Giorno 1: sette giorni con Asus Fonepad

Un tablet Android che telefona a poco più di 200 euro

Inauguro una nuova rubrica per togliere un po’ di ragnatele da questo blog e dare qualche nuovo cruccio ai miei 17 lettori. Si tratta di una serie di prove sul campo prolungate di smartphone di nuova concezione, quasi di frontiera. Alcuni li chiamano phablet: sono un ibrido tra un tablet e un telefono. Secondo alcuni sono telefoni troppo grandi per essere usabili. A me sembrano un’evoluzione interessante verso l’obiettivo di avere un solo dispositivo multimediale e di comunicazione.

Asus Fonepad

Il primo prodotto che ho avuto per le mani è l’Asus Fonepad, già trattato con saggezza dal caporedattore di Tom’s, Andrea Ferrario.
Il primo impatto è spiazzante, infatti sebbene un aggeggio di questo tipo andrebbe usato esclusivamente con auricolari cablati o Bluetooh, Asus non include alcuna cuffietta nella confezione. Peccato! Certo, l’azienda taiwanese è giustificata dal fatto che ha cercato di tenere un prezzo veramente concorrenziale per questo phablet: il Fonepad infatti costa 250 euro di listino ma lo si può comprare su Amazon a partire da 208 euro.
Il prezzo basso corrisponde però a un uso di materiali economici e a un ingombro maggiore. Il Fonepad è enorme, molto più grande di un iPad mini, soprattutto per via delle cornici veramente troppo larghe, sia lateralmente che verticalmente. La prima accensione ha rivelato un bello schermo, luminoso e nitido. Di fatto è un buon tablet economico Android che telefona.Uno dei principali difetti sembra la CPU Intel Atom Intel Atom Z2420 da 1.2 GHz che mi sembra fin da subito un chiodo senza senso.

Potete ascoltare altre prime impressioni nel video, attendo domande, osservazioni e curiosità alle quali risponderò nelle prossime puntate!

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