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Un ballot screen anche per Office 2010

19 febbraio 2010
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Può darsi che Microsoft abbia imparato un’importante lezione dall’esperienza del ballot screen per i browser, imposto dall’Unione Europea. A quanto pare, infatti, anche Office 2010 ne avrà uno, che servirà a scegliere il formato di file predefinito, e a mettersi al riparto da nuove denunce antitrust.

Perché un ballot screen? Perché ogni utente deve essere consapevole delle scelte, e perché un’azienda con il potere di MS ha il dovere etico di rendere questa consapevolezza facilmente raggiungibile. Non è difficile da capire, anche se a leggere i commenti su Tom’s Hardware si capisce che in tanti credono che un’azienda abbia il diritto di fare ciò che vuole con i propri prodotti. Non lo è: in questi casi, e in tutti gli altri, l’unico diritto che conta è quello dell’utente.

Perché il browser? Si potrebbe pensare che per un utente medio un browser sia come un altro. Per l’utente finale, in effetti, è vero che cambia poco. Se uno usa la rete per controllare le estrazioni del lotto, la posta elettronica, comprare un biglietto aereo e poco altro. Internet Explorer è come Firefox. Però ogni browser ha un motore di ricerca predefinito e, come dicevo in un altro post, la ricerca è il business più importante dell’economia moderna. Un browser, domani più di oggi, è uno strumento commerciale. E poi per l’utente le differenze ci sono, nelle funzioni e nella compatibilità, anche se magari si tratta di inezie.

Perché Office? Perché l’UE Europea avrebbe mosso l’autorità antitrust anche contro Office. E sarebbe stato, probabilmente, ancora più cruento, visto che si parla dello scontro tra un formato creato dalla stessa Microsoft e uno Open Source, che si sta diffondendo presso tante istituzioni europee.

Sì, ok, ma perché Microsoft gioca d’anticipo. Una delle ragioni è evitare problemi con l’UE. Ma dietro a questo c’è la cura dell’immagine aziendale. Microsoft sta lavorando molto intensamente, negli ultimi anni, per “ripulirsi” dall’immagine di grande mostro che molti si sono fatti di questa azienda. Non è il caso di scavare nelle ragioni di questa cattiva reputazione, basti dire che è come tutte le altre reputazioni: c’è qualcosa di vero, e c’è qualcosa di falso. Il fatto è che Microsoft ha capito che l’immagine dell’azienda è importante, forse anche più della qualità di un prodotto. Basta guardare a Google ed Apple.

Nello stesso articolo che racconta del ballot screen per Office 2010, sono riportate le opinioni di chi, inevitabilmente, crede che non sia sufficiente. Probabilmente un’esagerazione, ma dopotutto il ballot screen di Windows per i browser è arrivato alla versione attuale dopo molte revisioni, nate proprio per soddisfare le lamentale di molti. Visto che è un buon risultato, che garantisce all’utente un (piccola) possibilità di scelta, forse significa che il dialogo è una buona strada da seguire, per ottenere software migliori per chi li usa, e non solo per chi li fa.

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