Bondi, “la tassa sui supporti di archiviazione c’è in tutta Europa”.

Oggi su Repubblica a pagina 33 il Ministro Bondi replica a un articolo di Valentini che lo accusava dell’introduzione del balzello sui supporti di registrazione.

Secondo Bondi, “proteggere il diritto d’autore è un modo per consentire a creatori, interpreti ed esecutori di proseguire la propria attività e preservare la loro autonomia e dignità”.

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Il Ministro ribadisce che queste tasse, intese a colpire i supporti che consentano la copia di contenuti protetti da diritti d’autore, sono stati introdotte in ” tutta l’Europa, e con modalità ben più severe”.

Belle parole, peccato che non ci creda nessuno. Innanzi tutto, quello che fa la famosa Europa è comodo quando c’è da togliere quattrini dalle tasche dei contribuenti, ed è in contraddizione con qualsiasi sentimento italiano quando va nel senso opposto.

Come commenta Valentini in calce alla lettera di Bondi, perché se queste tasse tutelano dalla copia privata, vengono colpiti anche dispositivi che non si useranno mai per questo scopo, o che sono progettati per tutt’altri obiettivi?

Mi chiedo infine, ma perché questi ministri non chiedono consulenze a gente veramente nel settore, come noi di Tom’s Hardware ma come molti altri giornalisti hi-tech, appassionati e blogger? Mi pare ovvio che questa tassa non colpirà i grandi pirati e gli appassioanti di peer to peer. Questi, da anni, comprano CD e DVD per masterizzare e copiare software, video e musica a San Marino, da Lussemburgo o dall’Europa dell’Est.

Gli unici colpiti sul serio da queste tasse sono aziende e i meno esperti, o informati.