I tablet Android non dovrebbero ancora esistere. Samsung ha fatto il Galaxy, preceduto per poco da Archos e altri produttori. E però Android non è un sistema operativo per questo tipo di prodotto. Forse lo sarà tra qualche mese, quando sarà pronta la versione 3.0, ma non ora.
Froyo, in altre parole, è fatto per gli smartphone, non per i simil-iPad. A ben guardare i tablet Android, a cominciare dal Galaxy S, sono dei grossi telefoni. Dell’iPad si potrebbe dire che è un grosso iPod Touch.
E qual è la differenza? L’hardware telefonico. Si può mettere Android un po’ dovunque, ma per poterci mettere anche il negozio di applicazioni bisogna rispettare alcuni requisiti hardware, tra i quali figura appunto la possibilità di fare telefonate. Ecco spiegato perché questi nuovi tablet possono anche fare telefonate.
Una buona cosa, probabilmente, anche se forse non particolarmente utile, visto che quasi certamente chi ne comprerà uno in abbonamento si troverà con una SIM capace solo di trasmettere e ricevere dati, ma non connessioni vocali. Chi lo compra sbloccato invece può farci quello che gli pare, e se vuole usare un comodissimo telefono da 7 pollici o più.
Certo dovrà rifarsi il guardaroba, o almeno farsi cucire nuove tasche su ogni capo di vestiario. Non una grande idea.
Google, in altre parole, avrebbe preferito attendere di avere un sistema pronto in tutto e per tutto. I produttori, Samsung in prima linea, invece hanno preferito giocarsi la carta delle spese natalizie. Porteranno a casa qualche soldino, e quando uscirà Gingerbread (Android 3.0), potranno vendere un nuovo tablet. Non sia mai che aggiornino quelli esistenti, che magari si perdono due euro.
Galaxy Tab e simili quindi non dovrebbero esistere, e quindi non è il caso di stupirsi se le applicazioni esistenti non funzioneranno o andranno maluccio.
Una dichiarazione che, secondo me, farà storcere il naso a Samsung. “Ma come?” diranno, “io ti supporto, e quando faccio un investimento tu rilasci dichiarazioni che me lo rovinano. Praticamente stai dicendo a tutti di non comprare il Galaxy Tab. Ma sei matto?!”
(Come se chi entra da Mediaworld avesse letto uno solo degli articoli che riporteranno questa faccenda).
Google potrebbe d’altra parte limitarsi a separare le applicazioni per tablet, come Apple fa con quelle per iPad. Ma evidentemente ha piani diversi, o semplicemente l’ecosistema Android non è ancora pronto ad accogliere i nuovi dispositivi.
D’altra parte nemmeno iOS, per come la vedo io, è un sistema operativo del tutto adatto a un tablet. Naturalmente tutto dipende da come si usa questo genere di dispositivo. Ci sono un paio di cose che però proprio non vanno, e che sono insite nella natura di un software nato per gli smartphone
1) Mancanza di utenti multipli: un tablet grande e costoso in una casa potrebbe essere interessante per più di uno degli abitanti. Ti ci puoi guardare la posta, leggere le ultime notizie, perdere tempo su Facebook e tante altre cose. In verità può farlo una persona sola. Sul prodotto restano i messaggi di posta, la cronologia di navigazione, i dati di accesso a Facebook e così via. Bella fregatura, ti tocca comprarne due, anche se sei quel tipo di utente che non lo porterà mai fuori casa, tranne che per le vacanze
2) Poco adatto al lavoro. Su questi prodotti si possono usare applicazioni per scrivere e gestire fogli di calcolo, o anche le presentazioni. Va tutto bene per chi deve pubblicare un video su YouTube, o chi deve fare piccoli ritocchi. Ma lavorare sul serio richiede strumenti seri, e al momento non ce ne sono.
Al momento quindi se proprio non vi serve un tablet forse è meglio aspettare. Google ha chiarito che sta lavorando per migliorare Android, mentre Apple pubblica aggiornamenti periodici che potrebbero cambiare le cose.
Oppure vi prendete uno de tablet che usciranno con Windows 7 e tagliate la testa al toro. In quel caso però bisogna convivere con inconvenienti d’altro tipo.









