Non sono un talebano della Crusca, ma certamente preferisco usare l’italiano il più possibile. Spesso la nostra lingua ha il difetto di essere prolissa. Ecco perché mi stupisco quando, pur essendoci una parola italiana breve e semplice con lo stesso significato, ci s’incaponisca a preferire l’inglese. O, peggio, neologismi spaghetti english come “randomico”.
La protagonista dello strafalcione questa volta è un’esperta di marketing di Radio 24 che partecipa a un’interessante trasmissione nel fine settimana. Interessante finché, ovviamente, non aprono bocca gli esperti.
La tizia ha citato la parola “randomico” probabilmente perché riempie la bocca più di “casuale” e aiuta a darti più arie da genio del marketing.
Del resto l’inglese è cool, l’italiano è deprecated.








