Google farà il proprio social network. L’azienda ci sta lavorando da tempo e il servizio dovrebbe chiamarsi Gooogle Me. Sul sito ne abbiamo parlato diverse volte (Google Me sfiderà Facebook, il gioco si fa duro, Google Me è geniale, Facebook solo per bambini), ma non voglio entrare nel merito di come si dice sarà, bensì sui motivi per cui Google vuole entrare in un settore del genere.
Leggevo oggi che Google ha interrotto la vendita online del suo primo smartphone, il Nexus One. Il modello distributivo senza piani tariffari ha portato al fallimento di una proposta più che valida. Perchè? I motivi potrebbero essere molteplici, ma siccome mi piace fare anche dei collegamenti contorti, cerco di prendere la strada più complicata.

Il Nexus One, nei piani di Google, doveva essere l’anti-iPhone per eccellenza, in grado di abbattere quelle barriere che ha il prodotto di Apple – e talvolta sono fastidiose. Pensiamo al modello distributivo: Apple si lega, spesso in esclusiva, a un operatore e i piani tariffari a volte lasciano a desiderare. In Italia abbiamo 3, Vodafone e TIM, ma all’inizio c’erano solo TIM e Vodafone e non vivevamo esattamente in un mercato concorrenziale. Comunque sia, il prodotto di Cupertino si è da subito proposto in un pacchetto completo, che prendi o lasci: in molti prendono. Inoltre, lo smartphone gode non solo della pubblicità fatta da Apple stessa, ma anche di quella degli operatori.
In casa Google sembra – e sottolineo sembra – non abbiano le idee chiare. In questi giorni c’è grande fermento attorno a Chrome OS, il sistema operativo che mira a sgretolare la barriera tra offline e online.