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Giochiamo al bersaglio con i bambini down, vergogna italiana

21/02/2010
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Indignazione, schifo, disgusto. Sono le prima parole che mi vengono in mente per definire il gruppo Facebook “Giochiamo al bersaglio con i bambini down“. Purtroppo è ancora attivo, ma spero che possano chiuderlo il più presto possibile. Chi è quel deficiente, imbecille, figlio di buona donna che l’aperto? Il gruppo è stato aperto da due personaggi, due coglioni di prima categoria, che non hanno neanche le palle di presentarsi con nome e cognome, ma rispondono agli pseudonimi di Il Signore Della Notte e Il Vendicatore Mascherato.

AIPD

La descrizione del gruppo è da delirio e da carcere immediato (ma se permettete, vorrei vederli appesi per le palle a testa in giù in una piazza pubblica). Leggete e rabbrividite, sempre se avete un cuore:

“È così difficile da accettare questa malattia… perchè dovremmo con vivere con questi ingnolili creature… con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down sono solo un peso per la nostra società…

Dunque cosa fare per risolvere il problema?

Come liberarci di queste creature in maniera civile?

Ebbene si signori… io ho trovato la soluzione:

Esso consiste nell’usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature”.

Quel che peggio è che la gente si è anche iscritta (aggiornamento: mi fanno notare che la maggior parte si sono iscritti x insultare gli autori del gruppo). In tanti non hanno ancora capito che Internet non è e non deve essere il paese dei balocchi o delle cazzate, ma è un’estensione della vita reale. Perciò, su Facebook, sul nostro sito e forum, in altri spazi di condivisione, state attenti a ciò che scrivete. Avete un cervello? Usatelo! E chi non ce l’ha, spero possa rispondere per le sue cazzate anche su Internet.

5 Responses to Giochiamo al bersaglio con i bambini down, vergogna italiana

  1. Murloc on 21/02/2010 at 21:17

    vorrei fare notare una cosa: quegli utenti fake aderiscono tutti al gruppo radio troll e simili, e si organizzano solo per trollare.
    Non è niente da prendere sul serio.
    Il fatto è comunque grave, però il bello di internet è poter evitare di comportarsi come nella vita reale. Non è certo lo scopo di facebook comunque, dove bisognerebbe mettere nome e cognome.

  2. Manolo De Agostini on 21/02/2010 at 21:42

    Sarà che “trollano”, ma rimane una cosa abominevole anche solo pensarla.

  3. tomawhack on 22/02/2010 at 16:28

    Non facciamo i moralizzatori. Tranne i santi, tali solo per nome, tutti hanno pensato una volta nella loro vita, o diverse, a come sarebbe stato il mondo senza persone disabili, oppure dato dell’handicappato a qulcuno per sfotterlo. Ora, anche se toericamente fra il pensarlo ed il dirlo o lo scriverlo su facebook non c’è molta differenza, nella pratica questa azione puo’ costituire reato. Alla fine noi critichiamo la forma e non il il contenuto. A mio parere, fino a che non costituisce reato uno puo’ dire tuto quello che gli passa per la testa. Se l’esistenza di tale grupo viola la legge allora venga criticato per questo, ma non perché scrive cattiverie.

  4. Manolo De Agostini on 22/02/2010 at 18:56

    Un parere che rispetto, ma non condivido. Io ho pensato al tema della disabilità, al fatto se sia giusto o meno procedere nella gravidanza quando si scopre un feto affetto da problemi. Questo sì. Però, per il resto, non vedo motivi validi per non puntare il dito contro una cosa che reputo una schifezza.

  5. [...] parte, come si fa a non infuriarsi? Come si potrebbe criticare chi se la prende, come per esempio Manolo, e vorrebbe vedere questi signori puniti? Che poi punire ex-post non è come censurare ex-ante. [...]

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