Proporre il Nobel per la pace a Internet è ridicolo

8 aprile 2010
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Su Libero un articolo di Fausto Carioti recita: “Il Nobel per la pace è già un premio ridicolo. Se lo danno anche al Web diventa patetico”. Pur mantenendo le distanze dalla linea editoriale del quotidiano milanese, ammetto che questo titolo rappresenta esattamente il mio pensiero.

Specifico che trovo opinabile buona parte del testo che, in alcuni passaggi, mi fa venire l’orticaria.
Il titolo però riassume è quello che mi sono detto quando Riccardo Luna, Direttore di Wired Italia, ha iniziato l’attività di promozione sulla propria testata per “Internet, premio nobel per la pace”.

Ritengo che i premi Nobel valgano poco in assoluto. Credo inoltre che quello per la pace, dopo l’assegnazione a Obama “sulle intenzioni”, abbia perso definitivamente ogni valore quando il neo presidente ha rimpolpato la presenza degli USA sugli scenari di guerra in tutto il mondo.

Inoltre, trovo ridicolo che uno strumento di comunicazione, qualcosa di neutrale per definizione, possa essere in senso assoluto portatore o testimonial della pace.

Sarebbe come dare il Nobel per la letteratura alla carta bianca, o alla penna bic, o al telefono. Sarebbe come affermare che i colpevoli delle guerre sono le armi e non chi le usa.

Insomma, bisogna premiare gli attori e non gli accessori di scena. Sono bambini, donne e gli uomini che vivono, subiscono segregazioni e torture e muoiono sotto l’oppressione di regimi e dittatori che meritano il premio nobel per la pace.

Proporre il premio Nobel a Internet è come dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Da un lato ci si fa belli con un’iniziativa dal sapore quasi ascetico, di una bontà cristallina, pura e virtuosa. Dall’altro ci si risparmia di scrivere nero su bianco nomi e cognomi di chi ogni giorno massacra e condanna a morte giorno bambini, donne e uomini.

È vero, è solo grazie a Internet che questi ultimi riescono a lanciare SOS  e a fare rete tra di loro. Ma se esiste un premio nobel per la pace, dobbiamo prima chiarire qual’è la guerra alla quale il suddetto si oppone, chi sono i carnefici e chi sono i perseguitati.

In poche parole, vogliamo dare un nobel per la pace simbolico? Diamolo alle vittime di tutte le guerre.

Mi chiedo cosa pensino i nostri lettori e amici dell’iniziativa di Wired e sono pronto a cambiare idea e a promuovere l’iniziativa se qualcuno me ne convincerà. Del resto se Libero ci si scaglia contro, qualcosa di buono deve esserci!



 

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