Zuckerberg falso modesto: Facebook non crea rivoluzioni

Mark Zuckerberg, ideatore di Facebook, ha minimizzato il ruolo del social network nelle recenti rivoluzioni arabe. Il caro Mark, nell’intervento di chiusura dell’e-G8, ha ammesso che ”sarebbe particolarmente arrogante per un’azienda di tecnologia di rivendicare un ruolo nei movimenti di protesta”. E lo credo bene.
Certamente è anche poco elegante auto citarsi e poi minimizzare sui propri meriti con l’obiettivo di dire esattamente il contrario di quello che si pensa.

L'attuale e il futuro presidente degli USA a confronto?

Perché mi pare ovvio che Zuckerberg ritiene che ogni scoperta, evoluzione e rivoluzione dall’anno zero di Facebook a oggi sia nata o come minimo, transitata sul suo social network.

All’età di 27 anni, Marc ha il privilegio di stringere la mano ai capi di stato di tutto il mondo. Se non si era già montato la testa prima, ora sarà completamente partito per la tangente.

Per ora il summit tra i più ricchi regnanti del mondo e i più danarosi attori del Web ha portato a un nulla di fatto. Chissà se un Zuckerberg in corsa per la presidenza degli Stati Uniti – e poco ci manca – non cambierebbe idea sul concetto di controllo della rete da parte dello stato.

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