Intel si è accordata con la Federal Trade Commission per evitare una di quelle mega multe per abuso di posizione dominante che ogni tanto sarebbero salutari (Intel a patti con la FTC: svolta nei mercati CPU e GPU). E con mega multa non intendo quel miliardo di euro inflitto alla stessa Intel dalla Commissione Europea, quelle sono noccioline.

Proprio l’altro giorno parlavo di Nvidia e di come i recenti movimenti di mercato l’avessero messa in una posizione scomoda (Nvidia fatica, troppi progetti le hanno fatto perdere il focus?). Quello che però è successo nella tarda serata di ieri, ribalta tutto. Andiamo per punti.
- Intel non potrà condizionare con dei benefici i produttori di computer in cambio della promessa di acquistare chip esclusivamente da Intel e rifiutare l’acquisto di chip di altre aziende;
- Intel non potrà effettuare rappresaglie contro i produttori di computer se questi faranno affari con altri fornitori attraverso la rimozione dei benefici promessi
Queste due cose sono importanti per Nvidia, ma anche per AMD, VIA e tutto il mercato. Nvidia in particolare negli anni passati si è lamentata di un fatto che spiega molte cose. La prima generazione di netbook si basava su piattaforme Intel o su piattaforma Nvidia Ion. L’azienda si è sempre lamentata del fatto che i produttori non adottavano la sua piattaforma per via di prezzi di favore fatti da Intel sull’acquisto, in bundle, di CPU e piattaforma. I produttori si trovavano così a decidere di spendere meno o spendere di più e la maggior parte prendeva la prima via. A un’azienda come Intel, dominante nel settore, questa pratica di business permetteva di estromettere senza troppo impaccio qualunque e avversario. E nel caso le cose non andassero come previsto, c’erano le rappresaglie del punto 2. Rimozione degli sconti, dei rimborsi, minore disponibilità di processori, etc.

Interessantissimo il punto 3:
- Intel dovrà modificare gli accordi di proprietà intellettuale con AMD, Nvidia e VIA in modo che queste aziende abbiano maggiore libertà per considerare fusioni o joint venture con altre aziende, senza il pericolo di essere denunciate da Intel per infrazione di brevetti
Diciamo che dice tutto, ma anche niente. Intel dovrà comunque sedersi a un tavolo con le tre aziende e in virtù di quanto deciso dall’accordo con la FTC, dovrà scendere a patti. C’è quindi tutto il motivo per essere ottimisti. Nessuno vuole che Intel perda il 50% del mercato dall’oggi al domani, ma certamente questo punto apre le porte a una maggiore competizione che nei prossimi anni dovrebbe dare i suoi frutti. Se poi tutto rimarrà invariato com’è oggi, non posso saperlo, dipende dai prodotti di Intel e della concorrenza.
Mi rifaccio le stesse domande che ho già posto nella notizia sul sito: Nvidia potrà realizzare una propria CPU? Nvidia potrà tornare a realizzare chipset per CPU Intel? Mi tocca aspettare per avere una risposta.
Il punto 4, francamente, non m’interessa. VIA è insignificante nel panorama attuale, ma ve lo riporto per completezza:
- Intel dovrà offrire a VIA l’estensione dell’accordo di licenza x86 per cinque anni oltre l’attuale termine fissato nel 2013
Il quinto punto lo vedo un po’ come un “guardarsi le spalle” da eventuali problemi futuri:
- Intel dovrà mantenere l’interfaccia, conosciuta come PCI Express Bus, per almeno sei anni in modo da non limitare le prestazioni dei chip grafici. Queste garanzie incentiveranno l’innovazione da parte di produttori di soluzioni complementari e potenzialmente competitive con le CPU Intel;
In poche parole si assicura a Nvidia che, almeno per i prossimi sei anni, le schede video dedicate (o discrete) potranno continuare a vivere. L’accorpamento delle GPU nelle CPU poteva essere (potenzialmente e molto alla lontana) un pericolo anche per le cosiddette add-in board.

Infine un punto controverso, almeno leggendo i commenti dei lettori di Tom’s Hardware:
- Intel dovrà dire agli sviluppatori software che i compilatori Intel fanno discriminazione tra chip Intel e non-Intel, e che potrebbero non sfruttare tutte le caratteristiche dei chip non-Intel. L’azienda dovrà anche rimborsare tutti gli sviluppatori di software qualora questi vogliano ricompilare i loro software usando un compilatore non-Intel.
Personalmente mi auguro che questo serva a mettere in campo le vere prestazioni delle CPU. Alcuni mi hanno fatto giustamente notare che gli sviluppatori sceglieranno il compilatore Intel, perché è quella con la fetta di mercato maggiore. Tuttavia, in virtù dei punti elencati prima, i rapporti di forza potrebbero cambiare (sul lungo periodo) e quindi anche questo sesto punto potrebbe aiutare a completare un quadro di concorrenza leale per il futuro.
Personalmente sono convinto che queste regole possano fare più male a Intel di quanto non potesse farle una multa. Magari mi sbaglio, ma così la penso (tendo a precisare che, come ogni persona di buonsenso, il mio parere muta in base ad avvenimenti, esperienza e altro).
Voi come la vedete? Quanto messo in piedi dalla FTC riuscirà a darci un mercato più competitivo?








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Sicuramente la rivisitazione delle regole che finora hanno contribuito a dare maggior potere a Intel è sicuramente cosa buona e saggia nel lungo periodo. Ovviamente ci si chiede, dato che le infrazioni ci sono state, cosa ha comportato a Intel, in termini legali, fare il gioco sporco per tutti questi anni. E cosa ne viene, economicamente, a coloro che ne sono stati direttamente colpiti.
Con questa sentenza si dice che chi ha dato a dato, da oggi si torna alle regole basilari che garantiscono la giusta concorrenza, e chi ha fregato gli altri sia contento i quel che ha fatto e magari tenti anche di riprovarci, se poi la punizione è tornare ad avere le regole chiare.
Una combinazione tra le nuove regole e una mega multa parzialmente riparatrice del danno fatto alle altre compagnie sarebbe stato decisamente più equo. Anche se probabilmente meno “bello” politicamente nei confronti di Intel.
Ciò che sembra essere possibile con queste nuove regole comunque, è la possibilità che nvidia prenda accordi con Via per fare un SOC x86 based. Non so quanto questa sia interessata alla cosa, ma la possibilità ora c’è.