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Barak Obama contro la mentalità perdente dei geek

11 maggio 2010
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Il fatto

Barak Obama ha tenuto un discorso celebrativo, in occasione di una laurea. E ha detto cose che hanno fatto rizzare i capelli degli “esperti” in tecnologia di mezzo mondo. Le frasi sotto accusa sono le seguent:

“Sta cominciando un’epoca in cui i media ci bombardano 24 ore al giorno con ogni tipo di contenuto, e ci espongono a tutti i generi di discussioni, alcuni dei quali non si piazzano molto in alto, sulla scala della verità”.

“Con iPod, iPad, XBox e PlayStation, che non so usare, l’informazione diventa una distrazione, una diversione, una forma d’intrattenimento, piuttosto che uno strumento di miglioramento, al servizio dell’emancipazione”.

“Tutto questo pone molta pressione su di voi (gli studenti) sul paese e sulla democrazia”.

Non sembrano cose molto gravi, se si pensa al messaggio che Obama ha cercato di dare ai ragazzi. Proviamo a riformulare: oggi, e domani di più, avete accesso ad informazioni continue, numerose e senza sosta. La maggior parte sono spazzatura, quindi fate attenzione. La tecnologia moderna, nelle sue varie declinazioni, tende a trasformare l’informazione in un giocattolo. Gli oggetti sono divertenti, e tutto questo giocare ci fa perdere quel po’ di senso critico che ci resta. La realtà che ho descritto è autoalimentata: c’è una tendenza a esaltare sempre di più il flusso ininterrotto d’informazioni e di parole, lasciando sempre più nel silenzio l’analisi e la critica.

Articoli analitici e persone ragionevoli, in effetti, sono una specie in via d’estinzione. Molti, troppi, pensano solo a essere “up-to-date”, a dire le cose prima degli altri, a rinfacciare la lentezza nel raccogliere un bit d’informazione (non a capirlo), tutti a sforzarsi di trasformare “geek” e “cool” in sinomi.

La mentalità da perdenti dei geek

La cosa che fa rizzare i capelli è che un sacco di giornalisti (senza virgolette, se vi sembra mettetecele voi) ha ritenuto scandalosa la parte su iPad e XBox, e fatto passare tutto il resto in secondo piano. Si arrabbiano perché Obama mette nello stesso calderone prodotti diversi (e volendo si potrebbe giustificare), perché dice di non saperli usare (e allora che parli a fare?), perché (orrore!) vede nell’iPad anche una potenziale minaccia alla cultura dell’informazione disaggregata e diffusa (vedi Zambardino, anche se non sono d’accordo su tutto). E si arriva persino a dire che è stato un millantatore, perché in campagna elettorale si è fatto passare per un geek che non è. E poi si dice che no, che se avete capito che era un geek ci avete visto male.

Certo che qualcuno ci ha visto male. Ma ci vede peggio chi crede che l’essere “geek” sia un valore aggiunto. No, diciamoci le cose come stanno: è un termine inventato dai nerd, perché la prima parola era stata caricata troppo negativamente. Lo stesso che è accaduto da “spazzino” a “operatore ecologico”.

Dietro, ci sono le solite persone mediocri, che credono di sapere tutto, che difendo posizioni assurdi con termini come “oggettivamente”, “tecnicamente”, “se l’ha provato lo sai”, e altre puttanate simili. Persone che se qualcuno gli macchia il giardinetto liberano i doberman. Sono i maestrini con il righello e la squadretta, le professorine con la regoletta di grammatica, tutti chiusi nel loro mondo che non ammette eccezioni.

Alla fine il discorso di Obama era uno tra mille: ha detto ai ragazzi che l’istruzione è più importante dell’iPad. Mi dite cosa diavolo c’è di sbagliato?

Punto per i “vecchi” giornali. Tutti hanno preso il discorso per verso giusto. Disonore per tutte le testate tecnologiche o “geekose”, che hanno dimostrato di non aver capito una fava del mondo dove vivono. E qualcuno pretende pure di assegnare premi Nobel.

Scusate se non mi alzo, di fronte a queste miserie.

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