In questo periodo si parla tanto di pagare le news. Rupert Murdoch è il primo a spingere per questa soluzione e in futuro alcuni siti di News Corp. offriranno informazione a pagamento. Proprio come avviene per i giornali.
A me questa soluzione non piace, io lavoro per una testata assolutamente gratuita. Ciò che però mi manda in bestia. Non è che chi dice di non voler pagare le news, ma chi blocca la pubblicità. Sì, parlo di chi usa Ad-Block e altre diavolerie simili.

Perché farlo su un sito che interessa e si legge? D’altronde se lo si visita è perché lo si apprezza. E qualche volta sarebbe anche utile fare un click sui banner, non perché il click porti guadagno, ma perché può servire a chi investe sul sito a capire che il pubblico c’è, se è reattivo e apprezza i contenuti mostrati. Insomma, c’è maggiore probabilità che il pubblicitario ritorno su quel sito a fare una campagna.
Invece no, in tanti dicono “ho una connessione lenta”, “la pubblicità è invasiva”. Cosa, come, dove, quando? Sono rare le volte in cui una pubblicità può essere fastidiosa e certamente il più delle volte non le si trova certo sui siti fidati, ma in quale bel sito per adulti. La banda per vedere i video su Youtube non manca. Insomma, le motivazioni di chi blocca la pubblicità sui siti web sono ridicole. Certo, mi direte che voi usate “le eccezioni”, ma in quanti sono così bravi da conoscerne l’esistenza?

Un articolo su Arstechnica, che mi ha dato lo spunto per questo post, definisce devastanti gli effetti dei programmi ad-blocker. Bello l’esempio fatto: “Immaginate di dover gestire un ristorante dove il 40% delle persone che viene e pranza poi non paga – scrive l’editor-in-chief Ken Fisher – In un certo qual modo, questo è quanto ci sta facendo il blocco dell’advertising. Esattamente alla pari di un ristorante, noi abbiamo il personale, le risorse da pagare e dobbiamo pagare quando le persone consumano tali risorse” (tratto da PI).
D’altronde in tanti non pagano più a click, ma a visualizzazione, e quindi bloccare le pubblicità è deleterio per una realtà editoriale libera e gratuita, come quella per cui lavoro.
Bisogna sempre trovare il giusto compromesso nelle cose: va bene non pagare i contenuti, ma l’utente deve sorbirsi i banner, anche un pop-up talvolta. Noi (parlo di cui lavora nel settore, non del sito) c’impegnamo a vigilare sul tasso di “fastidiosità” delle pubblicità (non piace neanche a noi avere 3 pop-up che si aprono a ogni pagina), ma l’utente deve assolutamente restituire qualcosa. Altrimenti siamo ai livelli della pirateria dei videogiochi, che si usano senza pagare. Il problema è che in questo caso non si può neanche dire che il sito costa, perché non è così.








mi dispiace per voi ma a me la pubblicità fa veramente schifo, è fastidiosa, rompe le balle, e non voglio contribuire al vostro lavoro vedendo banner che nel 90% dei casi non mi interessano proprio.
Uso ad-block, lo userò in futuro e consiglierò a tutti di usarlo, è un programma fenomenale.
Se vi servono dineri per lavorare date la possibilità di farvi delle donazioni, io preferirei più mandarvi del denaro contante piuttosto che vedermi quelle fastidiose pubblicità
Discussione interessante; ma andiamo con ordine:
> Perché farlo su un sito che interessa e si legge?
Perché interessa il sito, ma forse la pubblicità su quel sito è fuori controllo: eccessiva, fastidiosa, malfatta, ingannevole, irrilevante, e a volte anche poco sicura (solo due esempi: può tracciare le mie abitudini di navigazione senza fornirmi nessuna informativa; ha spesso contenuti attivi e può exploitare la vulnerabilità dei miei sistemi).
> può servire a chi investe sul sito a capire che il pubblico c’è, se è reattivo e apprezza i contenuti mostrati.
Se ti blocca la pubblicità hai bell’ecapito che il tuo pubblico non l’apprezza. Forse è il momento di introdurre una policy dell’advertising, per migliorare il patto coi tuoi fruitori. Prima o poi chi fa pubblicità in rete – sollecitato da chi la usa – dovrà capirlo.
> Sono rare le volte in cui una pubblicità può essere fastidiosa
Non posso che dissentire, a me pare il contrario: sono rare le volte in cui non lo è. Pensiamo all’abolizione del tag ‘blink’ o alla campagna contro la font Comic Sans: mentre si son fatte quelle campagne la pubblicità s’è buttata su actionscript e java proprio per esser certa di inserire nel suo linguaggio le porcate che la rete ha lavorato per escludere dalle pagine di contenuto: blinkamenti, cattiva grafica à gogo, distrazioni inutili, suoni fastidiosi e non richiesti, comportamenti che escludono l’interazione, video che partono in automatico e chi più ne ha più ne metta. La pubblicità è entrata come un elefante con le sue pretese e le sue abitudini – acquisite su mezzi diversi – in un mezzo il cui uso, da parte dell’utente, è diverso: più consapevole dei propri diritti di consumatore.
> le motivazioni di chi blocca la pubblicità sui siti web sono ridicole.
Mi pare vero il contrario. In rete non fai i conti con la fruizione ‘passiva’ della TV. Perché allora aspettarsi che ci si succhi qualunque porcata, quando tecnicamente non ve n’è l’obbligo? Gli ad-blocker mostrano ai produttori di pubblicità ciò che sarebbe dei loro passaggi su etere se – semplicemente – si potessero installare su TV. Un palliativo (spesso di danno al contenitore stesso) è esercitato dal telecomando, ed è un fenomeno ben noto. Un ad-blocker è la sua versione di rete. Facciamo campagna contro il telecomando?
> “Immaginate di dover gestire un ristorante dove il 40% delle persone che viene e pranza poi non paga – scrive l’editor-in-chief Ken Fisher etc
Io penso a certi ristoranti ungheresi dove – semplicemente – se si può non si torna: mangi e paghi e in più devi interagire coi violinisti tzigani. Fossi in te ringrazierei l’ad-blocker che zittisce gli tzigani quando sono troppo fastidiosi, consentendo al cliente – almeno – di rimanere un tuo consumatore.
Ci sono pubblicità, e sono la maggior parte, che *meritano* di essere skippate. Non sono rare. Siete voi, produttori di contenuti che per mantenere il valore di ciò che pubblicate dovete imporre dei codici di non-disturbo se non vi va di introdurre una fee (questo sì, che ti darebbe un’idea di quanto si apprezzano i tuoi contenuti).
> bloccare le pubblicità è deleterio per una realtà editoriale libera e gratuita, come quella per cui lavoro.
Basti pensare a questo: non usando ad-block, ma usando 1. autostart:false 2. flashblock e 3. pop-under stopper l’ottanta-nobanta per cento della pubblicità sparisce. Ti dice niente? Secondo me, invalida il tuo ragionamento.
Questo d’altronde è il compromesso che ho dovuto far io. Ogni altra pubblicità è la benvenuta sul mio monitor; mi capita anche spesso di cliccarne alcune, incuriosito dal messaggio, per saperne di più su un prodotto o su una offerta. Questo è quello che per me significa ‘ragionevole compromesso’.
Solo opinioni personali, eh.
Un saluto e buon lavoro.
Trovo offensivo dire che la banda per youtube si trova sempre, specialmente in Italia, come se youtube e pubblicità fossero la stessa cosa. E per inciso, se voglio vedermi un video su youtube lo devo far caricare completamente in background prima di vedermelo, e ci metto decine di minuti.
Di tanto in tanto clicco sulle pubblicità di Toms (e del corriere, della gazzetta, di HWU, ecc), lo so che non mi crederete, non me ne frega niente, so quanto costa dare un servizio di qualità e nel mio piccolo ogni tanto il mio click lo do anche se a me non interessa nulla di quella pubblicità. Ma la menata del tipo “La banda per vedere i video su Youtube non manca” ve la potete risparmiare. Da me la 640k (finti, of course) è arrivata 2 anni fa, nel febbraio 2008, non chissà quando, e prima andavo di 56k, flat a un costo superiore all’adsl attuale. Lamentatevi che le connessioni italiane fanno schifo specialmente fuori città. Non avrei nessun problema a scaricare la pubblicità, specialmente quella tanto “leggera” in flash con una 4mega o superiore, o quella tanto simpatica che compare passando sopra un link. All’uni che la connessione è velocissima non ho l’adblock, non mi serve, non devo scaricare più KB di pubblicità che del resto.
Si potrebbe fare lo stesso discorso per le TV: mi guardo un programma e appena arriva la pubblicità cambio canale. Ma nessuno mi dice di averlo rubato.
X tedd: la soluzione delle donazioni non ha mai funzionato, almeno a mio modesto parere.
X maxmem: la pensiamo in modo diametralmente opposto, altrimenti non ti saresti sbattuto così tanto nella risposta. E lo apprezzo. Sto leggendo il tuo intervento, l’unica cosa che sinceramente m’intriga è il parallelo che hai fatto con telecomando. Sto pensando a come smontare la tua tesi
ehehheh… ps: ovviamente anche le mie sono considerazioni personali….. e perciò non sono verità assolute.
X Alberto: il tuo è uno di alcuni casi. ma ti assicuro che non mi riferivo ai “disagiati” dell’ADSL italiana (sul sito ce ne occupiamo sempre…) ma a tutti gli altri
Manolo
In realtà non avevo mai riflettuto su questa cosa anche se probabilmente non tutti ne fanno uso.
Tuttavia la realtà potrebbe trovarsi nel mezzo..
Spesso la pubblicità è concretamente invasiva con video flash che occupano anche più di un video youtube.
Una volta avevo una bbonamento ad IGN.com , e puntualmente quando mi colegavo al sito c era il messagio (e ce ancora oggi) SKIP THIS ADVERTISNG , Register NOW.
Ti registravi, pagavi e nonostante ciò quel messaggio non scompare MAI.
Ci sono altri siti Italiani come Multiplayer.it (se non vado errato) che quando carichi l home page ti ritrovi un intera pagina di ADV spesso ti parte pure il volume a palla facendoti saltare dalla sedia.
Tutto dovrebbe essere piu moderato , e gli Ad Block vietati.
Dovella, infatti… io mica giudico corrette quel tipo di pubblicità. Mi metto solo dalla parte di chi come noi il 99% delle volte pone le pubblicità in modo corretto. Perchè “bloccarci”? Tutto qui… come detto, bisogna avere un compromesso
Io penso che sarebbe un dovere, da parte dei proprietari di un dominio, obbligare chi compra il loro spazio web a creare dei banner/inserzioni che mantengano lo stile decorativo della pagina originale.
Io lascio sempre le pubblicità che si amalgamano bene con la pagina, blocco invece quei giochi in flash stupidi delle gare di flessioni che trattano sempre temi che non interessano i lettori della testata.
ma Manolo, tu aspiri in 500 parole a un compromesso tutto del navigatore, tra i suoi bisogni e la sua responsabilità; io in 500 parole invito a un compromesso tra i bisogni e le responsabilità reciproche di tutti gli attori in gioco: produttori di contenuti, pubblicitari, utenti – siamo più vicini di quanto credi, mi pare – e in effetti questo dibattito è recente, e attuale in molti nodi, vedi ad esempio i forum di linkedin, tra professionisti del settore.
Confutami, ma non darmi del ladro prima di averlo fatto, e non prima di aver preso in considerazione le mie esigenze (client) contrapposte alle tue (server), e a quelle del pubblicitario (channel).
Sono stato un po’ prolisso -me ne scuso- perché desideravo essere esaustivo in un intervento solo, per non fare dei commenti una chit-chat.
@manolo
Assolutamente d’accordo con te.
No ragazzi, il paragone con il telecomando non regge. C’è un aspetto imporante da considerare. I canali televisivi vengono pagati comunque per la pubblicità, che la vediate o meno. Una pubblicità non vista online, invece, è una pubblicità non fatturata. E come ho già detto altre volte, noi redattori siamo persone normali, con mutuo, auto e figli. Vi darà fastidio, ma anche noi abbiamo la pessima abitudine di vivere, mangiare e respirare.
@maxmem: la storia del ristorante disposto a tenersi clienti che non pagano perché consumatori è semplicemente ridicola. Voglio vederlo il ristoratore che non chiama la polizia, o che non tira fuori un bastone, se gli dici che te ne vai senza pagare. La differenza è che online puoi svicolare dalla porta sul retro senza che nessuno ti dica nulla.
d’accordo. ma non d’accordo di più!
l’unico pagamento che dobbiamo a chi fa siti di informazione è sorbire un banner e premere un tasto.
MA COSA VOLETE DI PIU’?
il problema è la scelta.
la gente quando ha un dito chiede il braccio.
se voi proponete:
-lettura a 2 € il mese
- banner a gratis ma da vedere
la gente sceglie banner, levate l’opzione la gente non vuole i banner perchè gli fa fatica.
però non vuole pagare.
è l’incoerenza, la voglia di sfruttare e il “tutto di dovuto” che c’è nella mentalità dell’internet “libero”.
d’accordo e con stima anche.
Premetto che non uso AdBlock, perché non mi danno così fastidio le pubblicità e perché riconosco che sono un ingrediente essenziale per mantenere in vita i siti web. Detto questo, trovo che in alcune situazioni siano veramente IMPOSSIBILI da sostenere. In giro per la rete, su siti rispettabilissimi, ci sono video che partono in automatico con l’audio aperto (ricordo una pubblicità di un’università americana), ci sono animazioni in flash con il pulsante chiudi impossibile da trovare, ce ne sono (ricordo alcune di microsoft su Tom’s, tempo fa) che si aprono ingrandendosi IN MEZZO ALLA PAGINA, coprendo il testo e impedendo la lettura dell’articolo finché non si chiude lo spot (e spesso con difficoltà). Per non parlare della lettura degli articoli da browser che non siano “normali” (mi riferisco agli smartphone), spesso le pubblicità sono fatte talmente male che il codice generato rallenta tutta la pagina impedendone l’apertura in tempi umani (con conseguenza di chiudere la pagina, senza leggere l’articolo né vedere la pubblicità). Quindi le pubblicità, a mio modo di vedere, sono sacrosante per far andare avanti i siti web, ma dovrebbero essere inserite con criterio e giudizio, non con il solo scopo di far più soldi possibile. Se esistesse un AdBlock per cellulari, probabilmente lo userei.
x maxmem: io comunque del “quasi” ladro. Il quasi non è messo tanto per….
Devo dire che preferirei rinunciare a visitare siti di interesse che essere costretto a vedere certi tipi di publicità che ormai mistrano tette e culi anche se uno è in un sito di informatica professionale o altro sempre riguardante l’ambito professionale.
E’ a dir poco sconcertante e così come con la TV cambio canale con il Web uso AdBlock altrimenti non uso più il sito.
Se non siete daccordo (e posso pure capirlo) vigilate meglio sulla qualità della publicità (non lo fa MAI nessuno) o chiedete un pagamento per delle news più professionali e gratis news meno ricche.
Manolo, cosa mi dice di questo:
http://img62.imageshack.us/img62/4296/tomshw.jpg ? Certo è un malfunzionamento, ma quante volte non si riesce a chiudere un banner del genere…Ma siete fortunati, continuerò a visitarvi
Un malfunzionamento, certo. Infatti siamo i primi a incazzarci, dato che non vengono gestiti da noi. Detto questo… l’opinione che ho espresso non cambia.
Credo che non spendero’ mai un centesimo acquistando un prodotto che mi e’ stato presentato tramite pubblicita’ invasiva. Inoltre sono molto parsimonioso e diffidente, su internet non acquisto mai nulla. Comunque non avevo pensato a questo aspetto della pubblicita’, Per questo motivo ho deciso che temporaneamente disattivero’ ”Ad Blocker” dalle estensioni di Epiphany e permettero’ le finestre pop up. E’ una prova,