Prima Google ed Apple erano praticamente culo e camicia. Poi qualcuno ha detto che c’era un conflitto d’interessi. Siccome il conflitto c’era davvero, Eric Schmidt ha lasciato Apple. Poi hanno cominciato a non andare più tanto d’accordo, e adesso è guerra aperta.
Altrimenti non si spiega perché Google prima si compra un’applicazione per iPhone, e dopo qualche ora la cancella dall’AppStore e mette fine alla sua storia.
ReMail, a quanto leggo in giro, era un’applicazione fantastica per la posta elettronica, migliore di quella predefinita dell’iPhone, soprattutto per una cosa: la ricerca.
Google ha comprato l’azienda, preso lo staff al suo interno, e chiuso la storia. Perché? Perché se qualcuno vuole un servizio di posta migliore di quello predefinito su iPhone, vogliono che ci sia una grossa G sopra. Ad Apple forse non frega niente, o forse sì, visto che lo scontro si gioca sulla pubblicità online.

Gabor Cselle, creatore di ReMail, tornerà a fare quello che faceva prima, il responsabile del prodotto Gmail.
L’altra spiegazione di tutto questo è più semplice. La ricerca di Gmail fa semplicemente schifo. È migliore rispetto a tanti altri, e seconda solo ad Eudora in ambiente Windows, ma fa schifo. Google si è presa un uomo in grado di migliorare la situazione. La rimozione dell’applicazione è solo un dettaglio.
Terza ipotesi: due piccioni con una fava. Prendo l’uomo che può migliorare Gmail, e già che ci sono tolgo ad Apple una buona applicazione. Diabolico.











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