Quanto tempo aspettiamo che si carichi una pagina? Sempre meno, e tra due anni lo calcoleremo in millisecondi.
A quanto pare le statistiche sulla pazienza degli internauti impazzano, e mostrano risultati al limite della schizofrenia. L’altro giorno La Vanguardia raccontava che alcuni sono disposti ad aspettare un’eternità, ben 20 secondi, che si carichi una pagina.
Sono in ritardo! Sono in ritardo!
Ieri, invece, ZDnet ha riportato i risultati di un altro studio secondo il quale i clienti dei siti e-commerce sono decisamente frettolosi. La maggior parte resiste 2 secondi prima di cambiare pagina, e quasi tutti se ne vanno dopo 3. Nel 2006 resistevano ben 4 secondi.
Certo, la ricerca è stata commissionata da Akamai, che, guarda caso, vende ai negozi online strumenti per velocizzare i tempi di caricamento delle pagine. Per Larry Dignan, che ha scritto l’articolo, è un dettaglio, per me invece è fondamentale e determinante.
Spaventare i potenziali clienti è un buon metodo per vendergli la soluzione. Un po’ come far credere che ci sia in giro una pandemia che può fare miliardi di vittime è un buon modo di vendere vaccini.
I risultati, a questo punto discutibili, dicono anche che la velocità di caricamento è un parametro che determina la “fedeltà” del cliente, vale a dire la sua inclinazione a tornare ancora, per il 52% degli intervistati, contro il 12% del 2006.
Insomma, la morale è solo una. Se create una pagina web, assicuratevi che sia snella e che si carichi in fretta. Ma se volete vendere qualcosa, fate in modo che sia una saetta.












Pingback: Technotizie.it