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Posted by on 11:07 am in Punti di vista, Senza categoria | 0 comments

Top 10 2017: Giuseppe Andrea Vecchio

Top 10 2017: Giuseppe Andrea Vecchio

Tornano le nostre top 10 “tradizionali”, mentre sul sito principale prosegue l’iniziativa legata all’analisi del 2017 con un piglio più editoriale e personale (a questo proposito, non fatevi scappare l’abbuffata GeekStyle di fine anno del nostro Guido!). È il turno di Giuseppe Vecchio, news reporter e spacciatore ufficiale di anteprime e recensioni basati sulle versioni giapponesi dei titoli che passano sotto il suo naso.


Il 2017 è stato un anno magnifico per i videogiochi e per i giocatori, il migliore degli ultimi anni e probabilmente uno dei migliori in assoluto. In mezzo a tanta abbondanza però chi si è distinto secondo il sottoscritto è il Giappone: Nintendo Switch, Breath of the Wild, Mario Odyssey e Persona 5 sono solo alcuni dei nomi che hanno riportato in auge l’industria videoludica nipponica spesso bistrattata.

E da amante delle giapponesate (passatemi il termine) quale sono non ho che potuto godere di ogni singolo giorno di questo anno stupendo. Senza indugiare oltre, quindi, ecco i 10 titoli che più ho apprezzato in questo anno:

10°. Digimon World Next Order

Vi ricordate dello storico Digimon World per PS1? Ebbene il 2017 ha visto l’arrivo in Europa del suo vero sequel. Un gioco che strizza tantissimo l’occhio proprio al titolo originale in quella che è a tutti gli effetti un operazione nostalgia riuscita alla grande. L’uso di due digimon contemporaneamente, un trama più profonda di quanto si possa immaginare e la localizzazione nelle maggiori 5 lingue europee hanno contribuito al ritorno in grande stile dei mostri digitali in occidente e il bambino che è in me non ha potuto far altro che apprezzare.

La nostra recensione

 

9°. Nights of Azure 2

Sarò sincero, le aspettative su NoA2 erano abbastanza alte visto che il primo capitolo fu una sorpresa piacevole, ma questo sequel ha finito col deludermi un po’ perché più corto e con meno contenuti del suo predecessore, allora perché ne parlo qui? Perché NoA2 fa quello che deve fare: essere un buon sequel, cosa che si da spesso per scontata ma che non è mai facile da ottenere. La speranza è che Gust lasci invariato il gameplay e pensi di più ai contenuti in futuro.

La nostra recensione

8°. Blue Reflection

Il secondo gioco del trittico di Gust arrivato in occidente nel 2017. Una sorta di ibrido tra sailor moon e persona che ho trovato funzionare benissimo. Blue Reflection è una nuova ip piena di potenzialità, espresse non proprio benissimo a causa di un comparto tecnico altalenante e dal fatto di essere più una sorta di visual novel interattiva che un RPG, ma la sua storia a tratti toccante è capace di far breccia nel cuore di chiunque. E fatevi un favore, andate ad ascoltare la colonna sonora, una delle migliori quest’anno Aspetto con ansia un secondo capitolo.

La nostra recensione

7°. Mass Effect Andromeda

L’unico titolo occidentale che ho veramente gradito nel 2017, nonché uno dei pochi che ho giocato. Al solito me ne sono infischiato delle polemiche nate dalla questione “animazioni” e al primo price drop mi son buttato a capofitto sulla nuova avventura spaziale targata Bioware e ammetto di esserne rimasto soddisfatto. Si, il confronto con la trilogia è impari, ma qui si tratta di un nuovo inizio che ho gradito molto, anzi sono rimasto abbastanza stupito della notizia della messa in pausa della serie, ahimè gli sviluppatori e publisher occidentali danno troppo retta alla massa quando dovrebbero infischiarsene in certi casi, vedi il Giappone.

La nostra recensione

6°. Atelier Firis

Sono 20 anni che seguo Atelier. 20 anni insieme a ragazzine che passano le giornate a creare oggetti e non me ne pento. Atelier ha un posto speciale nel mio cuore e non potuto fare altro che apprezzare come si sia evoluta la serie in questi anni. Firis è il risultato di tutto questo tempo. Un gioco enorme, con una trama leggermente sottotono rispetto al passato ma che ha saputo regalarmi grandi soddisfazioni, più di quanto mi aspettassi  e quando un gioco mi sorprende io finisco con l’amarlo più del dovuto.

La nostra recensione

 

5°. Nioh

A differenza di certi youtuber italiani, non chiamatelo Soulslike o farete arrabbiare il nostro Pietro. Nioh è senza dubbio uno dei migliori del 2017 e vive di vita propria, riuscendo a distinguersi nettamente con la saga di from software. Ispirato in maniera piuttosto vaga alla figura di William Adams, ritenuto il primo samurai occidentale, il gioco ci porta nel bel mezzo di un Giappone feudale (punto forte del gioco a mio parere) in periodo di guerra contornato da demoni e spiriti tipici del folklore del periodo. Una gioia per gli amanti del Giappone e delle sfide, in quanto Nioh non è un gioco estremamente difficile, semmai punitivo finché non si impara a gestire l’ottimo sistema di combattimento creato da team ninja.

La nostra recensione (che spiega perché il termine “soulslike” è fuffa)

 

4°. Dragon Quest XI

Odi et amo. Una frase che riassume il mio studio del giapponese, ben lontano dall’essere concluso. Ma se c’è un vantaggio nel studiare questo Everest di lingua è la possibilità di giocare a certi titoli prima di altri e Dragon Quest XI è uno di questi. Incredibile come Square nel giro di un anno possa passare dal proporre un abominio come Final fantasy XV per poi uscirsene con un gioco che merita l’appellativo di capolavoro. Immenso, strapieno di attività, un cast eccezionale e una trama che mischia saggiamente tradizione a modernità. Chapeau Square, ma ti odio lo stesso sappilo.

La nostra anteprima

3°. Persona 5

Premetto che Persona 5 l’avevo già giocato nel 2016 nella sua versione giapponese, ma è impossibile non citare quello che la critica ha definito il miglior jrpg di sempre. La stessa critica che ha usato il capolavoro di Atlus per umiliare Square facendo il confronto con FFXV, cosa che mi ha divertito non poco. Persona 5 è l’evoluzione di un genere, un gioco che ha definito un nuovo standard difficilmente raggiungibile. La prova inconfutabile che il Giappone è vivo ed è ancora il Re in ambito di videogiochi. 100 ore non di gioco, ma di un’esperienza di vita, un viaggio bellissimo che rifarei ancora e ancora.

La nostra recensione

2°. Ys VIII

Il 2017 è stato l’anno del ritorno della saga che ha fatto nascere un genere: Ys. Falcom si è superata per il trentennale della serie ed è riuscita a creare un gioco incredibile a partire dalla trama. Chi conosce Ys sa che la serie non si distingue per storie di livello ma l’ottavo capitolo è stata quasi una rivelazione. Una trama complessa, di spessore e con quel finale dolce-amaro tipico di Ys che mi fa impazzire, sia in senso positivo che negativo. Ho amato Ys VIII, anche più di quel Persona 5 osannato dal mondo intero ma c’è qualcosa in questo 2017 che ho amato ancora di più…

La nostra recensione

1°. The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III

Breath of the wild? Mario Odyssey? Persona 5? La gente si è fatta la guerra in questo 2017 per stabilire chi fosse il migliore ma per me non è nessuno di questi tre. Il mio miglior gioco del 2017 è The Legend of Heroes: Sen no Kiseki III (o Trails of Cold Steel III se preferite il titolo occidentale). Se andate a cercare la definizione di capolavoro in un vocabolario probabilmente troverete questo gioco e non scherzo. CSIII mi ha emozionato come mai nessun gioco in quasi 30 anni di vita. Ho riso, ho pianto, ho provato rabbia (soprattutto alla fine) e angoscia per un gioco che mi è rimasto impresso in maniera indelebile. Se Falcom ha il merito di aver dato vita al genere dei JRPG c’è un motivo e con questo gioco lo ha ricordato. E la parte migliore di tutto questo è che manca ancora il capitolo finale: The End of Saga.

La nostra recensione

Piccola e doverosa menzione speciale a Breath of The Wild, giocato su WiiU perché sono uno di quei sfigati che non ha preso Switch. Nonostante di tratti di un titolo a dir poco eccezionale ho scelto di non metterlo in classifica perché del gioco se n’è già parlato abbastanza quindi era inutile lo facessi pure io. Voi però compratelo ugualmente e magari su Switch, cosa che farò volentieri non appena prenderò la console.

La nostra recensione

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