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Tim Cook, l’ultima One More Thing di Jobs da CEO

27/08/2011
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Steve Jobs ha detto basta e francamente non poteva farlo nel momento migliore (Steve Jobs non è più CEO, Apple nelle mani di Cook). Non per lui ovviamente, al quale va il mio pensiero per la sua battaglia contro la malattia, ma per Apple. La casa di Cupertino va a gonfie vele, macina miliardi di dollari come noccioline e si prepara nei prossimi mesi a presentare diverse novità, la più calda delle quali è il prossimo iPhone.

A sinistra Tim Cook, a destra Steve Jobs

Tanti si sono chiesti se l’addio in questo periodo, con un’economia traballante ma con un’Apple più forte che mai, non sia stato strategico. Certo che lo è stato. Jobs sarà cagionevole di salute, ma il cervello è qualcosa che ha avuto sempre e che continua ad avere. Non avrebbe mai deciso di defilarsi – ricordo che non ha lasciato l’azienda, ma si è solo messo da parte nel ruolo di presidente del consiglio di amministrazione – senza aver curato ogni minimo aspetto per lasciare nel migliore dei modi possibili la sua creatura.

Ancora più persone si sono domande se Apple sarà la stessa. Ovviamente no, ma questo non vuol dire che andrà male. Anzi, forse andrà meglio, non lo so. Di certo un uomo immagine come Jobs non lo rimpiazzi e Tim Cook, il delfino che ne ha preso il posto, non mi pare abbia il carisma necessario. Stando a chi lo conosce è però un ottimo “esecutore”, nonché un lavoratore instancabile e motivato. Uno a cui anche io, dopo 13 anni di lavoro fianco a fianco, mi fiderei ad offrire un ruolo così importante, perché è una persona che ama ciò che fa e quindi ama Apple. Da “esecutore” è inoltre poi abituato a prendere decisioni e un CEO deve farlo.

In tanti sembrano averlo capito, ma in pochi l’hanno detto: Apple non ha scelto un nuovo AD strappandolo ad altre aziende o ad altri settori, ma se l’è coltivato in casa giorno dopo giorno. Questo mi fa pensare che scelta migliore non potessero fare, ha imparato da Jobs e sa quali sono i meccanismi che hanno portato e mantenuto Apple sulla cresta dell’onda in questi 13 lunghi anni.

Perciò non sono per nulla preoccupato per il futuro di Apple. I prossimi anni sono già decisi: come ho scritto su Tom’s le aziende pianificano la strategia su diversi anni e il fatto che Cook abbia partecipato alla stesura del piano garantisce che non ci saranno mutamenti. Mica come altre aziende, di cui parlerò in un altro post. Senza poi contare che se avrà un dubbio, la necessità di ricevere un consiglio, potrà chiamare il “vecchio CEO”.

Ovviamente vedremo che ne sarà di Apple tra 10 anni. Magari sarà ridimensionata rispetto a oggi e daremo la colpa a Cook, senza pensare che forse sarebbe successa la stessa cosa con Jobs, ma non ne avremo la controprova. Comunque il mio parere è che decisione migliore Apple e Jobs non potessero prendere, un’ultima One More Thing da CEO di Steve che a me convince. Probabilmente sarò smentito in futuro, ma ora non ho elementi per pensare il contrario.

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5 Responses to Tim Cook, l’ultima One More Thing di Jobs da CEO

  1. StefanoMac on 27/08/2011 at 21:24

    D’accordissimo col tuo pensiero Manolo. Solo un piccolo appunto: non direi proprio che Cook sia una persona con poco carattere.
    Un piccolo aneddoto: durante una riunione per discutere di alcuni problemi sull’assemblaggio dei prodotti in Cina disse “qualcuno dovrebbe andare li a controllare”. Dopo un pò vide che nessuno rispondeva, lui puntò un dirigente e gli urlò “PERCHÉ SEI ANCORA QUI?”… il tipo in questione si alzò ed andò all’istante in Cina, senza neanche passare a casa per avvertire la famiglia.

  2. Manolo De Agostini on 27/08/2011 at 21:26

    Non ho detto ha poco carattere…ma che ha poco carisma pubblico. Cioè, non mi pare uno che possa tenermi incollato a un keynote come fa Jobs. Ma magari mi stupisce, staremo a vedere :)

  3. Gabry89 on 27/08/2011 at 22:15

    Concordo con ogni singola parola. Grande Manolo!

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