Microsoft, si sa, tiene molto a Windows 7, e vuole che tutto sia perfetto. Non è solo il momento del lancio, ma anche i mesi successivi. Tra gli aspetti da curare, ci sono le prestazioni, capitolo nel quale rientra il tempo necessario all’avvio del computer.

L’azienda già tempo fa ha chiesto ai costruttori di limitare il crapware, conosciuto anche come bloatware. Si tratta di tutti quei programmi indesiderati che ti trovi installati sul computer, quando lo compri, che di solito non ti servono, ma rendono il tuo computer più lento.
Da parte di MS è una gran cosa, perché il crapware sta diventando davvero una cosa imbarazzante. In certi computer ormai si trovano anche dei videogiochi, in avvio automatico. E visto che non tutti sanno come levarsi dalle scatole, il problema è rilevante, e in molti finirebbero per dire “Windows 7 fa schifo come gli altri”, formulando un’accusa ingiusta ma statuaria.
Microsoft è andata un passo oltre, con i computer che vende direttamente, sia in negozi fisici che nel suo spazio online. Questi computer, infatti, saranno del tutto privi di crapware di ogni tipo, e sarà la stessa Microsoft a garantirlo, aggiungendo ai computer il marchio “Microsoft signature”.
Niente programmini inutili, né trialware. I computer saranno “pronti all’uso”, e chi vuole programmi aggiuntivi dovrà cercarseli. Microsoft rimuove tutti i programmi potenzialmente indesiderati.
Il computer, tuttavia, non è del tutto nudo. Ci saranno, infatti, programmi già presenti, oltre al sistema operativo, ma almeno si tratta di applicazioni complete e funzionanti, che non scadono dopo un mese. Si tratta di Microsoft Security Essentials (antivirus), Bing 3D Maps, Zune 4.0, Playready PC Runtime, Adobe Flash Player per IE, Adobe Acrobat Reader, Windows live Sync e Windows Live Essentials (che a sua volte include diverse applicazioni).
E qui casca l’asino, cioè quello, o quella, che, in Microsoft, ha distrutto un’idea fantastica. Perché accecare l’utente con il miraggio di un computer “pulito”, per poi riempirlo di tante altre applicazioni, potenzialmente senza valore. Perché non dare al compratore la possibilità di scegliere?
D’altra parte questi computer non si troveranno ad ogni angolo di strada. Se i consumatori li cercheranno, significherà che Microsoft ha visto giusto, e che io ho torto. Se potessi, scommetterei tutto il piatto su me stesso.










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