Qualcuno si chiede se sia la stampa che esagera, o se ci sia davvero un problema di dipendenza da Internet. Sarebbe saltato fuori con gli attacchi a Twitter e Facebook, con gente che non sapeva dove sbattere la testa, capelli strappati, crisi d’isteria collettiva e sbroccati che cercavano di cinguettare in piazza.
No, non si esagera. La dipendenza c’è, ce l’abbiamo tutti, da almeno una decina di cose. Magari non lo si ammette, ma c’è. La questione interessante è capire che dipendere da qualcosa o qualcuno non è un male, il male è dipendere da poche cose, perché allora se ti mancano non hai alternative.
Una piccola parte del mio elenco: la mia compagna, mia figlia, i frutti di mare, le sigarette, il computer, le serie TV, il whisky scozzese, le birre artigianali, i feed RSS, l’aria condizionata in macchina. E potrei continuare.
Se una cosa non è in grado di generare dipendenza, almeno in qualcuno, allora è una schifezza.








