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Futuro in ritardo per i libri nell’epoca di internet (e di Google)

26 settembre 2009
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Alla fine è accaduto l’inevitabile: Denny Chin ha rinviato a data da destinarsi l’udienza che dovrà stabilire la legalità dell’accordo tra Google ed editori USA, che permetterebbe all’azienda di Mountain View di pubblicare migliaia di titoli.

Il riassunto di quella che è sempre più un’epopea potete leggerlo qui. Oggi si aggiunge il rinvio a “data da destinarsi”, e l’appuntamento originale si trasforma in un incontro riassuntivo, che servirà a tirare le somme e fare il punto della situazione.

Moby Dick, uno dei tanti libri senza copyright, che si possono scaricare gratuitamente

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La ragione principale del cambiamento è che la stessa Google ha detto che l’accordo sarà rivisto, per tenere conto delle numerose obiezioni che sono emerse negli scorsi mesi. Una cosa più che comprensibile, e ora c’è solo da sperare che il nuovo accordo, quando prenderà forma, sarà altrettanto vantaggioso per i lettori, e possibilmente anche per noi Europei.

Speranza che, per una volta, potrebbero essere ben riposte, visto che il Dipartimento di Giustizia ha detto che l’accordo così com’è non va bene, ma anche che “offrirebbe molti benefici alla società”, al quale fa eco lo stesso giudice, che dice “se si raggiungesse un accordo giusto e ragionevole, il pubblico ne guadagnerebbe”.

Io, personalmente, continuo a sperare che tutti i libri del mondo finiscano online quanto prima. Non deve essere per forza gratis, ma l’accessibilità è doverosa, così come i tempi brevi. Se tutti i desideri folli di un lettore possono essere soddisfatti da una sola azienda forse non è un bene, ma non deve essere per forza un male.

Hey, un momento, per i concorrenti di Google certo che è un male. Rischiano di affrontare un concorrente difficile da battere, e se gli va male non potranno portare la famiglia ai Caraibi. Oh no! Presto, fermate quei pazzi di Google, e permettetemi di alimentare ricchezze indebite!

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