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Android, root bloccato da un chip. Google, intervieni!

7 ottobre 2010
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Il T-Mobile G2 (uno smartphone HTC rimarchiato), uno dei più recenti smartphone Android, riserva una brutta sorpresa per gli appassionati del robottino verde. Eseguire il rooting è impossibile, perché è stato inserito un blocco a livello hardware.

Sostanzialmente c’è un microchip che riporta il telefono alle impostazioni di fabbrica, se rileva software “non autorizzato”. Non che sia una novità assoluta (Motorola monta un chip che può bloccare Android), ma è la prima volta che un produttore/operatore lo usa per davvero.

L’effetto è dei più odiosi. L’utente (quello esperto e appassionato) non può intervenire sul telefono, per modificare il software di fabbrica. Le ragioni per farlo sono molteplici: un’interfaccia diversa, l’eliminazione di applicazioni superflue, ma anche l’aggiornamento a nuove versioni del sistema operativo.

L’ultimo punto è probabilmente il più importante, perché chi ha un telefono Android si trova ad essere schiavo dei capricci e delle decisioni commerciali dei produttori, che potrebbero decidere di non aggiornare i vecchi smartphone. Così chi vuole l’ultima versione di Android deve comprarsi un nuovo telefono.

Oppure si può eseguire il rooting. Però con il G2 non è possibile. Le comunità di appassionati Android sono già insorte e si può solo sperare che T-Mobile decida di tornare indietro. Altrimenti questo esempio – che per ora è un caso isolato – potrebbe fare scuola.

Chi ci guadagna da un telefono Android bloccato? L’operatore telefonico e il produttore: l’operatore per esempio può impedire l’uso di certi servizi, come il VoIP, senza disturbarsi a configurare i propri server, oppure può impedire l’installazione di certe applicazioni, o ancora assicurarsi che il tethering sia bloccato, e venderlo come servizio a parte (succede anche in Italia). Il produttore, come dicevo, ha una scusa per vendere il nuovo modello, invece di quello vecchio.

Frammentazione di Android. Di chi è la colpa?

E chi ci perde con queste operazioni? Gli utenti e Google. Non si può negare che buona parte del successo di Android sia dovuta proprio alla sua “apertura” e alla possibilità di farci un po’ quello che ti pare. Prendi un telefono, fai il rooting, ci metti il software che ti piace, overclocchi il processore e chissà cos’altro.

Cose che fanno in pochi, certo, ma che comunque rappresentano un valore aggiunto rilevante. Anche chi non le usa infatti è pronto a dire “Android è meglio perché è open“. Un’apertura che, a quanto pare, è sempre più teorica.

Google perde in immagine. L’azienda di Moutain View dovrebbe rispondere pan per focaccia. Visto che non può chiedere a produttori e operatori di non comportarsi come topi d’appartamento, potrebbe almeno facilitare le soluzioni.

Il blocco del G2 darà diversi grattacapi in più ai programmatori indipendenti, e magari non si riuscirà nemmeno a venirne a capo (improbabile, ma le risorse non sono infinite). Google dovrebbe creare una pagina apposta, da consultare e usare per liberarsi di questi blocchi.

Stando così’ le cose si offre il destro a chi afferma che Android è aperto solo teoricamente, ma che in verità finisce per essere sigillato dai mercanti che hanno invaso il tempio dell’open-source. Ci vorrebbe proprio un cristo a cacciarli da dove sono venuti. Scusate se non mi alzo.

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  • Amicio

    C’è che si dimentica che i telefonini sono… telefonini! Pochi anni fa nessuno si lamentava (e la stragrande maggioranza degli utenti ancora adesso) che un telefonino non venisse aggiornato o che non potesse avere programmi aggiuntivi o migliori di quelli di serie, lo si prendeva così com’era e lo si teneva finché non si guastava o diventava obsoleto. I più fortunati e smaliziati riuscivano (me compreso) al più a sostituire il firmware con quello di un modello più costoso ed ad attivarne anche capacità disattivate in software dalla casa costruttrice ottendendo a prezzo zero caratteristiche migliori di quelle originali, ma finiva lì. Oggi la linea che divideva i telefonini dai personal computer, a livello di capacità, si è assottigliata fino quasi a scomparire e non ci si accontenta più di avere un apparecchio “così com’è” ma lo si vuole programmabile e flessibile come un PC, cosa che non possibile principalmente perché le case madri considerano i telefonini per quello che sono, telefonini, e non meno rimunerativi e più impegnativi PC. Meno rimunerativi perchè ad un PC non puoi appiccicare uno store e l’obsolescenza velocissima dell’hardware da cellulare, più impegnativi perché il sistema operativo di base puoi cambiarlo diverse volte prima che l’hardware sia obsoleto e farlo su diversi modelli di telefonino impegna molte risorse. Quindi il (giusto) pretendere di alcuni di aggiornare il software del dispositivo mal si sposa con la natura del telefonino stesso, non ancora sostitutivo del PC per lungo lungo tempo, e tranne pochissimi casi (Apple docet) di un limitatissimo numero di prodotti tutti con lo stesso SO aggiornato di tanto in tanto la maggior parte dei produttori trova assai più conveniente cambiare dispositivo e continuare a venderne di “nuovi” piuttosto che cambiare solo il software per aggiornare o rinnovare il telefono. Scelta comercialmente condivisibile, sicuramente condannabile dal punto di vista dell’utente. Che fare quindi? O stare ai capricci della casa costruttrice (vedesi Motorola backflip o flipout ad esempio, tagliati fuori dagli aggiornamenti europei) o tentare di aggiornare il telefono con metodi poco ortodossi o scegliere la marca che supporta un modello per tanto tempo ritardandone l’obsolescenza. O smettere di stare al tavolo di gioco dove troppo spesso il mazziere gioca sporco e scegliere invece un modello ordinario, non “smart”, e vivere comunque felici senza sentirsi figli di un dio minore.

  • caffeine666

    amicio, il tuo discorso avrebbe senso se htc avesse qualche valore aggiunto oltre l’apertura che ha sempre avuto
    diciamocelo
    produce terminali di bassa qualita’, componenti spesso scadenti, bug hardware ad ogni modello anche di fascia alta… modulo telefono/radio al di sotto della media (come media prendo samsung, motorola e sony ericsson al di sopra…).

    per il resto vende cinafonini con prezzo esagerato, e l’apertura dei sistemi era la caratteristica principale degli htc.

  • Valerio Porcu

    Ciao Caffeine. Non so perché il tuo commento era finito nel filtro antispam. L’ho notato e attivato solo ora, mi scuso per il ritardo.

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