Google e Facebook stanno facendo carte false per obbligare i nuovi e vecchi utenti a usare, sui propri siti, nome e cognome al posto del nickname. I due colossi lo fanno sicuramente per motivi commerciali, ma sono comunque d’accordo con loro. L’anonimato in rete è una cosa, firmarsi ancora con nomi tipo “Pupùsuifilm48″ oppure “MaidenRulez” è decisamente obsoleto.

Intendiamoci, il nomignolo non nasce con i forum o le prime chat, ma è un’usanza veramente antica. In moltissimi paesi del sud per esempio il soprannome è più usato del cognome e a volte, è anche più chiaro e univoco. Insomma, di Pasqualino Settebellezze o Peppe o’Scarparo ce n’era uno solo, magari di Antonio Esposito in paese ce n’erano cento.
Di fatto il nickname ti identificava meglio, non serviva come scudo per il proprio anonimato. Inoltre, esattamente come il nome proprio, non lo decidevi tu ma te lo appioppavano gli altri.
Il nickname su Internet invece nasce proprio per un senso di pudore, la voglia di non fornire i propri dati anagrafici “perché non mi fido“. Ai tempi in cui nascevano le community online non c’erano dubbi, ti dovevi firmare con un nomignolo, che poteva essere un banale roberto123 oppure qualcosa di più fantasioso.
Oggi si usa il nomignolo soprattutto come nascondiglio dal quale sparare a zero su chiunque. Dietro a un nickname sono tutti professori d’italiano, ingegneri elettronici o informatici, retti difensori della virtù oppure iconoclasti pronti a distruggere lo status quo. A leggere i commenti sui siti sembriamo un popolo di leoni, a guardare la vita di tutti i giorni hai la conferma invece che siamo una massa di caproni.
Io da un po’ ho deciso di non rispondere più alle email di chi non si firmi con nome e cognome e molti utenti di Tom’s lo sanno bene.
E dirò di più, per questa volta parteggio per il lato oscuro. Spero proprio che Google e Facebook la vincano e obblighino tutti a usare i propri dati reali in rete. E poi vorrò vedere se continueremo ad avere un popolo di professoroni e letterati tra le righe dei commenti dei siti. Tanto chi ha veramente le capacità saprà rendersi anonimo comunque, mentre i niubbazzi e i bimbiminkia la smetteranno di blaterare a caso contro il mondo.
PS: con la dovuta eccezione dei paesi nei quali se alzi la testa ti eliminano, ovviamente.







