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Steampunk 8: Cinema, e una serie animata mica male

15 aprile 2010
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Anche in questo caso, forse il più emblematico, una ricerca più accurata di questa potrebbe riempire un libro intero. Da una parte, infatti, è difficile, se non impossibile, trovare opere che siano steampunk in tutto e per tutto, dall’altro lo è anche il fatto che questo genere, questa corrente, ha contaminato centinaia, forse migliaia di opere. Ogni genere di artista e lavoratore si è lasciato prendere dal fascino delle macchine a vapore e dei corsetti: si va dai registi agli illustratori, dagli scrittori ai musicisti, fino agli sviluppatori di videogiochi. Alla fine di ogni paragrafo do una valutazione sintetica di quanto steampunk c’è nell’intera opera. Non prendete quei numeri sul serio, non c’è nessuna analisi dietro, ma solo una misurazione “a naso”. Prendetelo come un voto personale.

  • Le leggenda degli uomini straordinari. È un film del 2003, tratto da un famoso fumetto di Alan Moore. Sia il fumetto che il film hanno elementi che più steampunk non si può. Il periodo storico è quello giusto, così come l’abbigliamento dei personaggi. I costumi del film sono eccessivi, ai limiti del kitch, ma adatti a rievocare con forza una forma fantasiosa e fantastica del periodo. Il pezzo forte, tuttavia, è senz’altro il Nautilus del capitano Nemo, che nel film è un insieme di acciaio, ottone e cavalli vapore. D’altra parte il fumetto, e quindi il film, pesca a piene mani dalla letteratura dell’epoca vittoriana. Non è certo un plagio, ci mancherebbe, ma un’operazione creativa del tutto legittima. Sulla carta funziona, e infatti il fumetto è molto famoso. Il film, invece, tra qualche anno ce lo ricorderemo in pochi. Quasi uno stereotipo, e forse per questo il film non è davvero un granché, seppure sia godibile, se proprio non avete di meglio da fare.  Totale di La leggenda degli uomini straordinari: 15% steampunk.

  • Ember, il mistero della città di luce. Questo è certamente il film più steampunk che ho mai visto. Ambientazione storica (seppure forzata), abbigliamento, macchinari, estetica degli oggetti. È tutto perfetto e coerente. C’è anche il mostro, una talpa gigante mangia uomini. Peccato che ci sia un difetto imperdonabile: la città sotterranea di Ember dipende dall’energia elettrica, prodotta da un immenso generatore idroelettrico. Ebbene sì, in quest’opera steampunk manca il vapore. A dire il vero in qualche scena c’è, ma non molto. Il film è diretto agli adolescenti, ma anche un adulto può goderselo senza annoiarsi. Non è un capolavoro, ma non è nemmeno privo di valore, e forse per questo vi hanno preso parte due dei più grandi attori viventi, cioè Tim Robbins e Bill Murray. Totale di Ember: il mistero della città di luce: 70% steampunk.

  • La città incantata. In questo capolavoro di Hayao Miyazaki una ragazzina, Chihiro, si trova persa in una città fatata, e cerca di fuggirne, ingannando una terribile strega. Non è certo un film steampunk, ma qualche traccia c’è, nella caldaia che alimenta i bagni della città, e che genera vapore dalla combustione del carbone. Il manovratore, poi, sembra un operaio inglese della fine del secolo XIX, se non fosse per la lunghezza e il numero degli arti.

  • Il castello errante di Howl. Con questo film Miyazaki traforma in un’opera completa ciò che nel La città incantata era poco più che un accenno. La storia si volge in un’epoca vittoriana fantasiosa e colorata, dove la magia è di casa e nessuno si stupisce di vedere un (fatiscente) castello camminare su improbabili zampe di metallo, mentre sbuffa e soffia fumi scuri, frutto di una combustione che avviene nel caminetto di casa. In questo film gli elementi steampunk sono innumerevoli, ma di certo il castello del titolo li può raccogliere tutti al suo interno. Totale di Il castello errante di Howl: 60% steampunk.

  • Steamboy. Un altro film di animazione giapponese, l’ultimo, se la vede alla pari con Ember, il mistero della città di luce. Rispetto al film statunitense ha un vantaggio, che è l’essere esplicitamente un’opera steampunk, forse l’unica mai arrivata in una sala cinematografica. Anche questo è un film per ragazzi, ma è tutto vapore, metallo e invenzioni fantastiche. Nella sua semplicità, un film bellissimo e imperdibile. Totale di Steamboy: 100% steampunk.

  • Ritorno al futuro III è forse un outsider in questa piccolo raccolta. Le opere di Doc nel vecchio west rendono danno a questo film tutto il diritto di entrarci, però. Anche in questo caso abbiamo vapore e macchine fantastiche. Parlare di anacronismi, per questa serie di film, è fin troppo facile. Totale di Ritorno al futuro III: 40% steampunk.
  • Wild wild west non è un film che consiglierei, ma il ragno gigante e alcuni passaggi mi hanno spinto a inserirlo nel post. Se proprio volete vederlo, poi non lamentatevi con me.

  • La macchina del tempo è un romanzo del 1895 scritto da Herbert George Wells, che è considerato uno dei padri fondatori del genere steampunk. Tanto per chiarirci, lui non ne aveva la minima intenzione, ed era convinto di scrivere storie fantastiche, tutt’al più fantascientifiche. Gli elementi steampunk sono la macchina, molto ben resa nel film omonimo del 1960. La pellicola è stata rifatta nel 2002, ma nonostante gli sforzi di Jeremy Irons non regge il paragone con la versione originale. Se siete tra quelli che non sopportano  vecchi film, tuttavia, la versione moderna sarà sopportabile. Totale di La macchina del tempo: 35% steampunk.

  • Conan, il ragazzo del futuro è una serie animata, ancora di Miyazaky, nata nel 1978. In Italia andò in onda la prima volta agli inizi degli anni ’80, e per qualche ragione diventò ben presto un oggetto di culto, e penetrò profondamente la cultura dell’epoca. Gli elementi anacronistici sono molto forti: Conan è un ragazzino che sa poco e vive nella natura, ma suo nonno progettava macchine terribili e mostruose. Il ragazzo, manco a farlo apposta, si trova a dover salvare il nonno e l’amica Lana. Cosa c’è di steampunk in Conan? Non molto, ma l’ambientazione è la qualità grafica sono meritevoli, soprattutto considerando il contesto storico (negli anni ’80 i computer non erano i migliori amici dei grafici).  Poi c’è il team postapocalittico, infatti nella serie il mondo ha subito una guerra talmente devastante che l’asse terrestre si è spostato, e gran parte delle terre emerse è sprofondata. Sono 26 episodi in tutto, che vale la pena di vedere almeno una volta. Totale di Conan, il ragazzo del futuro: 20% steampunk.
  • Luc Besson, infine, ha appena girato un film che in molti definiscono cyberpunk. Dal trailer però non si direbbe. Vedremo come se la caverà Adele Blanc-Sec. Se qualcuno l’ha già visto e vuole raccontarmi com’è, sono curioso.

[video]http://www.youtube.com/watch?v=DKQz_Q29oIM[/video]

Ed ecco, infine, l’ultima galleria Steampunk. Cliccate su ogni immagine per ingrandirla:

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