La lingua italiana è sempre più sottovalutata dai fenomeni del marketing, ma anche dalla gente comune. Ieri sono basito a vedere in TV la nuova campagna pubblicitaria Enel che, fino a prova contraria, è un’azienda italiana e, se ricordo bene, tuttora monopolista di fatto nella fornitura di energia elettrica.
Certamente ci sono validi motivi per scegliere di comunicare in inglese a un pubblico come quello italiano che palesemente ignora tale lingua. Al momento però non me ne sovviene neppure uno.
Forse uno slogan inglese ti fa sentire più prestigioso, più internazionale o semplicemente meno provinciale e più fico. Basti pensare al Partito Democratico, che ha rinfrescato la vetusta Festa dell’Unità rinominandola “democratic party”, con un sapido e sagace gioco di parole.
Direte voi, da quale pulpito viene la predica, perché noi non abbiamo titolato il nostro sito “la roba dura di Tommaso” invece che “Tom’s Hardware”? In effetti, non ci dormo la notte.
Roso dai dubbi, siccome la crisi non è una cosa brutta, ma un’opportunità, ho trovato la mecca degli appassionati di slogan in inglese, ovvero Sloganizer: www.sloganizer.net
Da oggi finalmente anche io potrò avere il mio slogan inutile e insignificante ma che fa tanto fico.
Scusate, volevo scrivere cool.








