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	<title>Tecno Libero</title>
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	<description>A ruota libera, senza filtro, sul mondo della tecnologia</description>
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		<title>iPad mini è la chiave per la iScuola?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 08:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[E-Book]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="169" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/ipad-mini-300x169.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="ipad-mini" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />iPad mini e il suo senso. Semplice mossa di mercato per respingere l'assalto dei concorrenti o parte di qualcosa di più grande?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="169" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/ipad-mini-300x169.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="ipad-mini" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>Questo post lo devo ad Antonio Dini, collega che su Wired <a href="http://blog.wired.it/applespy/2012/10/13/ipad-mini-ibook.html">ha scritto questo breve pezzo</a>. È da settimane infatti che mi sto chiedendo <strong>che senso abbia l&#8217;iPad mini</strong>. Intendiamoci, non che senso abbia sul mercato: un tablet di dimensioni più piccole del classico iPad ha dignità, e lo abbiamo visto con il Nexus 7 (<a href="http://www.tomshw.it/cont/articolo/nexus-7-tablet-android-di-qualita-in-formato-ridotto/40240/1.html">qui la recensione di Andrea</a>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-726" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/ipad-mini.jpg" alt="" width="600" height="338" /></p>
<p>Il problema è che Apple (solitamente) non fa niente per niente. Cioè, ha una quota di mercato da proteggere da concorrenti che pian piano stanno iniziando a proporre soluzioni di valore, ma che scopo avrebbe questo iPad sul mercato? Accontentare semplicemente chi &#8220;lo vuole più piccolo? Troppo scontato e banale.</p>
<p>Probabilmente sarà così, e queste saranno parole buttate al vento, ma Antonio buttandola lì forse ci ha preso:<strong> iPad mini potrebbe essere il tassello più importante della strategia che vuole il tablet sbarcare a scuola</strong>. Apple all&#8217;inizio dell&#8217;anno, precisamente venerdì 20 gennaio, ha tenuto un evento al Museo Guggenheim di New York svelando &#8220;il suo ambizioso progetto per entrare nel mondo dei libri scolastici&#8221;, così scriveva Valerio.</p>
<p>Non sto qui a spiegarvi in cosa consista, <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/apple-ibooks-2-itunes-u-e-ibooks-author-ecco-la-iscuola/35480/1.html">potete leggere la news</a>, ma in effetti di questo nuovo sforzo sono circa 10 mesi che non si parla. L&#8217;iPad mini potrebbe quindi rientrare soprattutto in quella strategia, secondo me il ragionamento fila. Staremo a vedere, probabilmente il 23 ottobre sapremo tutto. Voi che ne pensate? Sto cercando di dare un senso troppo &#8220;alto&#8221; al nuovo tablet di Apple? Fatemi sapere! <img src='http://tomsblog.it/manolodeagostini/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Bdayme è l&#8217;app tutta italiana per fare gli auguri su Twitter</title>
		<link>http://tomsblog.it/manolodeagostini/2012/07/21/bdayme-e-lapp-tutta-italiana-per-fare-gli-auguri-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 16:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[BdayMe è un'applicazione realizzata da tre ragazzi italiani che permette di colmare una lacuna del social network Twitter: consente infatti di ricordarsi di fare gli auguri ai propri contatti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane ho avuto la possibilità di scoprire <strong>Bdayme</strong> (<a href="http://www.bdayme.com/" target="_blank">Sito</a> &#8211; <a href="http://itunes.apple.com/app/bdayme/id514338105" target="_blank">iTunes</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/Bdaymecom" target="_blank">Twitter</a>). Si tratta di un&#8217;applicazione per iOS &#8211; sviluppata per iPhone e perfettamente funzionante anche su iPad, seppur non ottimizzata &#8211; che va a colmare una lacuna di Twitter: ricordarsi il compleanno delle persone che seguiamo.</p>

<a href='http://tomsblog.it/manolodeagostini/2012/07/21/bdayme-e-lapp-tutta-italiana-per-fare-gli-auguri-su-twitter/bdayme-01/' title='bdayme-01'><img width="150" height="150" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/bdayme-01-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="bdayme-01" /></a>
<a href='http://tomsblog.it/manolodeagostini/2012/07/21/bdayme-e-lapp-tutta-italiana-per-fare-gli-auguri-su-twitter/bdayme-02/' title='bdayme-02'><img width="150" height="150" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/bdayme-02-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="bdayme-02" /></a>
<a href='http://tomsblog.it/manolodeagostini/2012/07/21/bdayme-e-lapp-tutta-italiana-per-fare-gli-auguri-su-twitter/bdayme-03/' title='bdayme-03'><img width="150" height="150" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/bdayme-03-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="bdayme-03" /></a>

<p><img src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/wp-includes/js/tinymce/plugins/wpgallery/img/t.gif" alt="" />Tramite Bdayme è possibile <strong>non solo avere una visione d&#8217;insieme dei compleanni, ma anche inviare messaggi di auguri</strong> (anche con foto!) &#8211; tra una selezione predefinita oppure personalizzandoli &#8211; e avvisare tutti i nostri contatti che oggi è il nostro compleanno. Non mancano le notifiche push per avvisarvi che c&#8217;è qualcuno che compie gli anni. L&#8217;interfaccia grafica è davvero intuitiva e in più <strong>l&#8217;applicazione è gratuita.</strong></p>
<p>Da provare. Se non vi ho convinto, sappiate che è stata sviluppata da tre ragazzi italiani. Ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Cristiano Guerini, ideatore e web designer dell&#8217;applicazione. Ecco di seguito il nostro &#8220;botta e risposta&#8221;.</p>
<p><strong>1. Com&#8217;è nata Bdayme e a chi di voi è venuta l&#8217;idea? L&#8217;applicazione è gratuita, come mai?</strong></p>
<p>Bdayme nasce per dare la possibilità a chiunque sia su Twitter di far conoscere a chi lo segue, il giorno del proprio compleanno, e di conseguenza poter effettuare un augurio speciale al festeggiato senza mai più dimenticanze! L&#8217;idea è venuta a me (Cristiano Guerini), ma solo grazie al prezioso aiuto di (Davide Marinucci) e (Fabio Boccardo) si è potuta concretizzare. L&#8217;applicazione è gratuita perché il nostro intento è quello di far conoscere Bdayme a più persone possibili, confidando in un loro apprezzamento.</p>
<p><strong>2. È la vostra prima applicazione per iOS? Pensate di realizzarne versioni anche per Android, Windows Phone e altri sistemi operativi mobile?</strong></p>
<p>È la prima applicazione gestita da tutti e tre, Davide Marinucci ha già sviluppato un&#8217;altra app (iAlmanacco), per quanto riguarda le ulteriori versioni, ci stiamo concentrando molto sugli aggiornamenti di Bdayme con news davvero simpatiche e interessanti, non escludiamo assolutamente la possibilità di approdare su nuove piattaforme!</p>
<p><strong>3. Possiedo un iPad: pensate di realizzarne una versione ad hoc, magari con risoluzione Retina?</strong></p>
<p>Punteremo sicuramente alla totale compatibilità per iPad, ma come scritto in precedenza, ci preme molto il miglioramento di bdayme sotto il punto di vista dei contenuti e delle gesture che l&#8217;applicazione potrà fornire!</p>
<p><strong>4. Avete intenzione di implementare altre funzioni in futuro?</strong></p>
<p>Si, sicuramente, è nostra intenzione, grazie ai feedback ricevuti dagli utenti, creare un&#8217;applicazione che possa risultare immediata e completa! Sono in cantiere delle novità davvero molto interessanti, non sveliamo nulla per non rovinare la sorpresa!</p>
<p><strong>5. Realizzare applicazioni per iOS è complicato? Quali competenze ci vogliono?</strong></p>
<p>Realizzare applicazioni è complesso se non si hanno le giuste basi di programmazione, ci vuole molto studio, è molto importante tenersi aggiornati sul mondo degli sviluppatori! Con una buona idea non vai molto lontano se non c&#8217;è una programmazione dedicata!</p>
<p><strong>6. L&#8217;app sta avendo successo? Qual è il feedback dagli utenti?</strong></p>
<p>I feedback che riceviamo sono molto positivi, fa piacere quando le persone ci ringraziano specificando che una funzione del genere su Twitter mancava e noi l&#8217;abbiamo introdotta!</p>
<p>Notiamo inoltre l&#8217;ingresso su bdayme da parte di brand famosi, questa cosa ci rende orgogliosi e ci spinge a far sempre meglio!</p>
<p><strong>7. In rete si vocifera dell&#8217;arrivo di un iPhone da 4 pollici e magari anche un iPad Mini: pensate che l&#8217;espansione di prodotti di diverse dimensioni possa creare problemi agli sviluppatori?</strong></p>
<p>Apple sa fare bene il suo mestiere, sicuramente offrirà agli sviluppatori il giusto metodo per adattare i layout in modo facile!</p>
<p><strong>8. Avete altre applicazioni in cantiere?</strong></p>
<p>Per il momento ci stiamo concentrando sul mondo Bdayme, che sicuramente è un progetto ambizioso e giovane, noi vogliamo crescere insieme a lui!</p>
<p><strong>9. Prima di salutarci, se volete aggiungere qualcosa, a voi la parola:</strong></p>
<p>Grazie innanzitutto per questa intervista, volevo in qualche modo testimoniare quanto il lavoro di squadra sia necessario affinché da un&#8217;idea, possa nascere un progetto importante da condividere! Vi saluto e vi invito a scaricare Bdayme!</p>
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		<title>Cosa penso (oggi) del Samsung Galaxy S III</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 18:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Samsung]]></category>

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		<description><![CDATA[Samsung ha presentato il Galaxy S III. Qualche pensiero in libertà su questo nuovo smartphone.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa dire del <strong>Galaxy S III</strong>? Permettetemi qualche pensiero in libertà, su un oggetto che non ho ancora provato, quindi sono solo elucubrazioni. Dalla sua presentazione &#8211; che abbiamo seguito con una <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/samsung-galaxy-s-iii-con-schermo-da-4-8-e-funzioni-vocali/37254/1.html">news</a> sulle caratteristiche tecniche e una <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/samsung-galaxy-s3-provato-primo-contatto-e-impressioni/37262/1.html">prova sul campo</a> fatta da Andrea &#8211; è un po&#8217; che penso a questo terminale. Mentre seguivo la conferenza di Samsung ero rimasto impressionato, che mi segue su Twitter lo sa. Poi a mente fredda, tutto si è fatto più chiaro o quasi.</p>
<p>Lo stupore iniziale per alcuni aspetti si è stemperato, ma non si può dire che non sia un gran bel telefono, forse il più avanzato in circolazione. Dal punto di vista hardware c&#8217;è un quad-core, un 1 GB di RAM e troviamo uno schermo di buona fattura &#8211; non eccezionale &#8211; che è da <strong>4,8 pollici. Questa la trovo la scelta più discutibile</strong>. Mi sembra eccessivamente grande e personalmente &#8211; ho un mano piccina &#8211; non lo trovo della massima portabilità, ma bisognerà impugnarlo per trarre una conclusione definitiva in merito.</p>
<p>L&#8217;aspetto che più mi ha colpito è invece <strong>la parte software</strong>. Samsung si è impegnata, anche a <strong>copiare</strong>. Copiare, una parola che può apparire brutta, ma non lo è necessariamente. L&#8217;azienda ha realizzato la sua tecnologia &#8220;Siri­-like&#8221; e c&#8217;era da aspettarselo. Tutti prendono spunto dalle idee altrui e in tal caso non credo ci sia da gridare allo scandalo se la casa sudcoreana ha copiato &#8211; con qualcosina in più e da subito in italiano, per amor di verità &#8211; la soluzione introdotta da Apple con l&#8217;iPhone 4S.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/samsung-galaxy-s-iii.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-708" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/samsung-galaxy-s-iii.jpg" alt="" width="508" height="311" /></a></p>
<p>L&#8217;altra cosa davvero interessante è la tecnologia di <strong>eye tracking e tutto ciò che concerne la condivisione e la comunicazione</strong>. Qui Samsung sembra aver fatto un gran bel lavoro e non vedo l&#8217;ora di capire se tutto funzionerà in modo impeccabile. Quante volte ci ritroviamo  a leggere qualcosa e di colpo lo schermo si spegne tra svariate imprecazioni? Speriamo che questa soluzione di eye tracking ponga rimedio a questa e altre cose, semplificando l&#8217;interazione con gli smartphone.</p>
<p>Per cui ci sono sicuramente passi avanti rispetto al Galaxy S II, ma su qualcosa per il momento rimango davvero <strong>perplesso: i materiali.</strong> Fermo restando che va maneggiato prima di trarre una conclusione definitiva, per quello che si vede e apprende oggi, Samsung non sembra essersi sforzata troppo.</p>
<p>Del design non parlo, nel senso che è una cosa soggettiva e sinceramente sono uno di &#8220;bocca buona&#8221;, cioè mi va bene quasi tutto, ma sui materiali sembra che ancora una volta Apple sia davanti. Non è una caratteristica che forse interesserà a tutti, poiché il cuore di un terminale sta nel software e nei servizi annessi, ma avere una cosa bella tra le mani è qualcosa che piace a tutti. In definitiva, che dire? Per ora in una scala da 0 a 10<strong> sono per un voto dell&#8217;otto e mezzo</strong>. E voi? Cosa vi piace e non vi piace di questo nuovo terminale?</p>
<p>Ps: sono convinto che bello o brutto farà un botto clamoroso. Mi aspetto di vederlo ovunque, con pubblicità a tambur battente, anche perché il traino delle Olimpiadi gli darà una grande visibilità. E poi agli operatori serve un modello forte da mettere contro l&#8217;iPhone, altrimenti Apple potrebbe acquistare ancora più potere negoziale di quello che non ha già.</p>
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		<title>Rory P. Read a capo di AMD, auguri per le decisioni che dovrà prendere</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 19:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMD]]></category>

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		<description><![CDATA[Rory P. Read è il nuovo amministratore delegato di AMD. La casa di Sunnyvale dopo circa 7 mesi ha trovato finalmente la testa. Non ha nemmeno 50 anni e arriva da Lenovo, un giovane a cui auguro tutto il bene possibile &#8211; in Italia non siamo tanto avvezzi a vedere persone di così tenera età (!) in posizioni di prestigio, e forse è anche per questo che sono rimasto colpito. Certo, ritengo che sia stata l&#8217;ultima scelta di AMD, non la prima, e forse anche quello che hanno pagato di meno. Hector Ruiz, CEO per diversi anni dell&#8217;azienda prima di Dirk Meyer, guadagnava somme ben più sostanziose. AMD è Davide e Intel è Golia, per forza di cose speriamo che quella che è una battaglia impari diventi più equilibrata. E non è perché mi piace AMD in particolare o Intel mi stia antipatica, ma perché amo l&#8217;hardware, amo la competizione, amo il mio portafogli. Più lotta sul mercato porta ad avere prezzi più bassi, sempre che non ci sia un cartello occulto. Quando il Pentium 4 non convinceva e l&#8217;Athlon 64 era sulla cresta dell&#8217;onda, assistevamo a continui rimescolamenti di prezzo e si poteva strappare l&#8217;affare. Oggi tutto ristagna in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rory P. Read è il <a href="http://www.ictbusiness.it/cont/news/amd-ha-il-nuovo-capo-primo-editto-rotta-sui-tablet/27251/1.html" target="_blank">nuovo amministratore delegato di AMD</a>. La casa di  Sunnyvale dopo circa 7 mesi ha trovato finalmente la testa. <strong>Non ha nemmeno 50  anni e arriva da Lenovo</strong>, un giovane a cui auguro tutto il bene possibile &#8211; in  Italia non siamo tanto avvezzi a vedere persone di così <em>tenera età</em> (!) in posizioni  di prestigio, e forse è anche per questo che sono rimasto colpito. Certo,  ritengo che sia stata l&#8217;ultima scelta di AMD, non la prima, e forse anche  quello che hanno pagato di meno. Hector Ruiz, CEO per diversi anni dell&#8217;azienda  prima di Dirk Meyer, guadagnava somme ben più sostanziose.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-698" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/Rory-Read.jpg" alt="" width="600" height="356" /></p>
<p>AMD è Davide e Intel è Golia, per forza di cose speriamo che quella che è  una battaglia impari diventi più equilibrata. E non è perché mi piace AMD in  particolare o Intel mi stia antipatica, ma perché amo l&#8217;hardware, amo la  competizione, amo il mio portafogli. Più lotta sul mercato porta ad avere  prezzi più bassi, sempre che non ci sia un cartello occulto. Quando il Pentium 4 non convinceva e l&#8217;Athlon 64 era sulla cresta  dell&#8217;onda, assistevamo a continui rimescolamenti di prezzo e si poteva  strappare l&#8217;affare. Oggi tutto ristagna in maniera clamorosa e solo un indovino  può sapere se Bulldozer, la nuova architettura non ancora presentata di AMD,  cambierà le carte in tavola. Io spero sia convincente e così anche i Sandy  Bridge-E di Intel.</p>
<p><span id="more-697"></span></p>
<p><strong>Rory Read arriva in un momento criptico (non critico) per AMD</strong>. Le APU Llano permettono  all&#8217;azienda di avere finalmente una buona proposta per il settore dei  portatili, come da anni non avveniva (l&#8217;esperienza di Read con Lenovo potrebbe essere di ulteriore aiuto). Le schede video Radeon da anni sono  decisamente convincenti ma è un settore dove AMD può e deve fare meglio, ci  sono segmenti infatti dove può recuperare su Nvidia.  Il settore desktop è un&#8217;incognita in vista di Bulldozer &#8211; ma nelle prossime  settimane finalmente sapremo tutto &#8211; ma è ovviamente un mercato dove l&#8217;azienda  dovrebbe fare di più e con il divario che c&#8217;è con Intel auspico che questo avvenga.</p>
<p>Tuttavia AMD si trova ancora più fuorigioco di Intel rispetto al <strong>nuovo  trend di mercato, smartphone e tablet</strong>. Read deve decidere cosa fare e farlo  bene. Le prime dichiarazioni, anche se è una frase ed è poco per trarre  un&#8217;opinione salda e concreta, non mi lasciano tanto d&#8217;accordo. Ok i tablet &#8211; e  va bene &#8211; ma Fusion così com&#8217;è non mi convince per questi dispositivi.  Ovviamente di smartphone nemmeno a parlarne.</p>
<p>A mio modo di vedere AMD <strong>dovrebbe fare come Nvidia</strong>: ARM + GPU Radeon.  Certo non si fa dall&#8217;oggi al domani e posso capirlo, ma mi pare la strada più  logica, visto anche quanto Intel stia faticando a realizzare soluzioni x86 per  i dispositivi portatili (o tascabili che dir si voglia). Ecco a Read  consiglierei di fare qualcosa di simile rapidamente, per non perdere tempo.</p>
<div id="attachment_699" class="wp-caption aligncenter" style="width: 389px"><a href="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/rory-read-signature.jpg"><img class="size-full wp-image-699" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/rory-read-signature.jpg" alt="" width="379" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">La firma di Rory Read...speriamo lasci un buon segno in AMD</p></div>
<p>Già il tempo. In molti ritengono che il mercato dei tablet sia solo agli  inizi e ci sia ampio spazio. Vero. Tuttavia secondo me non bisogna solo essere  sul mercato, ma <strong>esserci con un prodotto &#8220;traino</strong>&#8220;. Se AMD avesse un chip sull&#8217;iPad  o su un tablet di Samsung (oggi tra i più venduti, senza dimenticare soluzioni come il Transformer di Asus), apriti cielo, sarebbe una manna. Ma se sarà sui  tablet di secondo piano, per intenderci soluzioni che alla fine ci tocca  sconsigliare nelle recensioni e che rimangono sugli scaffali, allora essere sul mercato vale veramente poco. Non penso che AMD voglia continuare a giocare il ruolo della comprimaria e deve imparare a sfruttare le situazioni con più flessibilità.</p>
<p>Auguri a Read, avrà molto da lavorare, anche dal punto di vista di  marketing e comunicazione, nonché rapporti con il mondo del software. Ci sono  aziende molto più avanti in questo ambito. Se hai la  potenza e non hai un supporto software adeguato, allora cambia poco e qui parlo  in particolare di GPU e videogiochi (pensare a Nvidia con Physx, 3D Vision e TWIMTBP). Inoltre AMD deve fare lo stesso sul fronte  delle APU (calcolo eterogeneo e Dual Graphics), perché Intel ad esempio è  arrivata sul mercato con Quick Sync e un supporto completo o quasi fin da subito dai produttori di soluzioni per la gestione video. La stessa cosa vale  per Bulldozer, ma è chiaro che c&#8217;è anche la possibilità che se un prodotto convincente il supporto venga da  sè. Speriamo bene!</p>
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		<title>Tim Cook, l&#8217;ultima One More Thing di Jobs da CEO</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 18:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="200" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/cook-jobs-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="A sinistra Tim Cook, a destra Steve Jobs" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Steve Jobs ha detto basta e francamente non poteva farlo nel momento migliore (Steve Jobs non è più CEO, Apple nelle mani di Cook). Non per lui ovviamente, al quale va il mio pensiero per la sua battaglia contro la malattia, ma per Apple. La casa di Cupertino va a gonfie vele, macina miliardi di dollari come noccioline e si prepara nei prossimi mesi a presentare diverse novità, la più calda delle quali è il prossimo iPhone. Tanti si sono chiesti se l&#8217;addio in questo periodo, con un&#8217;economia traballante ma con un&#8217;Apple più forte che mai, non sia stato strategico. Certo che lo è stato. Jobs sarà cagionevole di salute, ma il cervello è qualcosa che ha avuto sempre e che continua ad avere. Non avrebbe mai deciso di defilarsi &#8211; ricordo che non ha lasciato l&#8217;azienda, ma si è solo messo da parte nel ruolo di presidente del consiglio di amministrazione &#8211; senza aver curato ogni minimo aspetto per lasciare nel migliore dei modi possibili la sua creatura. Ancora più persone si sono domande se Apple sarà la stessa. Ovviamente no, ma questo non vuol dire che andrà male. Anzi, forse andrà meglio, non lo so. Di certo un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="200" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/cook-jobs-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="A sinistra Tim Cook, a destra Steve Jobs" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>Steve Jobs ha detto basta e francamente<strong> non poteva farlo nel momento migliore</strong> (<a title="Steve Jobs si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Apple. Il ruolo sarà ricoperto da Tim Cook, ex direttore operativo. Jobs deve curarsi da un male che lo perseguita da anni. Il fondatore della casa di Cupertino presiederà tuttavia del consiglio di amministrazione e continuerà a partecipare alle decisioni strategiche." href="http://www.tomshw.it/cont/news/steve-jobs-non-e-piu-ceo-apple-nelle-mani-di-cook/33116/1.html" target="_blank">Steve Jobs non è più CEO, Apple nelle mani di Cook</a>). Non per lui ovviamente, al quale va il mio pensiero per la sua battaglia contro la malattia, ma per Apple. La casa di Cupertino va a gonfie vele, macina miliardi di dollari come noccioline e si prepara nei prossimi mesi a presentare diverse novità, la più calda delle quali è il prossimo iPhone.</p>
<div id="attachment_693" class="wp-caption aligncenter" style="width: 459px"><img class="size-full wp-image-693" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/cook-jobs.jpg" alt="" width="449" height="300" /><p class="wp-caption-text">A sinistra Tim Cook, a destra Steve Jobs</p></div>
<p>Tanti si sono chiesti se l&#8217;addio in questo periodo, con un&#8217;economia traballante ma con un&#8217;Apple più forte che mai, non sia stato <strong>strategico</strong>. Certo che lo è stato. Jobs sarà cagionevole di salute, ma il cervello è qualcosa che ha avuto sempre e che continua ad avere. Non avrebbe mai deciso di defilarsi &#8211; ricordo che non ha lasciato l&#8217;azienda, ma si è solo messo da parte nel ruolo di presidente del consiglio di amministrazione &#8211; senza aver curato ogni minimo aspetto per <strong>lasciare nel migliore dei modi possibili la sua creatura.</strong></p>
<p><span id="more-692"></span></p>
<p>Ancora più persone si sono domande <strong>se Apple sarà la stessa.</strong> Ovviamente no, ma questo non vuol dire che andrà male. Anzi, forse andrà meglio, non lo so. Di certo un uomo immagine come Jobs non lo rimpiazzi e Tim Cook, il delfino che ne ha preso il posto, non mi pare abbia il carisma necessario. Stando a chi lo conosce è però un ottimo &#8220;esecutore&#8221;, nonché un lavoratore instancabile e motivato. Uno a cui anche io, dopo 13 anni di lavoro fianco a fianco, mi fiderei ad offrire un ruolo così importante, perché è una persona che ama ciò che fa e quindi ama Apple. Da &#8220;esecutore&#8221; è inoltre poi abituato a prendere decisioni e un CEO deve farlo.</p>
<p>In tanti sembrano averlo capito, ma in pochi l&#8217;hanno detto: Apple non ha scelto un nuovo AD strappandolo ad altre aziende o ad altri settori, ma se l&#8217;è <strong>coltivato in casa giorno dopo giorno</strong>. Questo mi fa pensare che scelta migliore non potessero fare, ha imparato da Jobs e sa quali sono i meccanismi che hanno portato e mantenuto Apple sulla cresta dell&#8217;onda in questi 13 lunghi anni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-694" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/steve-mobs-mapple.jpg" alt="" width="485" height="286" /></p>
<p><strong>Perciò non sono per nulla preoccupato per il futuro di Apple</strong>. I prossimi anni sono già decisi: come ho scritto su Tom&#8217;s le aziende pianificano la strategia su diversi anni e il fatto che Cook abbia partecipato alla stesura del piano garantisce che non ci saranno mutamenti. Mica come altre aziende, di cui parlerò in un altro post. Senza poi contare che se avrà un dubbio, la necessità di ricevere un consiglio, potrà chiamare il &#8220;vecchio CEO&#8221;.</p>
<p>Ovviamente vedremo che ne sarà di Apple tra 10 anni. Magari sarà ridimensionata rispetto a oggi e daremo la colpa a Cook, senza pensare che forse sarebbe successa la stessa cosa con Jobs, ma non ne avremo la controprova. Comunque il mio parere è che decisione migliore Apple e Jobs non potessero prendere, un&#8217;ultima One More Thing da CEO di Steve che a me convince. Probabilmente sarò smentito in futuro, ma ora non ho elementi per pensare il contrario.</p>
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		<title>Google+, Facebook e Twitter: tre social network, rischio di perdermi</title>
		<link>http://tomsblog.it/manolodeagostini/2011/07/10/google-facebook-e-twitter-tre-social-network-rischio-di-perdermi/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 17:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="224" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/social-300x224.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="social" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />L&#8217;evoluzione dei social network negli ultimi 15 anni ha visto fenomeni nascere e crescere in un lampo, tanti sono finiti nel nulla. In questo momento sembrano essersi affermati due social network, Facebook e Twitter. Due soluzioni diverse, due realtà non necessariamente in contrapposizione. Ora ecco Google+. Grafica ispirata a Facebook e sistema collegato al proprio profilo Google, Gmail in particolare. Insomma, le carte per avere utenti rapidamente e velocemente ci sono, ma ora il sottoscritto è in panico. In questo post non do un parere sui social network, è puramente di &#8220;sfogo&#8221;&#8230; sensazioni mie di questi minuti, giusto per intenderci. Da una parte Facebook, che serve principalmente per &#8220;cazzeggiare&#8221; e fare il voyeur, dall&#8217;altra Twitter, uno strumento che devo dire aiuta molto anche dal punto di vista lavorativo. Per seguire gli avvenimenti che riguardano gli Anonymous, o la situazione minuto per minuto del down di Aruba dei giorni scorsi, Twitter è stato fondamentale. Lo vedo quasi come un sistema di RSS &#8220;sociale&#8221;. Ora c&#8217;è Google+ e per lavoro non posso esimermi da avere un profilo,e devo dire che ancora non ho approfondito molto, né ipotizzato che sviluppi potrà avere. Una cosa chiara ce l&#8217;ho: si rischia di perdere la bussola [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="224" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/social-300x224.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="social" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>L&#8217;evoluzione dei social network negli ultimi 15 anni ha  visto fenomeni nascere e crescere in un lampo, tanti sono finiti nel nulla. In  questo momento sembrano essersi affermati due social network, Facebook e  Twitter. Due soluzioni diverse, due realtà non necessariamente in contrapposizione.  Ora <strong>ecco Google+</strong>. Grafica ispirata a Facebook e sistema collegato al proprio  profilo Google, Gmail in particolare. Insomma, le carte per avere utenti rapidamente e velocemente ci sono,  ma ora il sottoscritto è in <em><strong>panico</strong></em>. In questo post non do un parere sui social network, è puramente di &#8220;sfogo&#8221;&#8230; sensazioni mie di questi minuti, giusto per intenderci.</p>
<p>Da una parte Facebook, che serve principalmente per  &#8220;cazzeggiare&#8221; e fare il voyeur, dall&#8217;altra Twitter, uno strumento che  devo dire aiuta molto anche dal punto di vista lavorativo. Per seguire gli  avvenimenti che riguardano gli Anonymous, o la situazione minuto per minuto del  down di Aruba dei giorni scorsi, Twitter è stato fondamentale. Lo vedo quasi  come un sistema di RSS &#8220;sociale&#8221;.</p>
<div id="attachment_688" class="wp-caption aligncenter" style="width: 348px"><img class="size-full wp-image-688" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/google-facebook-twitter-pensieri.jpg" alt="" width="338" height="390" /><p class="wp-caption-text">Google+, Facebook e Twitter....troppi social network?</p></div>
<p><span id="more-686"></span></p>
<p>Ora c&#8217;è Google+ e per lavoro non posso esimermi da avere un  profilo,e devo dire che ancora non ho approfondito molto, né ipotizzato che  sviluppi potrà avere. Una cosa chiara ce l&#8217;ho: si rischia di perdere la bussola  e di avere &#8211; soprattutto nel caso di Facebook &#8211; due social network dove sono  presenti gli stessi amici. Google permette d&#8217;interagire sfruttando le cerchie,  ma tant&#8217;è che si corre il pericolo di avere un facsimile di Facebook.</p>
<p>Per quanto mi riguarda <strong>urge un client desktop che permetta  di seguire tutti i social network</strong>. Per Facebook e Twitter uso TweetDeck e mi  auguro che a questo programma possa consentirmi di seguire anche Google+. Certo potrei  importare Facebook e Twitter in Google+, ma sarebbe comunque una scheda /  finestra in più del browser aperta e non riuscirei a gestirla, visto che ogni giorno apro e chiudo finestre, con il rischio di chiudere anche quella di Google+ (il fatto di chiudere le finestre è un mio problema, sul lavoro me lo rinfacciano sempre <img src='http://tomsblog.it/manolodeagostini/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Insomma, per ora mi tocca stare alla finestra e aspettare le  evoluzioni di questo settore. Probabilmente visto il lavoro che faccio essere  presente ovunque è un problema mio e di pochi altri, quindi quello che è ho scritto è un cruccio personale e di pochi altri. Tuttavia per ora rimane il  fastidio di non poter seguire tutto correttamente. Per cui vi chiedo anche la vostra: cosa pensate del  neoarrivato Google+? Cannibalizzerà traffico a Facebook oppure sono destinati a  coesistere? E in generale… non vi pare che tutto questo social alla fine non ci faccia rimpiangere un po&#8217; di sana asocialità?</p>
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		<title>Sky ha mentito su Current TV?</title>
		<link>http://tomsblog.it/manolodeagostini/2011/05/22/680/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 17:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="180" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/Al-Gore-300x180.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Al-Gore" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Nell&#8217;ormai grottesca vicenda tra Current TV e Sky, spunta un fax che sembrerebbe mettere con le spalle al muro Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky. Dal fax, che potete trovare qui, sembra emergere che Sky ha dato il benservito all&#8217;emittente fondata da Al Gore ben prima di qualsiasi offerta minima e, stando a quanto riportato da Sky, congrua ai risultati di visione di Current. Di seguito il comunicato di Current TV: Current non mente al suo pubblico e conferma: Sky ha deciso unilateralmente di cancellare il canale, senza nessun preavviso e senza nessuna ragione imputabile alle performance del canale. Eccone la prova e ecco i fatti: con un fax inviato il 22 aprile 2011 a firma Tom Mockridge (come comprovabile dalla copia del fax in calce) viene comunicata a Current la cancellazione del canale senza alcuna possibilità di negoziazione e senza alcuna offerta di rinnovo. Una decisione tanto perentoria da essere accompagnata soltanto dalle necessarie note relative al licenziamento dell&#8217;intero staff italiano. Per protestare contro tale decisione il top management di Current, compresi i fondatori Al Gore e Joel Hyatt, sono riusciti a incontrare personalmente James Murdoch, figlio del presidente di News Corp. Rupert Murdoch, solo il 10 maggio a Los Angeles. Il 13 maggio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="180" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/Al-Gore-300x180.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Al-Gore" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>Nell&#8217;ormai grottesca vicenda  tra Current TV e Sky, <strong>spunta un fax</strong> che sembrerebbe mettere con le spalle al  muro Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky. Dal fax, che <a href="http://nocensura.current.com/" target="_blank">potete  trovare qui</a>,  sembra emergere che Sky ha dato il benservito all&#8217;emittente fondata da Al Gore  ben prima di qualsiasi offerta minima e, stando a quanto riportato da  Sky, congrua ai risultati di visione di Current. Di seguito il comunicato di  Current TV:</p>
<p><strong><em>Current non  mente al suo pubblico e conferma:</em></strong><em> Sky  ha deciso unilateralmente di cancellare il canale, senza nessun preavviso e  senza nessuna ragione imputabile alle performance del canale.</em></p>
<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-681" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/Al-Gore.jpg" alt="" width="460" height="276" /></em></p>
<p><em><strong>Eccone la prova e  ecco i fatti:</strong> con un fax inviato il <strong>22  aprile 2011</strong> a firma Tom Mockridge (come comprovabile dalla copia del  fax in calce) viene comunicata a Current la cancellazione del canale senza  alcuna possibilità di negoziazione e senza alcuna offerta di rinnovo. </em></p>
<p><em> Una decisione tanto perentoria da essere  accompagnata soltanto dalle necessarie note relative al licenziamento  dell&#8217;intero staff italiano.</em></p>
<p><em><span id="more-680"></span></em></p>
<p><em>Per protestare contro tale decisione il top  management di Current, compresi i fondatori Al Gore e Joel Hyatt, sono riusciti  a incontrare personalmente James Murdoch, figlio del presidente di News  Corp. Rupert Murdoch, solo il 10 maggio a Los Angeles.</em></p>
<p><em><strong>Il 13 maggio poi, la  beffa:</strong> per coprire le reali intenzioni, Sky Italia invia la  prima e unica offerta mai ricevuta da Current, pari a meno di 1/3 dell&#8217;attuale  contratto in scadenza: 1 milione di license fee, la stessa cifra con cui  avrebbero chiuso il canale. Una cifra cioè così bassa da non concedere alcuna  possibilità di sopravvivenza e da rappresentare un insulto deliberato. </em></p>
<p><em><strong>Ecco perchè il Ceo  Tom Mockridge ieri ha cancellato le cifre dalla lettera del 13 maggio.</strong> Noi  alleghiamo la stessa lettera ma con le cifre leggibili.</em></p>
<p><em> Infine un&#8217;ultima precisazione rispetto al milione  all&#8217;anno di pubblicità contenuto nell&#8217;offerta: Current realizza già grazie al  proprio lavoro ben oltre 1 milione d&#8217;introiti pubblicitari che guarda caso  contribuiscono anche alle casse della concessionaria Sky Pubblicità.</em></p>
<p><em> Carte alla mano, qualcuno ha ancora dubbi  sulla natura politica o commerciale di questa chiusura improvvisa di Current?</em></p>
<p><em> In questa spiacevole circostanza, Current vuole  ringraziare ancora una volta il suo numeroso pubblico per la massiccia risposta  e  il commovente sostegno dimostrato.</em></p>
<p><em> Certi di poter contare su un ulteriore sforzo, invitiamo  il pubblico a contattare il call center di Sky e a disdire l&#8217;abbonamento  satellitare, qualora Sky non si decida ad avanzare una proposta economica  accettabile per mantenere il canale e il suo staff in vita. </em></p>
<p>Che qualcosa non vada e qualcuno menta è, come ho scritto più  volte, evidente. Pensare che Current TV sarà chiusa per ricevere favori dal  Presidente del Consiglio e poter entrare nel settore  del Digitale Terrestre, mi sembra un po&#8217; troppo. Se così fosse, dove diavolo sarebbe  la concorrenza? E che cosa ci ricaverebbe Mediaset ad avere un concorrente,  senza poter accedere al satellite? Insomma… qui continua a esserci qualcosa che non torna.</p>
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		<title>Current TV vs Sky, Sky vs Current TV: fioccano comunicati</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 18:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="225" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/skyitalia-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="skyitalia" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />La vicenda tra Sky e Current si fa sempre più infuocata. Come ho detto ieri (Current TV al bando su Sky, giochi di potere?), guardo alla vicenda &#8220;del rinnovo&#8221; dispiaciuto per la qualità della TV, e guardo agli scambi di accuse tra le due parti con assoluto interesse. Oggi ci sono state ulteriori novità, la prima è la risposta che Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, indirizzata a chi gli ha scritto un&#8217;email di protesta. &#8220;Caro amico, cara amica, grazie per la sua email. A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un&#8217;offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (nota: su alcuni siti, tipo qui, trovate il documento). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale&#8220;. &#8220;Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari. Si tratta di una richiesta decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del canale. Al Gore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="225" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/skyitalia-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="skyitalia" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>La vicenda tra Sky e Current si fa sempre più infuocata.  Come ho detto ieri (<a title="Permanent Link to Current TV al bando su Sky, giochi di potere?" href="http://tomsblog.it/manolodeagostini/2011/05/19/current-tv-al-bando-su-sky-giochi-di-potere/" target="_blank">Current TV al bando su Sky, giochi di potere?</a>), guardo alla vicenda &#8220;del rinnovo&#8221; dispiaciuto  per la qualità della TV, e guardo agli scambi di accuse tra le due parti con  assoluto interesse. Oggi ci sono state ulteriori novità, la prima  è <strong>la risposta che Tom Mockridge</strong>, amministratore delegato di Sky Italia, indirizzata  a chi gli ha scritto un&#8217;email di protesta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-676" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/al-gore-current-tv.jpg" alt="" width="400" height="250" /></p>
<p>&#8220;Caro amico, cara amica, grazie per la sua email. A Sky  Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso  13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un&#8217;offerta per continuare ad  avere Current per altri tre anni su Sky (nota: su alcuni siti, tipo qui, <a href="http://www.key4biz.it/files/000168/00016877.pdf">trovate il documento</a>). <strong>Non corrisponde dunque affatto al vero  che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale</strong>&#8220;.</p>
<p><span id="more-675"></span></p>
<p>&#8220;Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra  offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce  attualmente, <strong>una cifra che arriva ad  essere vicina a 10 milioni di dollari</strong>. Si tratta di una richiesta  decisamente troppo alta, specie in relazione alle recenti performance del  canale. Al Gore ha diffuso dati assolutamente inesatti sull&#8217;audience del  canale, sostenendo che un abbonato di Sky su due guarda Current una volta la  settimana&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;La realtà, purtroppo, è assai diversa</strong>: i dati Auditel  dicono che solo un abbonato di Sky su 25 ha guardato Current almeno per 10  minuti in una settimana nel corso del 2011. Lo share del canale è dello 0,03%  su media giornaliera e dello 0,02% in prima serata con una media giornaliera di  2.959 telespettatori, come rilevato da Auditel nel 2011. Si tratta di dati in  calo del 20% sulla media giornaliera e addirittura del 40% in prima serata, se  comparati al 2010. Se il canale avesse raggiunto l&#8217;obiettivo di 4500  telespettatori medi giornalieri, concordato nel contratto, la partnership  sarebbe stata rinnovata automaticamente per ulteriori due anni&#8221;.</p>
<p>&#8220;<strong>Quanto al  resto, sono sciocchezze</strong>: ho dovuto cercare su Google il nome di Keith Olbermann  perché non sapevo chi fosse. La decisione di non rinnovare il contratto con  Current quindi non è dovuta ad alcuna cospirazione politica: si tratta  semplicemente di una trattativa economica, che ho gestito io con la mia squadra  in Italia. Non ho mai parlato con Rupert Murdoch di nessuno di questi temi. E  Silvio Berlusconi non ha mai promesso a Sky nessuna frequenza digitale  terrestre se ci fossimo liberati di Al Gore. Sfortunatamente Al Gore in Italia  non è così rilevante&#8221;.</p>
<p>&#8220;Come dimostra  la nostra proposta, <strong>abbiamo fatto l&#8217;offerta più adeguata per il rinnovo del  contratto con il canale</strong>. Se Al Gore è così convinto del successo di Current non  dovrebbe avere alcun problema a trovare risorse finanziarie, dal momento che  una televisione di successo si porta dietro anche maggiori introiti  pubblicitari. Sia Al che Joel sono operatori molto esperti del settore della tv  via cavo negli Stati Uniti. Tutto ciò rappresenta una pratica negoziale  consolidata negli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-678" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/skyitalia.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>&#8220;Dunque se davvero desidera che Current Tv rimanga in  Italia, scriva a Joel Hyatt a hyatt@current.com e gli chieda &#8211; con la stessa  determinazione con cui ha scritto a me &#8211; di accettare la nostra offerta, come  hanno fatto tantissimi suoi colleghi editori, e noi saremo molto felici di  avere Current TV su Sky per altri tre anni&#8221;.</p>
<p>Una bella stilettata da parte di Mockridge, non c&#8217;è che  dire. Se i dati  fossero veri, allora da un punto di vista finanziario capisco Sky,  fermo restando il mio chiaro e palese gradimento per Current. <strong>Un altro schiaffo  ad Al Gore arriva da Starcom</strong>, azienda citata dall&#8217;ex politico statunitense come  autrice di una ricerca in cui si evidenzia la &#8220;crescita di Current Tv nell&#8217;ultimo  triennio del 270% di share in day time e del 550% in prime time, mentre gli  ascolti della piattaforma Sky nello stesso periodo restavano sostanzialmente  piatti&#8221;.</p>
<p>Starcom ha detto la sua. &#8220;Teniamo a precisare che la  nostra società non può essere fonte di tale dichiarazione, dal momento che<strong> non  ha mai pubblicato ricerche che sottolineassero tali evidenze relative a Current  Tv</strong>&#8220;.</p>
<p>Secondo l&#8217;azienda di analisi l&#8217;unico suo commento sulla TV  di Al Gore risale a marzo 2010, quando nel suo report mensile dichiarò che &#8220;…tra  i programmi non sportivi, il più visto risulta essere Rai per una notte, la  puntata speciale di Annozero in onda giovedì 25 marzo sui canali satellitari  Current e Sky Tg 24  (rispettivamente 580  mila e 538 mila spettatori in fascia 22-23, target Individui)&#8221;. Starcom ha inoltre aggiunto che &#8220;da una recente  verifica sui dati di audience annuale del canale Current Tv ci risulta che lo  share minuto medio totale anno del canale sia stato: nel 2009 dello 0,02%; nel  2010 dello 0,04%, con un incremento quindi, anno su anno, del 100%&#8221;.</p>
<p><strong> Al Gore ha detto quindi un sacco di bugie? Fermi tutti, c&#8217;è  la replica di Current.</strong></p>
<p>&#8220;Nessuna richiesta economica eccessiva e nessun calo di  ascolti. A differenza di quanto sostiene Sky, il management di Current  ribadisce di non aver mai parlato di cifre se non dopo essere stato informato  della cancellazione del canale e che i numeri riferiti dall&#8217;azienda di Tom  Mockridge e pubblicati oggi da taluni quotidiani non sono corretti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il presunto crollo del 40% di ascolti in primetime che  si attribuisce a Current si fonda su un inganno: Sky infatti ha ricavato questo  dato fallace comparando i primi quattro mesi del 2011 con i primi 4 mesi  dell&#8217;anno precendente.<strong> Molti ricorderanno che il 25 marzo 2010 Current ha  trasmesso lo straordinario evento di Rai per una notte con Michele Santoro</strong>,  programma che ha segnato un record storico per un canale terzo della  piattaforma Sky pari al 2,50% di share nazionale, superiore persino a Skytg24  che contestualmente trasmetteva lo stesso evento. Sebbene all&#8217;epoca Sky e  Current gioirono assieme in nome dell&#8217;Informazione Indipendente, oggi quello  stesso dato di successo diventa motivo di discordia&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-677" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/salviamo-current-tv.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>&#8220;Se infatti, dalla comparazione 2010-2011 dello stesso  periodo<strong> si esclude il solo evento in diretta di Rai per una notte, e quindi si  evita di falsare il dato comparativo, il risultato assicura a Current una  crescita del + 15% nel primetime</strong>. A ulteriore conferma, se si amplia la  comparazione sempre dello stesso periodo (gennaio-aprile) ma sul biennio  2009-2011 &#8211; e sempre senza considerare il dato eccezionale di Rai per una notte  &#8211; la crescita di Current è pari al 103% (fonte dati Auditel, elaborazione  Arianna)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Current ha già diffuso i dati di crescita del canale nell&#8217;ultimo  triennio ma li ribadisce: più 270% di share in Daily Time e 550% in Prime Time  (fonte: ricerca Auditel-Starcom 2010) mentre gli ascolti della piattaforma Sky  nello stesso periodo sono rimasti sostanzialmente piatti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sorpresi dalla smentita di Strarcom diffusa oggi a  mezzo stampa, teniamo a precisare di non aver mai commissionato  alcuna   ricerca alla società in questione, ma di aver solo fatto riferimento a  dati di analisi sulla tv digitale rese pubbliche annualmente da Starcom&#8221;.</p>
<p>&#8220;Infine è importante ricordare due ultimi aspetti. Il  primo: questi dati positivi sono stati raggiunti nonostante il contratto Sky  concedeva a Current solo 210 ore di programmazione fresca (mentre molti altri  canali con ascolti simili se non inferiori hanno fino al triplo delle ore a  disposizione) e quindi costringeva il canale a enormi repetitions&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il secondo: l&#8217;intero business della tv satellitare,  poi, basandosi su abbonamento, si fonda sul gradimento e sulla fidelizzazione  dello spettatore che sottoscrive un contratto con la piattaforma. Bene: una  recentissima ricerca appositamente commisionata da GN Research (centro di ricerca  tra i più noti e utilizzato dalla stessa Sky) su esclusiva base di abbonati  alla piattaforma satellitare afferma che Current è in assoluto tra i canali più  apprezzati (non solo tra i canali terzi o factual, ma allargando la  comparazione anche ad altri canali Sky e perfino a reti Rai e Mediaset)  confermandosi così il brand che ha la relazione più forte in assoluto con i  suoi spettatori, secondo solo a Fox Crime&#8221;.</p>
<p><strong> <em>E alla fine vai a scoprire che è Santoro il problema&#8230;. da non crederci. </em></strong></p>
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		<title>Current TV al bando su Sky, giochi di potere?</title>
		<link>http://tomsblog.it/manolodeagostini/2011/05/19/current-tv-al-bando-su-sky-giochi-di-potere/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 18:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="166" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/current-logo-300x166.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="current-logo" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Current TV e Sky ai ferri corti: la TV di Al Gore ha ricevuto la lettera di sfratto. E le polemiche infuriano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="166" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/current-logo-300x166.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="current-logo" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>Apprendo con dispiacere che <strong>Current TV</strong>, un canale visibile su piattaforma satellitare Sky, si è  visto recapitare <strong>lo sfratto da chi lo  ospita sulle proprie frequenze</strong>. Dispiacere perché è un canale valido, che  fa informazione. Ad alcuni possono non piacere Travaglio, Telese e Cruciani, ma  ci sono reportage molto, molto educativi. Aprono gli occhi, fino talvolta a far  piangere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-669" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/current-logo.jpg" alt="" width="541" height="300" /></p>
<p>Ma quanto pare entro l&#8217;estate il canale fondato da Al Gore diverrà  un esperimento del passato, almeno in Italia. <strong>Sul sito web dell&#8217;emittente campeggiano alcune righe, che vi riporto:</strong> &#8220;Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si  appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia. Dal  2008 Current lavora per portare in TV quello che gli altri nascondono. Per  costruire servizi che arrivano dove gli altri non vanno. Per dare ai propri  telespettatori un&#8217;informazione varia e senza censura, perché conoscere la  verità è l&#8217;unica via per formarsi un&#8217;opinione propria&#8221;.</p>
<p><span id="more-667"></span></p>
<p>&#8220;Dal 2008 Current è l&#8217;unico canale veramente  indipendente in Italia. A maggio del 2011 vogliono toglierti il diritto  all&#8217;informazione indipendente. Vogliono oscurare Current. Vogliamo fermarli. Se  lo vuoi anche tu, puoi fare la tua parte. Puoi scrivere direttamente a SKY  chiedendo di non chiudere Current all&#8217;indirizzo tom.mockridge@skytv.it  Amministratore Delegato di Sky Italia. Segui gli aggiornamenti su  facebook.com/currentitalia e twitter (#salviamocurrent). Tutti insieme,  SALVIAMO CURRENT&#8221;.</p>
<p>Ora, a me non piace chi s&#8217;incensa troppo, almeno  pubblicamente. Io ogni tanto ho provato a farlo per scherzo e mi sono trovato  fastidioso da solo. Però devo riconoscere che in Italia Current è davvero uno  di quei pochi esempi virtuosi. <strong>D&#8217;altronde  Al Gore che interessi può avere lungo lo Stivale?</strong></p>
<p>Mediaset è del Presidente del Consiglio, la RAI è nelle mani  della politica, La7 (Dio ci conservi Mentana) è di Telecom Italia, il grande  colosso della telefonia. E Sky, che io comunque reputo una piattaforma che con  i tantissimi canali garantisce pluralismo d&#8217;informazione, sembra essere  soggetta agli umori di Rupert Murdoch, il grande tycoon.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-668" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/algore.jpg" alt="" width="430" height="286" /></p>
<p>In questo momento, un po&#8217; come tutti voi, mi sto chiedendo: <strong>perché vogliono spegnere Current?</strong> Leggendo un po&#8217; in giro si fanno le <strong>ipotesi  più disparate</strong>, da chi parla di canale non economicamente sostenibile, a chi  dice, come il suo fondatore, che è tutta una manovra di Murdoch.</p>
<p>Al Gore, che sarà ospite di Annozero su RAI 2 questa sera, è  in Italia proprio per cercare di dirimere la questione con i vertici  dell&#8217;azienda, ma non ha risparmiato anticipazioni sulla sua posizione: <strong>la decisione sarebbe da ricondursi  all&#8217;assunzione di Keith Olbermann, un giornalista che in passato è sempre  stato molto secco nell&#8217;esprimere giudizi su Murdoch</strong>. E in tutto questo  poteva mancare un pizzico di Berlusconi? A quanto pare no, ormai è un  prezzemolino. Al Gore ha dichiarato che &#8220;Sky Italia sta negoziando per <strong>entrare nel mercato del digitale terrestre e  ha bisogno del supporto di Berlusconi</strong>&#8220;. Current, lo ricordo, ha trasmesso  un video come Citizen Berlusconi, non proprio uno spot elettorale per il  Premier.</p>
<p><strong>E Sky Italia non  parla? Sì e lo fa in un comunicato</strong>. &#8220;Quando il contratto con Current è  giunto alla sua naturale scadenza, Sky Italia ha proposto un rinnovo con  un&#8217;offerta in linea con il mercato, con il contesto economico e con le  performance di Current. Un&#8217;offerta peraltro coerente con quelle in discussione  con altri editori nostri partner, tra cui diversi editori italiani&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il management di Current TV ha ritenuto di non  rispondere neanche a questa offerta<strong>,  richiedendo invece un aumento dei corrispettivi da parte di Sky pari al doppio  di quelli attuali</strong>. Un livello di incremento che nessun altro editore con  cui Sky collabora ha mai richiesto a Sky durante gli ultimi anni. <strong>Questa scelta ha dunque portato, nostro  malgrado, alla decisione di non rinnovare questo rapporto</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Va anche precisato che, pur ribadendo l&#8217;apprezzamento  per la qualità di alcuni dei programmi in onda su Current, <strong>la sua performance non è purtroppo in crescita</strong>. L&#8217;ascolto medio  giornaliero di Current TV nel 2011 è stato finora di un totale di 2952  telespettatori, con una perdita del 20% rispetto ai 3.600 spettatori medi del  2010. Se poi si analizza il prime time, purtroppo, tra il 2011 ed il 2010, la  perdita di ascolti di Current TV è prossima al 40%&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-670" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/murdoch.jpg" alt="" width="470" height="336" /></p>
<p><strong>Sui numeri è come al  solito sfida</strong> e non posso far altro che riportarli senza commento, non posso  dire infatti chi delle due parti abbia ragione. Current parla di una  &#8220;crescita negli ultimi tre anni del 270 percento di share durante il  giorno e del 550 percento in prima serata&#8221;.</p>
<p>Rimane un fatto: secondo me Sky, se confermerà lo sfratto di  Current, perde un canale ben voluto, amato dalla Rete e cancellandolo rischia  di rovinare la sua immagine. Sky si è sempre professata  &#8220;indipendente&#8221;, perché non influenzata dalla politica italiana.  Spazzando via un canale simile, dove si trovano programmi e documentari che da  altre parti non trasmettono, s&#8217;incrina quest&#8217;aura di perfezione. E qualche  cliente potrebbe non prenderla bene.</p>
<p>La protesta dei fan di Current già attiva sui social network  e sembra che per la fine di maggio ci sarà una petizione. Io la firmerò, ma non  perché credo al complotto, ma perché mi piace il canale televisivo. E voi cosa  ne pensate? Che farete?</p>
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		<title>Capire Steve Jobs per capire Apple</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 15:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="300" height="224" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/SteveJobsGod-300x224.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="SteveJobsGod" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Due libri che ci aiutano a capire Steve Jobs e il successo di Apple.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="224" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/SteveJobsGod-300x224.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="SteveJobsGod" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>Perché  qualsiasi cosa fa Apple diventa un best product seller? <strong>Perché Steve Jobs  sembra l&#8217;unico in grado di dare vita a rivoluzioni?</strong> Si possono avere le idee  più disparate, ed è chiaro che &#8220;da fuori&#8221; non si ha l&#8217;intero quadro  di come vanno le cose. Per questo &#8211; con una mossa senza precedenti per il  sottoscritto &#8211; <strong>ho acquistato due libri </strong>che parlano dell&#8217;amministratore delegato  più carismatico del momento.</p>
<p>Il  primo è &#8220;<strong>Steve Jobs, l&#8217;uomo che ha inventato il futuro</strong>&#8220;, edito da  Hoepli e scritto da Jay Elliot, ex vicepresidente senior di Apple insieme a  William L. Simon. Il secondo è <strong>&#8220;Essere Steve Jobs</strong>&#8220;, scritto da  Carmine Gallo ed edito da Sperling &amp; Kupfer.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-661" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/steve-jobs2.jpg" alt="" width="370" height="400" /></p>
<p>Non  voglio dire che due libri di permettano di capire la vera essenza di Apple e  Jobs in particolare, ma aiutano a completare il quadro.<strong> Dal primo libro ho tratto  il dipinto di un Jobs veramente visionario, un lavoratore ossessionato dalla perfezione</strong>, sempre votato a imporre ciò che lui  ritiene sia la strada per il futuro. Si capisce quindi come è nato l&#8217;iPhone, la  più grande invenzione degli ultimi 15 anni e perché se Jobs tiene alla porta il  formato Flash, non torna indietro a meno che l&#8217;evidenza non gli stia dando  clamorosamente torto.</p>
<p><span id="more-659"></span></p>
<p>Il  fondatore di Apple è ciò che è oggi perché <strong>ha commesso degli errori.</strong> Sì, Steve  ha commesso degli errori cari fan della Mela. E meno male!  Progetti come quello del Twiggy e tante altre decisioni avventate,  l&#8217;hanno portato a migliorarsi. Sbagliando s&#8217;impara, mai detto fu più azzeccato  per Steve Jobs.</p>
<p>Oggi  Jobs è un formidabile CEO, un guru per chi acquista i suoi prodotti ma, prima  di tutto, un clamoroso innovatore.<strong> Jobs è il primo cliente dei prodotti Apple.</strong> Testa tutto, prova tutto, fa domande su tutto. Lavorare con lui non deve essere  facile, Elliot lo scrive più volte. E non pensate che se un prodotto mostra qualche carenza, chiuda un  occhio perché è fatto da un suo fedele collaboratore. Tutt&#8217;altro.</p>
<p>Tanti  si lamentano della mancanza di Flash su iPhone e iPad, dell&#8217;assenza di porte  USB e altri particolari. Non sono mancanze ma precise scelte. E Apple, fin  quando venderà a palate come sta facendo, può permetterselo visto che la  clientela non la punisce. Non sto a entrare nel merito del perché la gente  acquisti o non acquisti i prodotti Apple, ognuno secondo me ha il sacrosanto  diritto di fare ciò che vuole senza per questo sentirsi dire che è uno stupido.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-662" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/SteveJobsGod.jpg" alt="" width="425" height="318" /></p>
<p>Una  cosa però la voglio dire, e così mi aggancio al secondo libro: <strong>Jobs ha la  grande capacità di colpire il pubblico o la persona che si trova ad ascoltare  un suo discorso.</strong> Sembra un santone, è vero, ma segue <strong>precise regole di  comunicazione</strong>: la regola del tre, le immagini e altri stratagemmi. Jobs ci  plagia? Un po&#8217; è vero, ma potrebbero farlo tutti se avessero speso il tempo che  ha speso lui a migliorare la sua comunicazione.</p>
<p>Non  si diventa Jobs in cinque minuti, forse neanche in una vita, ma il libro di  Carmine Gallo offre a tutti la possibilità di capire tante cose delle  conferenze Apple e del modo di porsi dell&#8217;iCeo. Insomma,  due letture che vi consiglio caldamente   anche solo per avere qualche tema in più nelle vostre lunghe e  interminabili battaglie sui forum con fanboy e non.</p>
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