In Uruguay, un portatile per ogni alunno delle elementari

In tutto il mondo da qualche anno si parla di come si dovrebbe introdurre la tecnologia nella scuola, a cominciare da quelle elementari. Più che altro, a dire la verità, si blatera. In Italia, a sentire ministri e dirigenti, tra non molto vedremo una pioggia di lavagne elettroniche, connessioni veloci, computer moderni e chissà cos’altro.

E invece c’è qualcuno che non strilla e agisce. L’Uruguay, un paese relativamente povero, sarà il primo al mondo a dare ad ognuno dei suoi bambini un computer portatile, per un totale di 362.000 ragazzini felici.

Le macchine sono quelle volute da J. Negroponte, che si è inventato il progetto OLPC, One Latop per Chils.

Ci sono voluti 174 euro per bambino, un cifra piuttosto contenuta, che include costi di gestione e riparazione, formazione dei professori e connessione a Internet. Tanti soldi? No, non molto, solo il 5% di quello che la nazione investe nell’educazione.

Non il cinque per cento del pil, attenzione, ma il 5% di quello che s’investe in educazione. Immagino che anche in Italia ce lo si potrebbe permettere, no?

Come se non bastasse, il ministero ha fatto in modo di dare a ben 300mila di questi computer una connessione a Internet, che sarà attiva entro fine anno.

Tutto rientra nel “piano Ceibal”, pensato per migliorare l’educazione. Sì, bello, ma che ci fa un ragazzino di terza elementare con un computer portatile, che per di più usa Linux? Ecco alcune proposte illuminate

  • Addio libri, ma per davvero. Se l’insegnante è preparato, può creare i documenti che gli servono, fonderli con le numerose risorse online, e mettere i suoi alunni nelle condizioni di lavorare solo con il portatile, e trasportare solo quello.
  • Nuove tecniche didattiche. Esercitazioni interattive (basta un po’ di html, mica fantascienza), e nuovi stimoli alla collaborazione
  • A proposito di collaborazione, sarebbe fantastico se sin da piccoli ci insegnassero come lavorare insieme su qualcosa. In Italia è una cosa praticamente blasfema, ma magari un computer e un collegamento Internet potrebbero aiutare.
  • Imparare, ma davvero, a usare le risorse moderne.

A questo punto ci starebbe una filippica sulle condizioni miserevoli del nostro sistema educativo, ma non è il blog adatto. Peccato.

El Pais (Spagna)

BBC (Gran Bretagna)

Sicilinux (Italia)

Spero che tra qualche ora ci sarà almeno una fonte italiana importante, da inserire nella lista qua sopra. Sperem….

3 Responses to “In Uruguay, un portatile per ogni alunno delle elementari”

  1. In Uruguay, un portatile per ogni alunno delle elementari…

  2. [...] This post was mentioned on Twitter by Tom's Hardware ITA, valerio porcu. valerio porcu said: BLOG: In Uruguay, un portatile per ogni alunno delle elementari http://bit.ly/4lAYqK [...]

  3. [...] In Uruguay, un portatile per ogni alunno delle elementari In tutto il mondo da qualche anno si parla di come si dovrebbe introdurre la tecnologia nella scuola, a cominciare da quelle elementari. Più che altro, a dire la verità, si blatera. In Italia, a sentire ministri e dirigenti, tra non molto vedremo una pioggia di lavagne elettroniche, connessioni veloci, computer moderni e chissà cos’altro. E blog: Scusate se non mi alzo | leggi l'articolo [...]

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