Premessa
Il blocco di Flash su iPhone/iPad non ha nessuna ragione tecnica. Apple ha tutto il diritto di fermare la tecnologia perché non funziona, non è sicura o perché consuma troppo la batteria. La questione è che ha anche escluso il compilatore, impedendo di fatto agli sviluppatori di creare applicazioni multipiattaforma, a partire da una prima stesura in flash.
La vera ragione, come ha lasciato intendere lo stesso Jobs, è che Apple vuole tenere il più chiuso possibile il proprio sistema. L’esistenza di applicazioni multipiattaforma valide, infatti, è una minaccia diretta alla vendita di dispositivi, vale a dire alla voce più alta del fatturato Apple, nel settore mobile. Tutte le altre cose scritte da Jobs non sono che altre scuse ridicole.
Apple, come ogni altra azienda, ha tutto il diritto di difendere il proprio modello di business. Chi ne è infastidito, può tranquillamente rivolgersi altrove.
Il fatto
Adobe si sta preparando a abbandonare il proprio compilatore, e creare applicazioni usando objective C, uno dei linguaggi che Apple autorizza con iPhone Os4. Adobe sta lavorando con Condé Nast, l’editore di Wired. La famosa rivista, infatti, è una delle “vittime collaterali” della scelta di Apple. L’attuale applicazione per iPad ha i giorno contati, perché scritta in flash e ricompilata. La nuova versione in Objective C, invece, dovrebbe funzionare senza problemi anche con la versione 4 del sistema operativo.
Le conseguenze
Se Adobe riesce a far funzionare Wired in Objective C, molto probabilmente rivedrà il proprio SDK. Uno sviluppatore Flash, così, potrà continuare a lavorare come ha fatto, e potrà usare il compilatore per creare un applicazione iPhone OS funzionante e autorizzata.
E così tornerebbero le applicazioni multipiattaforma, che Apple ama così poco.
Dove sta il problema?
Per come la vedo io, Apple può dormire sonni tranquilli. Certo, la vendita di un dispositivo è intimamente legata alla presenza di applicazioni valida. E se le stesse si trovano su un dispositivo da 300 euro, magari qualche consumatore decide di lasciare la mela morsicata. Io però dubito che sarebbe un problema rilevante. Apple dovrebbe rirsi di più alla concorrenza: non perderebbe quasi nulla in termini di fatturato, e guadagnerebbe moltissimo in immagine, togliendo ai suoi detrattori uno degli argomenti più forti che hanno a disposizione, se non L ‘Argomento.
No, il vero problema è che tutti si ostinano, cocciuti, a parlare di quanto fa schifo Flash, o di quanto è snob Apple, o magari della libertà di scelta delle aziende. Peccato che qui il cuore della questione è la libertà del software e quella degli utenti. La verità, per come la vedo io, è che tutte le aziende, nessuna esclusa, dovrebbe impegnarsi attivamente affinché si diffondano le applicazioni multipiattaforma, e far di tutto per evitare che li utenti siano colpiti dalla sindrome del locked-on. Scusate se non mi alzo, di fronte a queste storielle miserabili su flash e ipihone.










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