Click Day, che panico regolarizzare gli immigrati online

Il Click Day è “l’operazione di presentazione per via telematica delle domande di assunzione di immigrati”. In pratica è l’occasione per molti di regolarizzare badanti, collaboratori familiari e lavoratori stagionali provenienti da paesi Extra CEE.
La rivoluzione è che si fa veramente tutto online, con qualche problema.

Innanzi tutto Click Day è un nome insulso. Che vuol dire “giornata del click”? Cosa ci comunica?

Ministero dell'Interno. Non agitare. Cliccare con cautela.

Secondo, il numero di regolarizzazioni è limitato, allora che si fa? Semplice, il sistema sarà disponibile dalle 8 di mattina, in tre differenti giornate. Chi prima clicca, prima regolarizza. FIFO, come direbbe un informatico. Oppure FIFA, che è quella che prova il migrante che non sa che fine farà.

Oggi, 31 gennaio, era il click day per chi assiste anziani e invalidi, i o le badanti.
Una corsa al tempo tribale. Al prossimo giro che si farà, una gara d’impennata? Chi sta più tempo su una ruota sola può salvare il futuro di una migrante moldava?

La terza cattiva notizia è che mia zia è corsa da me per chiedermi di aiutarla con una di queste pratiche. Il che vuol dire che è tutto online, è tutto semplice, ma la gente normale non ci capisce una mazza.

Io, che sarei un genio del computer, sono stato in ballo 3 ore per compilare un modulo online e poi capire come scaricare e far funzionare uno programmino in Java per l’invio della richiesta.

La cosa più bella però è la sorpresa nell’ultima pagina del modulo. “Ora vai dal tabaccaio, compra una marca da bollo telematica e inseriscine gli estremi”.
A parte gli scherzi, è una cosa ridicola. Ti mettono lì una bella procedura online, si vantano di essere all’avanguardia, e poi ti fregano 14,61 euro. Non solo hai fatto tutto tu, devi pure pagare l’arcaica marca da bollo. La quale, bada bene, è telematica, ma non ha un bel nulla di telematico. Infatti non si può comprare online, ma solo muovendo le terga e andando da un tabaccaio con banco lotto, per esempio.

Decreto Flussi 2010. Ma non siamo nel 2011? Già dal nome della legge si capisce niente. Iniziamo bene!

E alla fine del percorso, hai comunque il timore di avere scritto una virgola sbagliata che potrebbe invalidare tutto.  Provaci tu a copiare nomi in cirillico e a non fartela sotto dalla paura di aver sbagliato qualcosa.
Soprattutto perché questo non è un gioco, ci sono in balle progetti di vita di persone e di intere famiglie.

Ma la cosa più ridicola è che per inviare il modulo compilato sul sito bisogna scaricare un programma a parte. Ovvero, un’applicazione in Java, disponibile per Windows, Linux e Mac. Aggiungere un bottone “Invia” al modulo del sito era proprio impossibile? Ci credo che la mia zietta era andata in confusione.

Insomma, alla fine dei conti, alle 08:01:20.219302 – l’orario di ricezione comprende anche i microsecondi – ho ricevuto conferma che l’invio della mia richiesta era avvenuto. Ho chiuso il programma e il panico mi ha colto quando alla radio e sui quotidiani ho letto che l’infausta applicazione Java avrebbe dovuto fornirmi una prova stampabile dell’orario di invio.
Solo con molti tentativi e un po’ di pazienza ho capito che giornali, radio e TV come sempre raccontano un mucchio di sciocchezze, e che la ricevuta si scaricava dal sito del Ministero degli Interni.