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Com’è Avatar 3D nella migliore sala d’Italia? Spettacolare. Stupido, ma spettacolare.

14 febbraio 2010
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Sabato ho visto Avatar in 3D, nella sala Energia del cinema Arcadia di Melzo, che si ritiene la migliore in Italia, e tra le prime in Europa. È un po’ come la “prima classe” tra le cinque disponibili.

L’hanno visto anche i miei colleghi Andrea e Manolo, in sale non altrettanto blasonate, e le loro opinioni sono un buon punto di partenza. Avatar, inutile negarlo, ha tutto il suo interesse nella tecnologia 3D. Sia per Andrea che per Manolo non ne vale la pena: il film ha colori vividi e brillanti, che gli occhiali tendono a spegnere. È vero, durante la visione mi sono tolto gli occhiali, scoprendo in Pandora un modo vibrante di sfumature e luci. Bello anche con gli occhialini addosso, ma forse l’immagini si gode meglio in 2D.

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L’effetto 3D è molto visibile nelle prime immagini, ma poi l’occhio si abitua, e non è più così impressionante. E questo è un bene: facendo un po’ più di attenzione a questo aspetto, infatti, si nota che il 3D è pervasivo e onnipresente, che ogni immagine ha una profondità di campo (se si può chiamare così) eccellente, una percezione del mondo raffigurato mai vista prima. Splendido, almeno da un punto di vista tecnologico.

Posso affermare con certezza di aver visto un film migliore dei miei colleghi: lo schermo più grande dell’Arcadia, infatti, ti fa immergere di più nelle immagini, ti dà più l’impressione di “starci dentro”, ma non abbastanza. Il fatto è che lo schermo del cinema ha dei limiti, una cornice che ti ricorda di continuo qual è la “vera” realtà in cui ti trovi. Bello vedere che parte dell’immagine sembra sfiorare, o sovrapporsi, con le teste degli spettatori davanti a te. Ma quegli spettatori ci sono, come a dirti “hey, non andare troppo in là con la fantasia”. Ecco, lo sforzo d’immaginazione, la sospensione dell’incredulità, necessaria per godersi un’opera di fantascienza, sono frustrati dai limiti dello schermo, anche di uno enorme come quello della sala Energia. L’occhio è ingannato, ma non a sufficienza.

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Ho insistito per vedere questo film in quella sala, e sono contento di averlo fatto. Ho vissuto un’esperienza ricca, con immagini ricche di dettagli e ad altissima definizione, senza mai sentire sensi di nausea. Solo gli occhiali, troppo grossi e pesanti, alla fine sono stancanti. Ma con un film più corto si potrebbe resistere.

Alla fine esci dal cinema “come al solito”, c’è poco da girarci intorno, e quello che ti ha colpito sono tutti gli altri aspetti del film, e in questo caso una sequela di negatività lunghissima. E per di più hai il sospetto che in 2D forse avresti visto un film migliore, ma non è il mio caso.

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La tecnologia 3D è ancora acerba, e soprattutto non ci sono sale specializzate. Una sala costruita con in mente quel tipo di visione avrà uno schermo che occupa tutto, o quasi, il campo visivo dello spettatore. Gli occhiali, se saranno ancora necessari, saranno più leggeri, e non faranno perdere luminosità e colori. C’è ancora tanto spazio per migliorare.

Il 3D può far risorgere il cinema, perché può darci una ragione per pagare il biglietto: tra DVD economici, canali satellitari, impianti home cinema relativamente economici e (non prendiamoci per il culo) film pirata, è difficile oggi farsi convincere a pagare il biglietto. A meno che in sala non ci sia qualcosa impossibile da riprodurre in casa.

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Impossibilità data anche dal fatto che, a quanto parte, Avatar occupa 1 petabyte di dati. Se voleste scaricarlo, ci vorrebbero settimane. Potreste comprarlo solo su una serie di hard disk, che poi non sapreste dove mettere, o guardalo in streaming, se avete una connessione da almeno 50 Mb al secondo reali. Meglio andare al cinema, sapendo che il né il DVD né il BluRay saranno la stessa cosa.

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Quanto al film in sé, non c’è molto di buono da dire: il soggetto e la sceneggiatura sono ingenui, scontati, ripetitivi e noiosi all’inverosimile. Avatar mette insieme Pocahontas, Un uomo chiamato cavallo, Balla coi lupi, tutti i film sul Vietnam, quasi ogni western esistenze, e naturalmente i precedenti film di Cameron, fatto salvo forse Titanic (forse). Per esempio:

1)      Un uomo chiamato cavallo. La formazione dell’ex-marine Jake Scully, a parte che non l’hanno appeso per i capezzoli (grazie GC per averlo notato).

2)      Aliens: la compagnia mineraria è probabilmente la stessa. Ripley ha cambiato nome perché si è rotta le ovaie di essere spedita in mezzo ai mostri.

3)      Indiani contro cowboy. Stavolta il regista sta dalla parte degli indiani. Come in Soldato Blu, ma con meno tensione drammatica.

4)      Si potrebbe andare avanti a lungo, ma vorrei chiedere ad un amico di farlo per me.

Cameron d’altra parte non è mai stato famoso per aver fatto film convincenti dal punto di vista narrativo, ma piuttosto per titoli dall’impatto visivo senza precedenti. Nella categorie rientrano i primi due Terminator, Aliens e The Abyss. Se non conoscete questo regista, potete anche ignorare gli altri titoli, e forse anche Terminator II e The Abyss.

Per quanto riguarda Pandora, il mondo dove si svolge il film, non c’è molto di nuovo, e un sacco di stupidaggini. Le scene di combattimento ripropongono i marine di Aliens, esoscheletri compresi (con un po’ di Matrix Revolutions), le navi da guerra di Half Life 2, gli stereotipi “cowboy contro indiani” e quelli del Vietnam (alcune scene sono una copia di Platoon), e lascia decisamente perplessi.

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Carina la foresta dove, come ha notato uno degli amici che mi hanno accompagnato, puoi fare Billy Jean praticamente ovunque (grazie MP). Un po’ meno divertente l’idea di indigeni che “possono scaricare e caricare dai continuamente”. Tanto valeva che invece di trecce gli avessero dato un porta USB, o al limite una FireWire.

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Alcune domande senza risposta:

1)      C’è un animaletto che vola come un elicottero. Girano le ali e gira il corpo. Perché non si è estinto?

2)      Secondo quale principio mettere sei zampe a un cavallo o a un cane li rende dei mostri alieni?

3)      L’eroe riesce a domare un uccello predatore gigante, e tutto quello che Cameron ci offre sono 6 secondi di buio. Qualcuno aveva dimenticato di accendere la cinepresa?

4)      Esiste un fisico, da qualche parte, capace di inventarsi almeno una spiegazione plausibile per delle montagne volanti?

5)      Se Pandora è davvero un organismo vivente, e tutte le creature sono collegate, come che l’azienda arriva a comincia a scavare come se niente fosse?

6)      Il finale è molto aperto e molto stupido. Perché non ci dicono subito se ci faranno un secondo film o una serie per la TV?

7)      Perché sono così determinato a seguire un’eventuale serie TV?

8)       Alla fine Jake fa la sua scelta per la ragazza o per le gambe? (domanda che infiamma il dibattito uomini-contro-donne).

9)      Prima dello scontro, Jake fa un discorso epico per scaldare i cuori dei Na’Vi. L’unico modello da cui prendere era proprio Braveheart?

10)  Il genere umano si è evoluto, e sappiamo viaggiare nel cosmo. Com’è che usiamo ancora armi da fuoco da XX secolo?

11)  Ma davvero i Na’Vi e Jake pensano che i terrestri non torneranno più armati e più incazzati?

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Eppure le immagini spettacolari e il 3D convincente portano ad una sola conclusione: andate a vederlo al cinema, e scegliete la migliore sala disponibile. Se è necessario, aspettate.

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  • Flegias

    della serie pippe mentali fino all’inverosimile su tutto quello che viene proposto nel film? ma la domanda è il film ti è piaciuto? ti ha intrattenuto per 3 ore facendotele volare? Sei stato per qualche volta a bocca aperta davanti alle scene del film? e fammi indovinare, dirai no a tutte queste domande :)

  • Valerio Porcu

    Sì mi è piaciuto, infatti a fine posto consiglio di andarlo a vedere (sei arrivato a fine post?).

    Mi ha intrattenuto per buona parte del tempo, ma non per tutte e tre le ore.

    No, nessuna scena mi ha fatto gridare al miracolo.

    Non è che qualsiasi riflessione appena appena intellettuale debba essere etichettata come “pippa mentale”. Anche le cose belle vanno criticate. Anzi, soprattutto quelle. In generale, poi, un film che conta solo sull’impatto visivo, come questo, merita i soldi del biglietto, ma anche le polemiche.

  • tomoloff

    Credo di essere d’accordo praticamente su tutto.
    Inoltre aggiungerei un’ulteriore riflessione: nessuno ha notato che i film 3D fino ad ora proposti sono dei regolari film pensati e realizzati per essere film “2D” a cui poi hanno aggiunto il 3D per puro scopo commerciale?
    Per come la vedo io grazie alla profondità di campo, agli oggetti che ti vengono incontro ecc potrebbero essere trovate nuove e più convincenti tecniche visive, probabilmente qualcosa che somigli di più a un gioco in soggettiva.
    Personalmente la realizzazione 3D più convincente che ho visto fino ad ora è stata Coraline 3D e non aggiungo altro…
    eheheh

  • anemix

    …io avrei tagliato i 30 minuti finali…sono d’accordo con tutto, peró é stato bello vederlo, al meno per criticarlo, no?

  • http://www.m3rl1n0.com m3rl1n0

    Credo che il commento punti solo al lato estetico, ma senza nemmeno approfondirlo. Il tasso tecnologico e come lo si è utilizzato è indiscutibile: superlativo. Gli avatar dopo qualche minuto diventano credibili, reali, più veri degli uomini, che diventano gli alieni, la stonatura di un mondo perfettamente realizzato. E proprio il mondo, la Natura, la Memoria sono al centro del film, il vero protagonista, avendo elementi che interagiscono, che si offrono agli abitanti, e che si interfacciano con i nativi. Proprio la treccia, utilizzata per comunicare con gli animali e con alcuni tipi di alberi, sono la simbologia visibile, la metafora diretta di un “contatto” che gli umani hanno perduto con la propria, di natura. Quel dialogo che è venuto a mancare e che la terra sta pagando (in Avatar in un prossimo futuro) e che pur essendo privi di verde sul proprio pianeta, gli umani senza imparare dai propri errori, affamati di soldi, utilizzando la propria forza ed il proprio coraggio in modo stupido “come una pietra” tornano a distruggere un altro pianeta, alla ricerca di risorse per i bilaci trimestrali, stupidi, ottusi, incapaci di comprendere la ricchezza di un mondo vivo e in perfetto equilibrio.
    Anche il concetto di Anima è rivisitato. in Pandora tutto è energia, e quella che alimenta un corpo è considerata tale (Pandora da, Pandora riprende). Nel finale, per nulla scontato, l’energia di lui è trasferita in modo definitivo dal corpo umano, privato delle sue funzioni (l’uso delle gambe), nel corpo dell’Avatar, mediante il trasferimento d’energia grazie all’albero della vita.

    Tanti sono poi gli spunti ulteriori. Si pensi a come sembrino ridicoli gli Avatar vestiti con abiti umani, a come risultino splendidi ed eleganti nella loro nudità che mai provoca vergogna. A come i loro sentimenti siano sempre vivi, animaleschi, tribali ma mai gratuitamente violenti. A come lei, bellissima, sia l’antitesi della bellezza moderna eppure incredibilmente vera, sensuale, complice.

    Altri mille gli spunti di questo capolavoro, ma l’articolo, con il quale non concordo in nessun punto, non è il mio e questo è solo un commento.
    Ultima annotazione sul capolavoro: gli occhiali non tolgono luminosità perché il colore e la luce della pellicola sono tarati per sopperire alle lenti degli occhiali. Quindi quanto hai visto, è esattamente ciò che avresti dovuto.
    La fotografia è un capolavoro. La regia anche, usando sapientementeil 3d. Dopo aver visto Avatar, ti rendi conto che i film visti sino ad oggi in 3D, potevano essere visti anche tradizionalmente, considerando l’uso che ne è stato fatto.

    P.s.: gli animali che non sono estinti perché giravano su se stessi, sono inutili per il mondo che conosci tu (forse) ma non in un mondo di fantasia. Il loro essere buffi, nella narrazione, serviva a strappare un sorriso al pubblico.

    Questo commento, perché sono stato invitato a farlo dall’autore dell’articolo :)

  • Flegias

    Premetto che sono d’accordo quando dici che la sceneggiatura non sia questa perla di narrazione cinematografica che forse tutti ci aspettavamo, ma…

    Ma guarda, non mi risulta che quando sia uscito l’ultimo samurai o lo stesso pocahontas nessuno abbia detto che erano ripetizioni di balla coi lupi. Vedo solo che da quando è uscito avatar tutti si accaniscono a cercare qualcosa che non va… e non l’hanno fatto quando ha girato terminator 2 che per grandi linee è la ripetizione del primo se vogliamo, (l’hai scritto tu stesso), ma grazie all’innovazione di effetti speciali e a una sapiente regia è il capolavoro che noi tutti conosciamo.

    Poi pensa in fondo che quando vai a vedere un film ispirato a un libro o che lo ricalca in tutto e per tutto sai già come sarà la storia, ma questo non ti elimina necessariamente il divertimento di vedere il film. Pensa a fight club, 300, watchmen e chi più ne ha più ne metta.

    Il fatto di dover poi trovare qualcosa che non faccia reggere in un mondo di fantasia penso sia semplicemente ridicolo. Quando uno spettatore va al cinema c’è quello che si chiama patto narrativo, per cui lo spettatore accetta la realtà che viene raccontata come vera e plausibile in quanto parte dello spettacolo. Altrimenti lamentiamoci di tutti i film fantascientifici con navicelle che viaggiando e sparando nello spazio fanno rumore.
    Se proprio vuoi risposte su tutti i tuoi dubbi giocati avatar il gioco che ha la pandorapedia e ti spiega anche perché le montagne fluttuano, certo spiegarlo all’interno di un film sarebbe stato alquanto complesso e inutile a mio avviso. Ma in effetti come era possibile che le macchine di star wars galleggiassero nessuno se l’è mai posto come quesito :)
    Hanno anche aperto un portale per pandora, che man mano verrà arricchito di contenuti http://www.pandorapedia.com se proprio vuoi risposte a cose che ti sembrano tanto assurde.

    Io penso sia veramente assurdo il fatto che da quando il film è uscito siano stati poche le persone che con sincerità hanno detto quello che pensavano, ma tutti ad arrovellarsi per dire che poi in fondo in fondo non è questo capolavoro il film.

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  • tomoloff

    “Anche il concetto di Anima è rivisitato. in Pandora tutto è energia, e quella che alimenta un corpo è considerata tale (Pandora da, Pandora riprende). Nel finale, per nulla scontato, l’energia di lui è trasferita in modo definitivo dal corpo umano, privato delle sue funzioni (l’uso delle gambe), nel corpo dell’Avatar, mediante il trasferimento d’energia grazie all’albero della vita.”

    Beh oddio non mi sembra questo granché di rivoluzione concettuale, – che la Forza sia con te… – Che poi non sono altro che rivisitazioni di mitologia, esoterismo ecc. Mantiene il suo fascino anche in quest’incarnazione ma non propone niente di particolarmente originale.

    “Tanti sono poi gli spunti ulteriori. Si pensi a come sembrino ridicoli gli Avatar vestiti con abiti umani, a come risultino splendidi ed eleganti nella loro nudità che mai provoca vergogna. A come i loro sentimenti siano sempre vivi, animaleschi, tribali ma mai gratuitamente violenti. A come lei, bellissima, sia l’antitesi della bellezza moderna eppure incredibilmente vera, sensuale, complice.”

    Non sono molto d’accordo: gli Avatar mi sembrano molto, molto antropomorfizzati e le loro abitudini legate a concetti piuttosto umani, certo di quella che ormai è una sparuta minoranza in quella che era la propria terra…
    Basti notare come i volti degli Avatar ricalchino fedelmente i lineamenti delle controparti umane e non vedo proprio come la protagonista non ricalchi i canoni della bellezza moderna!

    “Poi pensa in fondo che quando vai a vedere un film ispirato a un libro o che lo ricalca in tutto e per tutto sai già come sarà la storia, ma questo non ti elimina necessariamente il divertimento di vedere il film. Pensa a fight club, 300, watchmen e chi più ne ha più ne metta.”

    Credo che il punto sia un altro, come ho letto nella critica di non mi ricordo chi: – C’è mai stato un momento in cui avete dubitato di quello che sarebbe accaduto poi? -
    Ecco rispondere onestamente a questa domanda dovrebbe darvi la summa della povertà narrativa del film.

    E’ come trovarsi di fronte a che so, Cristina Dal Basso. Non posso dire che sia brutta ma di certo non è l’ideale di donna…
    eheheh vabbè va tutto sommato Avatar è meglio di Cristina Dal Basso.