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Google Fast Flip, sicuri che sia una gran cosa?

15 settembre 2009
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A quanto pare è proprio vero, la stupida follia sarà perpetrata. Se persino Google si sta preparando, infatti, vuol dire che oltre al fumo c’è anche un po’ d’arrosto. Alcuni dei grandi giornali, nei prossimi mesi, cominceranno a farsi pagare le notizie che pubblicano online, abbandonando il modello gratuito che è stato imperante fino ad ora.

I segnali più convincenti, come dicevo, vengono da Google, che in pochi giorni ha presentato uno strumento per il pagamento online e un nuovo modo di mostrare le notizie, Fast Flip.

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Fast Flip, editori contenti e lettori sgomenti?
Fast Flip, editori contenti e lettori sgomenti?

Entrambe le novità hanno uno scopo comune: andare incontro alle richieste degli editori, e di strada guadagnarci qualcosa.

Se il lettore decide di pagare qualche centesimo per un articolo, o centinaia di euro per un abbonamento annuale, e lo fa con lo strumento di Google, una percentuale arriva a Google. Piuttosto semplice, come la commissione sui pagamenti con carta di credito.

Fast Flip, invece, è un po’ più pericoloso. Come Google News, raccoglie tutte le notizie su un certo argomento, e le mostra tutte insieme, offrendo al lettore la possibilità di scegliere da sé. A differenza di Google News, però, per apparire in Fast Flip bisogna accordarsi con Google prima, autorizzarlo a pubblicare una corposa anteprima del testo, e a tenersi una parte degli introiti derivanti dalla pubblicità visualizzata sulla stessa pagina.

Con Flip gli editori possono dirsi contenti, o forse no. Probabilmente avranno da ridire. Chiunque pubblichi notizie online vorrà essere della partita, se Flip diventa un prodotto di massa, all’altezza di Google News o forse anche di più. Una volta che tutti sono a bordo, si ripresenterà il problema dell’indicizzazione: per quanto Flip presenti le fonti in maniera un po’ meno gerarchica, c’è sempre qualcuno che appare prima degli altri, e che potenzialmente può guadagnare di più.

Il problema dei grandi editori, che mal digeriscono la competizione con i più piccoli, resterà al suo posto. Tutti guadagneranno qualcosa in più, molto poco, e Google sarà un po’ più ricca, oltre a diventare l’unico vincitore di una guerra priva di ogni senso.

Il difetto maggiore di Fast Flip, al momento, è che contiene poche fonti, ed è difficile giudicarlo. Al momento, però, trovare fonti alternativa a quella in prima pagina, per un dato tema, sembra impossibile. Se dovesse restare così sarebbe la morte definitiva di Google News. Fast Flip, così com’è, è del tutto privo d’interesse, un servizio che sceglie per noi chi ha scritto gli articoli che dobbiamo leggere. Certo, per ogni argomento c’è una testa diversa, ma solo una. Almeno per ora, ma è presto per giudicare.

Lo stesso vale per l’interfaccia utente. Dove Google News è democratico, e lascia all’utente libertà di muoversi e scegliere, Fast Flip è un monolite, un tunnel che guida, anche se velocemente, verso una meta predestinata. Non mi sembra che ci sia molto da celebrare.

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