Non sapevo bene quale operatore scegliere. Ero partito deciso per Vodafone Spagna, perché ero certo che ci fosse la copertura, nel mio luogo di destinazione. Però i modem con contratto ricaricabile sono impossibili da trovare, così ho dovuto guardami intorno.
E meno male. Vodafone e Movistar, l’altro "pezzo grosso" della telefonia mobile spagnola, impongono entrambi un vincolo assurdo: se scegli un piano prepagato, la velocità massima e 1 Mb/s, su un massimo teorico di 7,2. Capisco che v’interessano di più i contratti, che assicurano un pagamento mensile e una durata minima di due anni, ma perché il ricatto? Meglio cercare qualcos’altro.
Quindi ho scelto Orange, che offre il modem Huawei a 50 euro, con la SIM e un po’ di credito. Qui per 20 euro puoi navigare una settimana senza limiti. Superato 1 GB di dati, però, sei vincolato alla velocità di 128 Kbps, quella di una linea ISDN, ma non devi pagare nulla di più. Lo stesso vale per la connessione di un giorno, che costa 4 euro, e ha un limite di dati di 250 MB.
Software.
Driver e applicazione relativa alla connessione UMTS sono state scritte da un pazzo. L’installazione scorre via dolce, e il programma parte in automatico quando s’inserisce il modem in una porta USB. Peccato che quando avvio la connessione il computer, un notebook con Windows XP, resta praticamente congelato per 7-8 minuti. Poi tutto funziona come con una qualsiasi connessione.
Non è un difetto enorme, ma è una cosa fastidiosa, perché è evidente che chi ha scritto i driver lo ha fatto in fretta e furia, senza curarsi dei dettagli importanti.
In ogni caso funziona come si deve. A occhio direi che costa un po’ meno che in Italia, ma soprattutto non devi stare a contare le pagine che apri, per evitare di superare il limite. Al massimo rallenti, ma non ti prosciugano il credito, come invece fanno gli operatori italiani, che si fanno pagare a peso d’oro ogni megabyte oltre quelli consentiti.









