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Pippo Marra, adnkronos, capisce un po’ la rete. Bravo bene bis.

22 luglio 2009
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Pippo Marra rappresenta la vecchia guardia dell’editoria, almeno anagraficamente. Io non sapevo chi fosse, fino ad oggi, quando ho scoperto che è a capo dell’agenzia stampa Adnkronos. Mercoledì esce una sua intervista su “A”, della quale Affari Italiani ha anticipato qualcosa.

Dal titolo, ero certo di sentire un altro matusa sbraitare contro Google News, e che bisogna tornare a far pagare tutte le notizie e che Internet è roba demoniaca.

Invece no, Marra dice che bisogna imparare a dialogare con i nuovi media, con i blog e Twitter. Non solo, dice persino “L’informazione tradizionale, con funzioni e status codificati, è ormai al crepuscolo (standing ovation). Internet e i blog sono gli strumenti dell’informazione/comunicazione mondializzata. E nel mondo-Paese sarà sempre più difficile distinguere l’una dall’altra. Tutto sta cambiando”.

Ecco, ogni tanto capita di sentir parlare uno dal quale ti aspetteresti solo idiozie, e invece ne tira fuori un paio buone. Certo, Marra non è coinvolto direttamente nel discorso nelle notizie gratis contro quelle a pagamento, perché tanto lui le vende comunque, ai giornali. Ma tant’è, qualcosa di buono c’è.

Però, a differenza di Murdoch, ha capito che il modello tradizionale è da cestinare. Poi però dice anche una castroneria, anzi prima, perché è la frase di apertura. Secondo Marra il futuro del giornalismo riguarda l’editoria prima ancora del giornalismo.

E no, come dicevo l’altro giorno, il giornalismo ha tutte le potenzialità per sopravvivere da solo, e nel passaggio si libererebbe di scribacchini e lestofanti come il sottoscritto, e resterebbero quei giornalisti di qualità che fanno informazione di qualità. Gli editori, caro Marra, hanno più a che fare con il loro futuro (e i loro conti correnti), e poi anche con quello del giornalismo. Cerchiamo, però, di non fare confusione.

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