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Google entra nell’arena del casual gaming

27 aprile 2010
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Google ha acquistato LabPixies, una startup Israeliana che si occupa di social games. Un “social game” è una forma di casual game pensata per il web 2.0. Si farebbe prima a provarli che a spiegarli: pensate agli scacchi, al tetris o allo scarabeo integrati in Facebook, in iGoogle (l’home page personalizzata di Google), in MySpace, nell’iPhone o in Android. Aggiungeteci la possibilità di usare il gioco occasionale (casual) per interagire con altri utenti, probabilmente giocando insieme, ed ecco il “social game”.

flood-it

Flood-it, uno dei titoli più famosi di LabPixies

A quanto pare Google ha speso 25 milioni di dollari per la piccola azienda israeliana, il cui personale continuerà a lavorare a Tel Aviv. Il vero valore aggiunto di LabPixies, tuttavia, è il fatto che la sua specialità è sviluppare giochi e applicazioni multipiattaforma, che si possono usare direttamente sull’homepage personalizzata, dentro Facebook o con lo smartphone.

L’obiettivo di Google è sempre quello, vale a dire aumentare il traffico che passa dai suoi server, e quindi aver più spazi pubblicitari da vendere.

La cosa più significativa, tuttavia, è il ruolo che questi giochi hanno, ogni giorno più imponente. Farmville, nato come passatempo su Facebook, è forse il gioco con più utenti al mondo, che ci spendono anche parecchio denaro. Qualche tempo fa il colosso dei videogiochi, Electronic Arts, ha investito molto nell’acquisto di Playfish. Poi si sono fatti i conti in tasca a questi signori, ed è venuto fuori che producono utili da capogiro.

Oggi l’acquisizione da parte di Google è come una conferma definitiva: il “giochino stupido”, che sia su Facebook o sul telefono, attira molto denaro, e ne produce ancora di più. Non è certo un concorrente dei giochi tradizionali, ma la dice lunga sull’uso che facciamo della rete e delle risorse che abbiamo a disposizione.

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