Ecco qualche dato interessante su come si usa la rete, riportato oggi da La Vanguardia.
Pazienza: molti di noi (46%) abbandonano una pagina se non si carica entro 10 secondi, e la maggioranza (72%), aspetta al massimo 20 secondi.

Il 99% di noi usa le rete per cercare informazioni di qualche tipo, e il 75% anche per gli acquisti. Il 47% dei navigatori, però, non tollera errori nella progettazione o nel design di una pagina, e l’abbandona quasi istantaneamente, se sono presenti.
A quanto pare esiste una cosa chiamata “stress da web“, un disturbo generato da pagine che si caricano lentamente, messaggi di errori e siti che funzionano male.
Fin qui i (pochi) numeri riportati dal giornale spagnolo. Dieci secondi a me già sembrano un’eternità, difficile da tollerare a meno che non si voglia accedere ad una pagina con una volontà marmorea (mi senti, Facebook?). Eppure c’è un 28% di utenti che resiste più di 20 secondi: qual è il masochistico limite di queste persone, quanto vi deve far aspettare un sito prima di farvi innervosire, ma soprattutto, quale browser vi fa aspettare tanto senza dare messaggi di errore?
Tutti, a quanto pare, accediamo alla rete per cercare qualcosa. Comprensibilmente, quindi, il traffico che riceve praticamente ogni pagina del mondo è in gran parte dovuto a Google, e un po’ a Yahoo/Microsoft. Questo dato, però, ci dice anche che molti utenti non conoscono la rete. Ci entrano come se fosse il supermarket di una città sconosciuta, si muovono spaesati, nella speranza di trovare il pesto senz’aglio, che quello normale gli fa male alla pancia. La ricerca, in effetti, dovrebbe essere una parte di internet, non internet stessa. D’altra parte, è anche vero che per qualcuno internet è sinonimo di Google, qualcosa vorrà pur dire, no?
Ecco, poi c’è lo stress da web. Non so se sia onesto parlare di una patologia a parte. Se trovo irritante una pagina che non funziona, come accade oggi con il nuovo Monopoly, non è detto che soffra di qualcosa in particolare. Insomma, sarebbe come dire che soffro di una qualche sindrome da stress se il mio gestore telefonico mi dà una linea adsl mal funzionante, e io me la prendo, o se chiamo un tecnico che poi si rivela incapace di risolvere il problema.
Se mi aspetto qualcosa, come utente o come cliente, è più che normale un po’ d’irritazione se le aspettative sono insoddisfatte. Certo, mettersi a strillare e a strapparsi i capelli, lanciare il mouse (ecco un aspetto negativo di quelli senza fili) al collega sono reazioni eccessive.
Quando si parla di studi come questo, però, sarebbe anche onesto ragionarci un po’ sopra.












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