giovedì 28 marzo 2013, 23:28
di

Tra industria e giocatori, i cinque errori più comuni che rischiano di far affossare l’innovazione e il progresso videoludico.

legendofzelda2-error

Dove sta andando l’industria? Questa è la domanda che mi pongo oramai su base quotidiana, leggendo e scrivendo notizie di carattere videoludico.

La risposta non è né semplice né piacevole, e per questo, anzichè un lungo, unico articolo, è più facile comprenderla per passaggi: cinque piccoli “schiaffi”, rivolti sia all’industria che alla community, perchè in fondo anche noi utenti, se non siamo la soluzione, siamo parte del problema.

Con l’attuale passaggio di generazione ormai in atto, infatti, quello che ci si para davanti è una sorta di campo minato delle informazioni e delle aspettative, e fallire nel riconoscerle correttamente (mai come ora) rischia di tradursi in un collasso commerciale. L’esempio più lampante? Wii U. La nuova ammiraglia di Nintendo è l’emblema di come le informazioni che trapelano, se lette al di fuori del loro contesto, possono essere estremamente controproducenti, e di come queste generino aspettative che, avendo basi falsate, sono immancabilmente disilluse. Si arriva quindi allo…

Schiaffo 1: I Dati Di Vendita.

Ormai chiunque, con un minimo di criterio, può accedere ai dati commerciali di una console o un videogame, per poter verificare in tempo reale qual’è l’andamento di mercato e prevederne (o perlomeno provare a farlo) gli sviluppi futuri.
Tuttavia, sebbene siano in tanti a improvvisarsi analisti, sono in pochi quelli che possono realmente permetterselo comprendendo che, oltre al mero dato numerico, sono diversi i fattori che vanno presi in considerazione: il periodo di commercializzazione, la disponibilità economica dell’utenza, il metro di paragone… Tutti dati che troppo spesso vengono ignorati, per poter dare adito a voci di fallimento o di successo.

Il primo colpevole, sotto questo aspetto, è ovviamente l’utenza: se prendiamo ad esempio Wii U e il suo predecessore, èdati di vendita 23 marzo console facile intuire come Wii abbia venduto molto più rispetto all’attuale console casalinga nello stesso periodo, e come molti hanno preso la differenza nei dati di vendita come un sintomo che Nintendo stia perdendo colpi, contatto con le reali necessità dell’utenza eccetera, eccetera, eccetera. La lista dei luoghi comuni è lunga, e basta guardarsi attorno in un qualsiasi forum, o sito o pagina facebook specializzata per accorgersi di quanta poca chiarezza ci sia nell’analisi commerciale. Certo, Wii U ha venduto meno rispetto alle aspettative, ma le condizioni del mercato sono molto differenti da quelle di sette anni fa. Meno disponibilità economica, e un’utenza dalle idee confuse su cosa aspettarsi effettivamente dai videogame, complicano il calcolo molto più di quanto questo non sia già di suo. Tutto ciò, ovviamente, limitandoci solo all’ambito dei confronti realmente significativi: prendere a paragone il mercato delle console fisse e quelle portatili non merita nemmeno considerazione in quanto due settori si in competizione ma non esclusivi l’uno con l’altro.

Nemmeno l’industria stessa, tuttavia, sotto forma di publisher e sviluppatori, è immune a questo errore di base: basti pensare al recente caso di SquareEnix, e di come il notevole dato di 3.5 milioni di copie (escluse peraltro quelle digitali) vendute nel giro di un mese dal reboot di Tomb Raider, non siano considerate sufficienti dalla compagnia per poter decretare il successo commerciale. Stesso dicasi per titoli come Sleeping Dogs, e Hitman Absolution, anch’essi decretati fallimentari nonostante i quasi cinque milioni di copie retail commercializzate tra entrambi… Scarsa risposta da parte dell’utenza, o errata valutazione del mercato da parte di Square? Inutile dirvi per quale delle due propende il sottoscritto…

Schiaffo 2: Il disfattismo.

Da questo punto di vista, la colpa è esclusivamente dell’utenza. Leggendo molti commenti in giro per la rete, verrebbe da pensare che in circolazione ci siano molti adulti con la mentalità di bambini, incapaci di vedere oltre il loro brand preferito, e che anzichè concedere fiducia agli sviluppatori, preferiscono etichettare i nuovi prodotti come fallimentari a prescindere, per potersi chiudere nel proprio guscio nostalgico, salvo poi lamentarsi della mancanza di nuovi titoli. Bollare il nuovo Assassin’s Creed 4: Black Flag come una produzione scadente solo perchè uscito ad un anno dal precedente? Situazione vista e rivista, ma allo stesso tempo è sempre l’utenza a sollevare proteste quando un titolo prende più di un anno per essere sviluppato…

Quello che manca, alla base, è la comprensione che gli studios non sono più composti di cinque-sei persone come ai tempi d’oro dei primi videogame, richiedendo anni per un solo gioco, ma sono spesso persino frammentati in sotto-team interni, oguno dedicato ad un lavoro indipendente, permettendo quindi di velocizzare lo sviluppo lavorando in parallelo. Certo, pretendere che tutte le ciambelle (o i dischi, in questo caso), riescano col buco è oggettivamente impossibile, ma anche bollare immediatamente un titolo come deludente, non è un comportamento particolarmente furbo…

Schiaffo 3: La “sindrome del braccino corto”.

L’equivalente parallelo del disfattismo per quanto riguarda l’industria. Ne abbiamo già discusso più volte, ma quando si tratta di intraprendere nuove strade rischiose, i publisher tendono ad andarci coi piedi di piombo, cercando, laddove possibile, di interferire anche con il lavoro dei creativi.

Tim Schafer di Double Fine ne ha fatto il suo cavallo di battaglia, dell’affrontare situazioni simili: se avesse ceduto ad Activision, anzichè Brutal Legend, avremmo probabilmente l’ennesimo Guitar Hero

Rayman-Creator-and-Legends-Developer-Protest-against-Recent-DelayIn tempi più recenti, è sembrata strana la decisione di Ubisoft di rimandare un Rayman Legends già completo e pronto al rilascio, con la motivazione ufficiale di una fanbase ancora troppo ridotta su Wii U, per trasformarlo in un titolo multipiattaforma. Stranezza che si va ad ampliare di fronte alle affermazioni degli stessi amministratori della compagnia, che hanno dichiarato come vedono in Legends una killer application più che certa, in grado cioè di espandere il bacino d’utenza. Economicamente, parlando, la mossa non è nemmeno delle più convenienti, specie considerando la vicinanza del nuovo periodo d’uscita con altri titoli quali GTA V, Saints Row 4 e Assassin’s Creed 4. Ubisoft stessa ha ammesso che, sebbene la norma sia un’uscita combinata sulle varie piattaforme, in casi particolari le eccezioni non sono mancate, e mai come in questo caso l’eccezione poteva essere proficua.

Tuttavia in molti sospettano che la vera motivazione possa essere più “esterna“…

Un comportamento simile, comunque, non è del tutto anomalo: nessuno agisce per esclusiva beneficenza, e un produttore ha metri di giudizio differenti dal consumatore, specie sul lato economico, che richiedono di tenere sotto controllo i rischi degli investimenti. Il problema, purtroppo, sta nell’eccessiva rigidità di queste valutazioni, cosa che di certo non giova all’industria stessa.

Schiaffo 4: Le Console Wars.

Fermiamoci tutti quanti a fare un respiro profondo, per un attimo, è necessario.

Siamo nel 2013.

Abbiamo alle spalle sette generazioni di console, tra fisse e portatili.

Parlare di console war, in un periodo come questo in cui oramai l’innovazione a livello tecnico è quasi orizzontale, e ogni compagnia sta cercando una sua strada da seguire. Eppure nuove discussioni in merito vengono a galla quasi giornalmente.

Anche in questo caso, la colpa è attribuibile ad entrambe le fazioni in gioco: da una parte abbiamo l’utenza, che sebbene cerchi una maggiore partecipazione e peso decisionale nello sviluppo di piattaforme e giochi che finiranno poi in manoprotectedimage loro, dall’altro spesso e volentieri si concede degli scivoloni madornali, degni dei peggiori fan sfegatati; dall’altra abbiamo dei tecnici che cercano di forzare agli utenti concetti di gioco e strumenti che sono poco più che abbellimenti nella migliore delle ipotesi, se non veri e propri intralci (basti pensare alla necessità di connessioni permanenti, architetture atipiche e funzioni social). Quest’ultima situazione ha un nome specifico, avete familiarità con il concetto di overshooting? Fondamentalmente è quanto operato da Sony nella passata generazione, sia con PlayStation 3 che PS Vita, creando una struttura hardware estremamente avanzata ma sulla quale gli sviluppatori si sono trovati male proprio per la sua differenza con gli standard attuali. Cosa che, combinata con la percezione relativamente bassa di tale potenza da parte dell’utenza. e un prezzo troppo elevato, ne ha decretato l’agonia commerciale dei primi anni.

Per quanto riguarda la community, invece, va da se che è inutile starsi a scannare l’un l’altro su quale compagnia produca la grafica migliore, quale l’hardware più potente e così via, quando la cosa che conta principalmente è l’innovazione nelle metodologie di gioco. Kinect ha le potenzialità per diventare un’ottima struttura di supporto all’espansione fuori dallo schermo, così come il GamePad di Wii U, ma entrambi sono visti in maniera estremamente negativa dall’utenza, trasformando in una sorta di “moda” l’insultare le due tecnologie.

Purtroppo, alla base di quest’ultima situazione, c’è lo…

Schiaffo 5: La percezione

Nintendo da il via libera solo a giochi per bambini. Wii era una console per famiglie e casual gamers. PlayStation e Xbox 360 sono console per giocatori core. Se non esplode non è figo. I nuovi giochi sono tutti brutti, meglio quelli di una volta…
Ok, su quest’ultimo punto abbiamo già espresso il nostro parere, ma per quanto riguarda tutti gli altri il giudizio credo sia unanime: chi non ha mai sentito la serie di fesserie riportate qui sopra? Ed effettivamente, essendo prive di una base logica, quello è il loro nome.

Che Nintendo autorizzi solo giochi per bambini sulle sue piattaforme, benchè sia uno dei commenti più frequenti in giro per la rete, è ovvio che può provenire solo da chi non ha mai preso in mano un pad Nintendo in vita sua: al di là dei soliti brand interni (sarebbe troppo semplice citare Metroid Prime e azzerare i qualunquisti), ricordiamo che è su console Nintendo che è nata la saga di Final Fantasy, e sempre su console Nintendo hanno mosso i primi passi Castlevania e Metal Gear… E ora, in arrivo su Wii U, è previsto il secondo capitolo di Bayonetta, un brand che sarebbe andato perduto non fosse stato per le sovvenzioni di Nintendo stessa a Platinum Games

Per contro, anche su piattaforme ritenute “estremamente core”, fanno la comparsa titoli come Fez, Castle Crasher, Child of Eden, Lips e Singstar…

Gli esempi portati, purtroppo, confermano una delle situazioni più tragiche per quanto riguarda il commercio nell’ambito videoludico: indipendentemente dalle reali potenzialità di un gioco o di una console, la maggior parte dei consumatori vedrà solo quello che vuole vedere.

Se è in parte vero che Nintendo ha ritardato l’uscita dei grossi calibri su Wii per gratificare i giocatori storici, è anche vero che molti dei titoli più “casual”, quali party game e sportivi, sono serviti a costruire una base economica da cui partire a sviluppare 3DS, Wii U ed espandere i team interni. Per contro, ormai è quasi standard l’assonanza: giochi maturi = giochi core. Ma da qui a dire che un gioco è valido solo se sulla confezione c’è scritto PEGI 16+/ nudità / violenza / linguaggio forte, ci vuole una certa dose di chiusura mentale.

Giochi come Super Monkey Ball, o Plants VS Zombies, hanno una natura profondamente core alla base del loro sistema semplicistico. Animal Crossing, o il survival horror Nanashi No Game (a cui gli esperti di marketing di SquareEnix negarono il consenso all’esportazione in occidente poichè “non c’era nulla a cui sparare“)… Tutti casi evidenti di una visione per luoghi comuni.

Purtroppo, anche le compagnie non fanno granchè per smentire certi aspetti percettivi, anzi giocandoci sopra quando questo può effettivamente tradursi in un vantaggio personale. Un esempio lampante è la campagna promozionale di PlayStation 4 operata lo scorso febbraio, in un attacco diretto mirato a rafforzare l’idea che i concorrenti facciano solo giochi per casual gamers.

Parlando nell’ambito dei publisher, invece, una delle situazioni più recenti è quella che ha coinvolto Deep Silver, in merito al caso Dead Island: Riptide. Inizialmente la compagnia ha suggerito problemi di natura tecnica alla base della decisione di non portare il gioco anche su Wii U, ma le ferme smentite da parte del team di sviluppo (che suggeriva una perfetta compatibilità già al momento del lancio del sistema), hanno costretto Deep Silver ad una ritrattazione, confermando la natura arbitraria della decisione.

Concludendo la carrellata di schiaffi, quindi, appare chiaro come siano molti i problemi che inficiano sulla progressione del mercato videoludico, specie a fronte di una crisi sempre più profonda e di una mancata realizzazione della stessa. Sono passati vent’anni dal crollo di Atari che segnò la fine della “prima era” dei videogame, ma sembra che abbiamo imparato ben poco: mentre in passato fu lo spostamento dall’America al Giappone a salvare l’industria, chi salverà ora l’utenza e i produttori da sé stessi, quando sembra più comodo insultare gli altri che non sottolineare i propri meriti?

Luca Pitocchi, redattore di Matt’s Games

Condividi questo articolo

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • Email
  • RSS
  • http://www.facebook.com/Shadowlord78 Grasso Giovanni

    Il quinto punto non regge minimamente, affermare che la wii non è casual confutando che anche le altre console hanno giochi non hard core è come dire che Cicciolina non è zoccola perché le altre ragazze fanno sesso…

    • NomeDisponibile

      È come dire che quello che hai appena affermato non è una stronzata, perché nel mondo se ne sparano tante.

      • http://www.facebook.com/Shadowlord78 Grasso Giovanni

        Una console creata chiaramente per casual ha anche titoli hardcore non ci vuole un genio a capirlo. La wii è chiaramente una console pessima (un fottuto gamecube con sensore di movimento) ma nessuno ha le palle per ammettere che è merda che caga merda. Nintendo non mi fotte più con migliaia di Mario sempre uguali e grafica in bassa risoluzione, ho speso soldi per wii e wiiu e posso assicurare che sono una cagata pazzesca create per bambini nutellosi. Le vere console sono altre, i veri controller sono altri

        • Darkstalker

          Ma non dire cazzate, i giochi per nutellosi sono tutti i vari cod, need for speed, assassin’s creed annuali e gli altri fps giocati con i “veri controller”. LOL, fps con il pad e li consideriamo pure “veri controller”, giocati la metorid prime trilogy invece di perdere tempo su internet.

          • http://www.facebook.com/Shadowlord78 Grasso Giovanni

            ho trent’anni di esperienza nei videogiochi (giocavo a pong e all’intellivision e poi vic 20 da quando avevo 4 anni) e ho scritto più di 50 articoli fra recensioni, editoriali e speciali quindi non venirmi a sparare cazzate. Se vuoi giocare veramente su console c’è solo il controller classico, il wiimote, il kinect ed il move sono per casual se non ti riesce ad entrare in testa cerca di fartelo entrare da un’altra parte.

          • Darkstalker

            30 anni di esperienza? Bastano 5 minuti per comprendere i ljmiti del joypad, negli sparatutto non c’è paragone con il controller wii, metroid prime e resident evil 4 sono infinitamente meglio giocati su wii che su gamecube, senza dimenticare le avventure grafiche e tutti i giochi ottimizzati per wii.

        • NomeDisponibile

          Ok, non posso contraddirti perché ognuno ha la possibilità, anzi, il dovere di affermare quello che pensa, ma vorrei farti riflettere su una cosa: se veramente la Wii è una console per bambini, perché questi preferiscono giocare con i vari Call Of Duty, Assassin’s Creed e compagnia bella, quando invece su Wii si possono trovare dei gamer che hanno questa passione da decenni e che amano giocare a videogiochi che ti lasciano qualcosa una volta finiti, come un Metroid, Pandora’s Tower eccetera?

          Ripeto, se tu la pensi così non sarò io a farti cambiare idea, ma se rifletterai su quello che ti abbiamo detto forse la prossima volta eviterai di fare una figuraccia. Peace.

          • http://www.facebook.com/Shadowlord78 Grasso Giovanni

            Mai detto che COD e Assassin creed siano da pro non ci vuole un genio per capirlo come non ho mai detto che su wii c’è solo merda. Ma è innegabile che la maggior parte del software per wii E’ MERDA. Ho avuto decine di console e trent’anni di esperienza forse rispettare chi non la pensa come te ti farebbe fare meno figuracce. Un console creata con un wiimote di serie non potrà mai essere considerata una console pro, prova a giocare a morrowind o demon soul per ore e le bestemmie vengono automatiche. Non regge la scusa “ma ti compri un controller normale” se la wii era considerata “pro” il controller per giochi “pro” era all’interno della confezione. Vogliamo parlare dell’impianto tecnico? Una console uscita già vecchia acquistata da bambini nutellosi e vecchi con l’alzheimer che mai hanno toccato un videogioco ma è figo giocare con il wiimote? Parliamo della risoluzione e del fatto che sia un fottuto gamecube riciclato? Ma è una console pro…

          • http://www.facebook.com/luca.pitocchi.1 Luca Pitocchi

            wii una console già vecchia: forse mi ripeto, ma non mi pare sia il solo caso negli ultimi dieci anni…

            http://tomsblog.it/matts-games-viewpoint/2013/01/15/una-nuova-generazione-gia-vecchia-il-futuro-non-troppo-roseo-delle-console/

            E se proprio non reputate il sottoscritto un valido redattore, almeno ammettete che non è un punto di vista personale, ma un dato di fatto..

            http://www.notenoughshaders.com/2013/03/06/expect-slow-adoption-of-all-three-consoles-next-generation/

    • Darkstalker

      Con il tuo commento, senza renderti conto, hai confermato l’esattezza del punto numero 5. Siamo nella realtà delle apparenze e delle convinzioni personali dettate da sbrigative ed errate analisi superficiali.

      L’esempio della nintendo è uno dei più eclatanti, vengono bombardate le persone con pubblicità casual facendo credere che quella sia l’unica ragione di vita della console ma basta fare un’analisi di 5 minuti per capire come stanno realmente le cose. Pensa a Super Mario Galaxy 1 e 2, a Zelda, Metroid, xenoblade, the last story, pandora’s tower, donkey kong, fire emblem, little king story, muramasa, no more heroes, madworld, punch out, sin and ounishment, monster hunter tri e vediamo dove rimane la realtà casual.

      Si può fare lo stesso discorso con le piattaforme mobile o con le console viste dai pcisti.

  • http://www.facebook.com/TsukychanJuichidaime Massimiliano Martelli

    Sono d’accordissimo con quanto letto. Odio la console war e le marea di idiozie che essa genera, a partire dai mille scannamenti su quale sia meglio tra PS3 e 360 dal punto di vista Hardware… E anche i luoghi comuni mi fanno incazzare. Quando leggo commenti che dicono che la Wii è la merda senza mai aver provato un gioco che sia Zelda, Xenoblade, Monster Hunter, ecc. mi si tappa la vena…

  • http://www.facebook.com/jacopo.quatrini Jacopo Ben Quatrini

    il caso Wii è l’esempio eclatante di come quest’industria sia calata , ormai l’industria non fa più giochi ma filosofeggia su quali sono i veri giochi e quali non lo sono. Dovrebbero pensare di più a sviluppare giochi decenti.

    • http://www.facebook.com/luca.pitocchi.1 Luca Pitocchi

      è quello che mi preoccupa di più, in effetti.. e non solo dell’industria, ma anche di noi utenti, che passiamo più tempo a combatterci su chi abbia la verità in tasca a colpi di dati e smentite, piuttosto che non a costruire qualcosa come una community solida, o una decisa direzione da dare agli “espertoni di marketing” delle varie compagnie publisher…

      il mio timore è che a furia di discutere sull’aria fritta, di rafforzare il negativo anzichè il positivo, si vada sempre più verso una seconda crisi mondiale dei videogame, come nel 1983

      • http://www.facebook.com/jacopo.quatrini Jacopo Ben Quatrini

        Infatti è esattamente quello che pensavo. Il peggio è che le SH non fanno altro che alimentare questo sentimento. Nintendo si è accorta di questo andazzo e ha proposto Wii e ha continuato con Wii U e steam potrebbe dare una rinfrescata al mercato , speriamo bene…

  • http://twitter.com/mamoboss Gabriele

    Bell’articolo non c’è che dire. Sulla questione Wii ce ne sarebbe da parlare per giorni. In ogni caso penso che ritenere FEZ un gioco “casual” sia un errore grossolano, sempre che tu l’abbia giocato…

    • http://www.facebook.com/luca.pitocchi.1 Luca Pitocchi

      con “fez gioco casual” intendo la percezione dell’utenza di Fez et similia come giochi casual…

      certo che l’ho giocato, e dovessi dire m’è anche piaciuto (non un capolavoro, ma un buon titolo da 7.5), ma è ovvio che buona parte di ciò che esce su piattaforme digitali, senza attaccato un nome famoso di altri brand (di cui ne costituirebbe spin-off), è reputato “da casualoni”… perdio, c’è gente che reputa persino Braid come casual game…