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Rory P. Read a capo di AMD, auguri per le decisioni che dovrà prendere

28/08/2011
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Rory P. Read è il nuovo amministratore delegato di AMD. La casa di Sunnyvale dopo circa 7 mesi ha trovato finalmente la testa. Non ha nemmeno 50 anni e arriva da Lenovo, un giovane a cui auguro tutto il bene possibile – in Italia non siamo tanto avvezzi a vedere persone di così tenera età (!) in posizioni di prestigio, e forse è anche per questo che sono rimasto colpito. Certo, ritengo che sia stata l’ultima scelta di AMD, non la prima, e forse anche quello che hanno pagato di meno. Hector Ruiz, CEO per diversi anni dell’azienda prima di Dirk Meyer, guadagnava somme ben più sostanziose.

AMD è Davide e Intel è Golia, per forza di cose speriamo che quella che è una battaglia impari diventi più equilibrata. E non è perché mi piace AMD in particolare o Intel mi stia antipatica, ma perché amo l’hardware, amo la competizione, amo il mio portafogli. Più lotta sul mercato porta ad avere prezzi più bassi, sempre che non ci sia un cartello occulto. Quando il Pentium 4 non convinceva e l’Athlon 64 era sulla cresta dell’onda, assistevamo a continui rimescolamenti di prezzo e si poteva strappare l’affare. Oggi tutto ristagna in maniera clamorosa e solo un indovino può sapere se Bulldozer, la nuova architettura non ancora presentata di AMD, cambierà le carte in tavola. Io spero sia convincente e così anche i Sandy Bridge-E di Intel.

Rory Read arriva in un momento criptico (non critico) per AMD. Le APU Llano permettono all’azienda di avere finalmente una buona proposta per il settore dei portatili, come da anni non avveniva (l’esperienza di Read con Lenovo potrebbe essere di ulteriore aiuto). Le schede video Radeon da anni sono decisamente convincenti ma è un settore dove AMD può e deve fare meglio, ci sono segmenti infatti dove può recuperare su Nvidia. Il settore desktop è un’incognita in vista di Bulldozer – ma nelle prossime settimane finalmente sapremo tutto – ma è ovviamente un mercato dove l’azienda dovrebbe fare di più e con il divario che c’è con Intel auspico che questo avvenga.

Tuttavia AMD si trova ancora più fuorigioco di Intel rispetto al nuovo trend di mercato, smartphone e tablet. Read deve decidere cosa fare e farlo bene. Le prime dichiarazioni, anche se è una frase ed è poco per trarre un’opinione salda e concreta, non mi lasciano tanto d’accordo. Ok i tablet – e va bene – ma Fusion così com’è non mi convince per questi dispositivi. Ovviamente di smartphone nemmeno a parlarne.

A mio modo di vedere AMD dovrebbe fare come Nvidia: ARM + GPU Radeon. Certo non si fa dall’oggi al domani e posso capirlo, ma mi pare la strada più logica, visto anche quanto Intel stia faticando a realizzare soluzioni x86 per i dispositivi portatili (o tascabili che dir si voglia). Ecco a Read consiglierei di fare qualcosa di simile rapidamente, per non perdere tempo.

La firma di Rory Read...speriamo lasci un buon segno in AMD

Già il tempo. In molti ritengono che il mercato dei tablet sia solo agli inizi e ci sia ampio spazio. Vero. Tuttavia secondo me non bisogna solo essere sul mercato, ma esserci con un prodotto “traino“. Se AMD avesse un chip sull’iPad o su un tablet di Samsung (oggi tra i più venduti, senza dimenticare soluzioni come il Transformer di Asus), apriti cielo, sarebbe una manna. Ma se sarà sui tablet di secondo piano, per intenderci soluzioni che alla fine ci tocca sconsigliare nelle recensioni e che rimangono sugli scaffali, allora essere sul mercato vale veramente poco. Non penso che AMD voglia continuare a giocare il ruolo della comprimaria e deve imparare a sfruttare le situazioni con più flessibilità.

Auguri a Read, avrà molto da lavorare, anche dal punto di vista di marketing e comunicazione, nonché rapporti con il mondo del software. Ci sono aziende molto più avanti in questo ambito. Se hai la potenza e non hai un supporto software adeguato, allora cambia poco e qui parlo in particolare di GPU e videogiochi (pensare a Nvidia con Physx, 3D Vision e TWIMTBP). Inoltre AMD deve fare lo stesso sul fronte delle APU (calcolo eterogeneo e Dual Graphics), perché Intel ad esempio è arrivata sul mercato con Quick Sync e un supporto completo o quasi fin da subito dai produttori di soluzioni per la gestione video. La stessa cosa vale per Bulldozer, ma è chiaro che c’è anche la possibilità che se un prodotto convincente il supporto venga da sè. Speriamo bene!

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