Qualche giorno fa Apple ha depositato una richiesta di brevetto scandalosa e offensiva. Gliene sono grato, perché stavo meditando di prendere un iPhone 4, e ho definitivamente desistito.
Secondo Apple il nuovo brevetto serve a rendere più sicuro il telefono. Se lo perdi o te lo rubano, con la nuova tecnologia non puoi solo ritrovarlo, ma anche identificare il ladro e fargliela pagare, al cattivone.
A quanto pare servirà anche agli scopi dell’azienda, che potrà rilevare e bloccare i telefoni con Jailbreak. Io ci credo poco, anzi pochissimo: una tecnologia di protezione è come una cassaforte. Presto o tardi arriva lo scassinatore capace di aprirla.
Se la protezione dal Jailbreak è una barzelletta, i contenuti del brevetto sono preoccupanti, per non dire terrorizzanti. Apple sostiene di volere creare tecnologie capaci di riconoscere un utente autorizzato da uno che non lo è, vale a dire di distinguere tra il ladro e il derubato, e dare uno scappellotto a quest’ultimo.
Bella idea, direte voi. E lo direi anch’io, sul primo momento. Per Apple il ladro non ha diritti, quindi si possono fare fotografie con il telefono a sua insaputa, per sapere che faccia ha e dove si trova. Si può usare il GPS per sapere dov’è stato, dov’è e dove è diretto. Si possono registrare le sue conversazioni, memorizzare la traccia audio della sua voce (anche se non ci sono chiamate attive) e tracciare il battito del suo cuore (che a quanto capisco è un segnale unico, che ti rende riconoscibile come la retina). E, come no, tracciare la sua attività online, magari leggere la sua posta, vedere che siti frequenta, chi sono i suoi amici su Facebook, e così via.
Cattivo cattivo ladro. Apple ti sculaccerà a dovere. Sì, però non mi sembra una gran cosa sapere che un’azienda metta nero su bianco la sua intenzione di diventare il più grande dei Grandi Fratelli. Una volta che ottiene questo potere, come faccio io, utente onesto, a sapere che non sono le mie attività ad essere sotto osservazione, magari per trasformarmi in un obiettivo migliore per la pubblicità? Il sospetto è rafforzato dalla descrizione del brevetto: per capire che un utente è “non autorizzato” il telefono ha preventivamente registrato facci, voce e battito cardiaco di quello “autorizzato”, cioè il cliente pagante.
Cliente sarà ancora il termine corretto?
Per risolvere i problemi di uno smarrimento o di un furto mi sembra una soluzione francamente eccessiva, per non dire spaventosa. E anche per eliminare il problema del Jailbreak è fuori luogo, oltre che probabilmente inutile.
Probabilmente né le autorità statunitensi né quelle europee sarebbero mai disposte ad accettare una cosa del genere. Ma non importa: il solo fatto che Apple si sia spinta così oltre da presentare questo brevetto è sufficiente per farle perdere ogni ombra di fiducia, almeno da parte mia.
Peccato, perché l’iPhone 4 mi piace e mi ero convinto a prenderlo, anche in funzione di piani telefonici che sembrano fatti su misura per me. Pazienza, tornerò alla mia idea originale e prenderò un terminale Android.
Peccato e tragedia, perché la scelta di Apple non riguarda solo la mela morsicata. Mette in piazza una cosa che accomuna chiunque produca dispositivi elettronici personali. Che sia un PC, un Kindle, uno smartphone o un navigatore GPS, se può collegarsi a Internet vi mette a nudo. Domani potrebbe andare peggio, e probabilmente lo sarà.
C’è poco da stare allegri. Scusate se non mi alzo.
Approfondimenti:
EFF: Steve Jobs Is Watching You: Apple Seeking to Patent Spyware
Nota: nel titolo non c’è scritto iPhone né Apple per una ragione, che si riassume nell’ultimo paragrafo. A buon intenditore poche parole, spero.












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