La televisione è ancora il “pezzo da ’90″nella comunicazione, informazione e raccolta pubblicitaria. E infatti c’è una guerra in corso, che vede coinvolte Sky, Rai, Mediaset, Pubblitalia, Fininvest, e Telecom, tanto per citare i nomi più grossi.

Se ne parla da quando la Rai rifiutò l’offerta di Sky, per lanciarsi in una nuova avventura, insieme a Mediaset, che risponde al nome di Tivusat. Da allora i canali speciali della Rai non sono più visibili agli abbonati Sky. E molti programmi sono oscurati: chi usa solo la connessione satellitare, per scelta o per necessità, non può vedere programmi che dovrebbero essere per tutti. Si tratta in gran parte di sport, ma ci rientrano anche programmi informativi e d’intrattenimento generale.
Questa strategia dovrebbe spingere gli utenti a mollare Sky in favore del digitale terrestre, o del concorrente Tivusat. O almeno è così nella fantasia dei responsabili di Rai e Mediaset. Credo però che chi sceglie Sky sia pronto a fare a meno dei TG Rai, delle partite di campionato, e della Formula 1. Magari apprezza questi programmi, ma se messo spalle al muro probabilmente preferisce tenersi Sky.

D’altra parte è tutta teoria. A un certo punto, però, sul decoder hanno cominciato ad arrivare messaggi inequivocabili, accompagnati da luce gialla e testo a video: “se Rai oscura, Sky manda in chiaro“, quindi non ti perderai la partita di Champions né la bandiera a scacchi in Formula 1.
La controffensiva di Sky per guadagnarsi e tenersi la fedeltà del telespettatore è come un bombardamento a tappeto, che lascia poco spazio di manovra ai suoi concorrenti. Se posso vedere su Sky i programmi che Rai oscura, perche preoccuparmi di possibili alternative?

Con il passaggio al digitale terrestre, a lungo procrastinato, ci sarà da giocarsi tanto pubblico, che, come in un risveglio karmico, si guarderà intorno e scoprirà che qualche scelta c’è, anche se limitata e costosa. Si dice che la Tv e il calcio, per gli italiani, siano come una droga. Allora, tra gli spacciatori disponibili Sky non è certo il più economico, ma è quello con la “roba” migliore, e con le carte per buttare fuori gli altri dal territorio.
Un vero pusher, un duro con i tatuaggi, il coltello e il sorriso, però non si accontenta del suo territorio. Lui, che ispira Kitano come De Cataldo, va a cercare i concorrenti nel loro territorio, e fa di tutto per lasciarli nella polvere, a nutrirsi di briciole. Di solito comincia con movimenti piccoli, ma allo stesso tempo palesi e spettacolari. Un po’ come il canale Cielo, che porta un “primo assaggio gratis” di Sky sul digitale terrestre. Come risponderanno Mediaset e Rai, ora che le vie legali hanno fallito?
Adesso ditemi se questa non sembra una battaglia di quartiere tra teppisti, se non fosse per i miliardi che ci girano.












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