimento di una mappa da esplorare a piacimento e con dei compiti secondari da completare. Superata questa parte, il gioco ritorna sui binari classici della serie, perdendo un po’ della freschezza che lo aveva contraddistinto fino a quel momento.

Dicono di lui su Ilovevg: Come disse una volta un vecchio saggio, Abra che cazzo Kadabra

7. Dishonored: La morte dell’esterno: Un’espansione davvero ben riuscita che segna un gradito ritorno nel mondo di Dishonored, questa volta con l’obiettivo di eliminare “Il bastardo dagli occhi neri”. I nuovi poteri a disposizione del giocatore lo porteranno ad approcciarsi al gioco in modo assai diverso da Dishonored 2, diminuendo così il senso di deja-vu. Le aree sono ampie, ben strutturate e piene zeppe di cose da fare, tuttavia tra i livelli manca quello che ti faccia sgranare gli occhi dallo stupore, come la geniale Villa Meccania. Dal lato narrativo, si risolleva un pochettino rispetto a Dishonored 2, con una storia e personaggi più interessanti. Tuttavia la narrazione pecca sempre di quell’aspetto naif e di un qualsivoglia coinvolgimento emotivo del giocatore.

Dicono di lui su Ilovevg: Lascia che ti mostri perché mi chiamano “l’Esterno”…

6. The Sexy Brutale: Dalla sempre rigogliosa scena indipendente arriva un gioco che è tra i migliori che mi sono capitati sottomano quest’anno. The Sexy Brutale è un piccolo gioiello, un gioco fresco di idee e stilisticamente ineccepibile. Invitati ad una festa in maschera all’interno di una grande villa, assisteremo agli omicidi degli altri invitati per mano dei maggiordomi. Per impedire che questi accadano, il giocatore dovrà trovare indizi mediante la manipolazione del tempo e utilizzando i poteri speciali delle maschere che gli invitati salvati ci doneranno. Risolto un omicidio, il tempo si resetta, la giornata ricomincia e si consuma un altro omicidio che dovremo sventare. Protagonista assoluto la villa, bellissima e misteriosa, i cui segreti verranno svelati nel corso del gioco, fino al rocambolesco finale.

Dicono di lui su Ilovevg: Sembra il nome di una pornostar ungherese!

5. Horizon Zero Dawn: Per Guerrila Games Horizon: Zero Dawn è stato un bell’azzardo. Lo studio olandese per la prima volta si è cimentato con il genere action adventure e il risultato è stato più che positivo. Nei panni dell’eroina Aloy, proiettata a divenire una delle mascotte del mondo PlayStation, ci avventureremo in un mondo post-apocalittico popolato da umani e macchine dall’aspetto animalesco. Il mondo di gioco è vibrante di colori, ricco e dettagliato, ma anche pieno di insidie e di attività gratificanti da completare. Con un gameplay basato principalmente sul combattimento a distanza e che strizza l’occhio a titoli quali Monster Hunter, sarà divertentissimo cacciare le macchine per guadagnarsi le risorse o per scoprire i segreti del mondo in cui girovaghiamo. A sorreggere l’ottimo comparto ludico, vi è una narrazione che parte sottotono ma sboccia nella parte centrale dell’avventura.

Horizon: Zero Dawn è un bel gioco, che non innova o stravolge come i suoi sfidanti, ma fa della sua classicità un punto di forza.

Dicono di lui su Ilovevg: Non sottovalutate la potenza di Guerrilla

Non ti basta? Beccati anche la recensione di The Frozen Wilds

4. Nier: Automata: Il fatto che io collochi un gioco di questo calibro al quarto posto significa due cose. La prima, come detto all’inizio, è che quest’anno la qualità delle uscite è stata altissima, tanto da rendere ingiusta qualsiasi classifica. La seconda, è che forse noi giocatori non siamo ancora pronti a raccogliere quello che Yoko Taro ha cercato di lasciarci col suo ultimo titolo.

L’autore giapponese, e ci tengo a marcare la parola autore dato che mai come ora assume un tono così permeante, rivolta il videogioco come un calzino, lo disseziona e ne usa le parti per veicolare una storia, un messaggio. La componente narrativa è asservita a quella ludica e viceversa, e dopo quest’opera di rimaneggiamento operata da Yoko Taro, nessuna delle due è capace di vivere senza l’altra. Dilettandoci con un combat system fluido e dinamico, marchio di fabbrica di Platinum Games, vivremo una sorta di viaggio dantesco post-moderno, nel quale si dipana la storia del gioco e dei suoi personaggi, che è anche la storia dell’umanità intera.

Dicono di lui su Ilovevg: 2B: la “B” sta per culo

3. Prey: L’ultima fatica di Arkane Studios si presenta come l’immersive-sim definitivo. Erede spirituale di System Shock 2 e compendio del genere fantascientifico, Prey è un gioco estremamente cerebrale, che da al giocatore la possibilità di fare ciò che vuole, potendosi destreggiare con la propria fantasia tra i corridoi e le sale che compongono il fantastico level design della nave spaziale Talos 1. E se in passato Arkane sembrava zoppicare quando maneggiava il lato narrativo dei suoi giochi, con Prey si assiste ad una vera e propria maturazione della scrittura, con una trama ben raccontata, tanti bivi narrativi e la trattazione di temi importanti. Impersonando i panni di Morgan Yu, ci sottrarremo all’inizio del gioco alla nostra natura di topo da laboratorio e dovremo riuscire a sopravvivere a bordo della stazione spaziale. Durante la nostra avventura arriveremo persino a creare percorsi alternativi con un fucile che emette schiuma che si solidifica, oppure a lanciare dei dardi con una balestra giocattolo per pigiare i tasti, altrimenti irraggiungibili, di un terminale e aprirci la via. Alcuni dei tanti strumenti creativi che il giocatore ha a disposizione in questo fantastico titolo che coniuga stealth, azione, puzzle e sopravvivenza.

Dicono di lui su Ilovevg: Ciupa, Ridley Scott

2. Super Mario Odyssey: La penultima freccia scoccata da Nintendo quest’anno è il ritorno dell’(ex)idraulico più famoso di sempre. Super Mario Odyssey è un gioco enciclopedico, che racchiude dentro di sé l’eredità dei capitoli 2D classici, quelli 2.5D come Mario 3D World e 3D Land, e quelli 3D adventure come Sunshine e Galaxy. Mario e Cappy, il cappello vivente che permette di cap-turare i nemici ed usarne le abilità, dovranno impedire che Bower sposi Peach, inseguendo il suo enorme vascello volante con la nave Odyssey, che di mondo in mondo avrà bisogno di Lune per ripararsi e tornare pienamente operativa. Una produzione di qualità stellare, curata sotto ogni aspetto, che riesce a restituire un’esperienza platforming geniale e stimolante anche dopo decine e decine di ore di gioco, fino al finale spettacolare. E quando finirete il gioco, scoprirete che ne comincia un altro.

Dicono di lui su Ilovevg: Eh…

1. The Legend of Zelda: Breath of The Wild: Il titolo che ha accompagnato il lancio di Nintendo Switch. Link si risveglia dopo 100 anni e ancora una volta deve salvare il mondo e la principessa Zelda. O potremmo dire, romanzando, che Nintendo si sveglia dopo gli anni del sonno chiamato Wii U e salva noi giocatori dalla piattezza di un genere, l’Open World, che viene infilato a forza in ogni sorta di produzione. Nintendo costruisce con straordinaria artigianalità un mondo vastissimo, che è anche un parco giochi, dove il giocatore può sbizzarrirsi con la propria fantasia e giocare con il mondo di gioco piuttosto che guardarlo sfilare via di quest in quest, esserne un abitante piuttosto che un turista viaggiatore. Partendo da meccaniche rodate in questi anni da altri brand, BoTW opera una rivoluzione su due fronti: uno interno alla serie e l’altro, quello esterno, dato che va a rinfrescare un intero genere videoludico. Il risultato è uno dei migliori giochi degli ultimi anni e non poteva che essere il mio GOTY

Dicono di lui su Ilovevg: 140 eroiche ore, e volerne ancora

Extra: il nostro Racconto Ludico su Breath of the Wild