Anch’io chiederò la disdetta del Canone Rai. Ecco come fare.

Il Giornale di Feltri e Berlusconi da domenica promulga una campagna contro il canone Rai.  Il quotidiano di destra fa sul serio, pubblicando anche il testo della raccomandata da inviare alla Rai con le istruzioni da seguire dopo la spedizione. Niente di nuovo per chi si occupa di informazione alternativa; da tempo infatti su Internet si trovavano istruzioni dettagliate, come quelle di questa pagina di Asso Cittadini: http://www.associttadini.org/canonerai/index.htm .

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Le istruzioni su come disdire il Canone Rai apparse su Il Giornale del 27 settembre

La novità è che l’organo di stampa ufficiale del Primo Ministro e, di fatto, il quotidiano di governo, oggi autorizza gli italiani a procedere alla disdetta senza provare alcun timore.

Quello che il Giornale non scrive  è che, nella quasi totalità dei casi, nessun emissario della Rai si presenta a “piombare” la TV. Se poi per caso venisse, deve darvi appuntamento siccome si tratta di un servizio richiesto e non di un controllo a un evasore. Insomma, il giorno fatidico, se mai arriva, si fanno sparire gli schermi piatti da 50 pollici e si fa trovare a casa qualche vecchio rottame.

Personalmente sono stufo della Rai, dei suoi grotteschi palinsesti e degli abusi,come la decisione di uscire dalla piattaforma Sky per favorire la concorrente Mediaset.

Insmma, sto già preparando la raccomandata.

  • Andrea

    Va anche detto che la questione Rai non si limita alla semplice scelta o meno di pagare il canone. In “teoria” la Rai è un servizio pubblico, che dovrebbe avere lo scopo di informare e fare cultura salvaguardando anche le esigenze di una minoranza che si aspetta dalla TV qualcosa in più di sederi al vento di donne ridicole quanto belle e idiozie a profusione. Personalmente alla Rai ci tengo, vorrei che funzionasse meglio, come gli ospedali pubblici e tutto ciò che, in quanto pubblico, è una risorsa dell’italia e dovrebbe garantire al cittadino italiano una più equa distribuzione delle ricchezze e una migliore qualità. Piuttosto che una campagna contro il canone, ci vorrebbe una campagna per riappropriarsi di un servizio che funzioni e tuteli le esigenze di tutti.