Può capitare di prendersi un virus, o un altro tipo di programma malefico sul PC. È un po’ come il raffreddore, sono cose che succedono.

Se però il virus ti distrugge la vita, non è più tanto normale. È successo a Michael Fiola nel 2008: il suo portatile si è infettato, e ha cominciato a visitare siti pedopornografici, circa 40 al minuto. Le conseguenza, per Michael e la sua famiglia, sono state drammatiche: 250.000 dollari di spese, un altro mutuo aperto, l’auto venduta, il lavoro perso, l’odio dei vicini e dei parenti, le minacce di morte.
Una lista piuttosto spaventosa, no? Ci è voluto quasi un anno, ma Fiola è stato recentemente assolto, cosa che potrebbe anche sorprendere, visto che molti pedofili usano la “scusa del virus”, ma in questo caso, a quanto pare, non si trattava di una scusa.
Peccato che ormai la frittata sia fatta.
Dietro al virus, a quanto racconta AP, c’è probabilmente un pedofilo vera, che usa questo strumento per scaricare, o vedere, le immagini evitando di lasciare tracce, e mettendo qualcun altro nei guai.
Qui le questioni di cui trattare sono due. La prima è l’eccessiva passione degli indagatori, che prima lanciano accuse infamanti, ancora più gravi se arrivano dalle autorità, per poi scoprire solo quando è troppo tardi che avevano torto.

La seconda questione riguarda la sicurezza informatica. È una cosa importante, che ci riguarda tutti: antivirus, firewall, protezioni del sistema operativo. Tutto serve, ma nulla è sufficiente, se non ci mettete un po’ di testa. Se proprio dovete visitare siti pericolosi, magari alla ricerca di programmi pirata, almeno non fatelo con un sistema Windows.
NOTA: Non sto dicendo che Windows è meno sicuro di altri sistemi, ma con Linux o Mac ci sono meno minacce, quindi meno rischi.
A questo punto gli intrepidi dovrebbero imparare cos’è la sicurezza, cos’è un sistema operativo, e tutte le altre cosette. Troppo difficile? Troppo faticoso? Preferite fare come sempre? Se poi arrivano i guai non dite che nessuno vi aveva avvisato.
È un po’ come la sicurezza stradale. A scuola c’insegnano a guardare da entrambe le parti prima di attraversare, a fermarci allo stop, a rispettare il rosso e il diritto di precedenza, e a mettere le cinture. Alcuni rispettano tutte le norme, certi solo alcune, e qualcuno se ne frega di tutto. Tra questi ultimi, c’è sempre qualcuno che la paga e, purtroppo, la fa pagare a volte anche ad altri, in incidenti mortali.
Se non si è attenti alla sicurezza digitale non muore nessuno (forse), ma i danni, come dimostra questa storia, possono essere molto seri. Come insegniamo ai nostri bambini che si attraversa sulle strisce, dovremmo insegnare loro che un computer va usato con una certa attenzione.
Immagini di questo post di 23gxg ed Eldorado O.









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