Randomico, l’ennesimo neologismo che riempie la bocca

14 aprile 2010
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Non sono un talebano della Crusca, ma certamente preferisco usare l’italiano il più possibile. Spesso la nostra lingua ha il difetto di essere prolissa. Ecco perché mi stupisco quando, pur essendoci una parola italiana breve e semplice con lo stesso significato, ci s’incaponisca a preferire l’inglese. O, peggio, neologismi spaghetti english come “randomico”.

Randomico, l'aggettivo per l'italiano inutile.

La protagonista dello strafalcione questa volta è un’esperta di marketing di Radio 24 che partecipa a un’interessante trasmissione nel fine settimana. Interessante finché, ovviamente, non aprono bocca gli esperti.
La tizia ha citato la parola “randomico” probabilmente perché riempie la bocca più di “casuale” e aiuta a darti più arie da genio del marketing.
Del resto l’inglese è cool, l’italiano è deprecated.

  • Valerio Porcu

    “Esperta di marketing”, hai detto tutto

  • Sardugno

    Tutta la mia più sconfinata approvazione. E’ totalmente assurdo ideare degli orribili neologismi (tra l’altro, di fusione tra due lingue, come “randomico” anziché “random”) quando esistono già le corrispettive parole in Italiano. Spesso coloro che fanno sfoggio di tale gergo vorrebbero sembrare dei grandi espertoni, in realtà il più delle volte risultano solo dei poveri ignoranti che non conoscono bene né l’Italiano né l’Inglese.

  • Eiron

    Se avesse voluto riempirsi di più la bocca avrebbe potuto dire “stocasticamente”…



 

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