Senza pause il cervello non memorizza, come i vecchi file system

25 agosto 2010
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Il cervello umano ha bisogno di pause per elaborare e archiviare nella memoria a lungo termine informazioni, studi, letture e sensazioni. Pause vere però, ovvero interi, lunghi minuti passati senza far nulla. Cioè senza leggere e scrivere SMS, senza spulciare le email sullo Smartphone e con televisione, radio e computer spenti.

Un attimo di pausa aiuta il cervello a elaborare e memorizzare gli input ricevuti fino a quel momento.

Lo conferma una ricerca della University of California di San Francisco, ma io lo ribadisco da sempre. L’essere umano ha il diritto di spendere parti della propria giornata nel pieno ozio. Fermarsi e riposare è indispensabile per memorizzare le proprie esperienza. Funziona così dal principio dei tempi ma, dall’avvento dell’era digitale, stiamo abituando il nostro cervello a metodiche malsane.

Come riporta l’International Herald Tribune, i ricercatori statunitensi hanno dimostrato questa teoria osservando le attività cerebrali di alcuni topolini da laboratorio.
Il cervello dei ratti è particolarmente attivo quando gli animaletti affrontano nuove esperienze, come l’esplorazione di un ambiente sconosciuto. Ma solo quando l’esplorazione s’interrompe e i topolini si fermano un attimo, i loro cervelli elaborano le informazioni accumulate e creano una memoria persistente dell’esperienza vissuta.

Rimango dell’idea che gli scienziati dovrebbero ficcarsi sonde e rilevatori nei propri c… ervelli invece che in quelli di bestiole innocenti. L’esperimento per me infatti dimostra la teoria dell’acqua calda. Anche quando si studia, per esempio, se non ci si ferma un attimo a riflettere ed elaborare quando appena letto, si perde tutto.

Essere produttivo sempre e comunque è improduttivo.

Curiosamente la stessa cosa accadeva nei file system Unix di qualche tempo fa. In pratica il sistema ti diceva “vai tranquillo, ho salvato il file!”. In realtà però i cambiamenti venivano salvati nella sola memoria volatile. La vera e propria registrazione su disco fisso avveniva solo in un momento di idle, ovvero di inattività del computer. Quindi se spegnevi il computer nel momento sbagliato, perdevi tutte le modifiche ai file.

Che essere sempre impegnati a far qualcosa faccia svalvolare il cervello lo dimostrano anche le nuove generazioni di ragazzini iper frustrati. Quando i genitori non li rimbalzano tra scuola, danza, tennis, pianoforte, karate, corsi di recupero, si demoliscono i neuroni con le più disparate attività digitali. E non si fermano mai un momento a pensare.

Sfida al lettore: ti ricordi  quand’è stata l’ultima volta che ti sei fermato un quarto d’ora a riflettere, meditare, oppure semplicemente oziare?

  • Dario

    E c’era bisogno di fare test su quei poveri roditori?
    Mi pare una cosa ovvia, anch’io quando studio se non faccio pause finisce che non capisco più nulla…
    E soprattutto le mie 8 ore di sonno giornaliere non me le toglie nessuno! :P



 

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