Quando uscì il primo iPad in molti si sforzarono di evidenziarne pregi e difetti, sin dalle prime ore. Critiche ed elogi di ogni tipo: in alcuni casi il tempo ha reso quei discorsi irrilevanti, mentre altri temi sono ancora aperti.
Quello degli account utente è uno dei temi ancora aperti. Come aveva già detto Roberto a proposito del primo iPad 3G, questo tablet non ha una gestione multi utente. Significa che chiunque lo usi ha accesso a tutte le funzioni e i dati del proprietario.
Trattandosi di un giocattolo che probabilmente si condivide con il resto della famiglia, questo è potenzialmente un problema. Se in casa siamo in tre, solo un può usare l’applicazione nativa della posta elettronica, a meno di voler mischiare i messaggi di tutti (no grazie). E se in mail ho cose così riservate che nemmeno la mia compagna può vederle?
Anche il browser presenta un problema simile, visto che conserva tutta la cronologia. I siti visitati sono visibili a chiunque usi l’iPad, a meno di cancellare tutto. Non la migliore delle situazioni. Esistono atri browser tra le applicazioni disponibili, ma sarebbe una seccatura e renderebbe l’uso del tablet meno piacevole, anche perché attualmente Safari Mobile è la scelta migliore.
E se voglio dare l’iPad 2 alla bambina, così può giocarci o guardare i cartoni? Mi espongono al rischio che cancelli senza volere fotografie e video a cui tengo (già successo con l’iPhone), o che faccia qualche altro danno.
Certo, c’è chi vive e usa l’iPad come un dispositivo strettamente personale, ma la verità è che non stiamo parlando di un telefono. Un tablet si propone anche come strumento da condividere, e come tale dovrebbe avere un sistema per gestire più utenze.
Si potrà obiettare che “iOS non ha quella funzione”. E allora? Se Apple volesse ce la potrebbe mettere senza problemi.
Oppure si potrebbe ribattere che la mia tesi è infondata, e un tablet è solo una cosa personale. Andatelo a dire a una qualsiasi famiglia media, che magari ne terrebbe volentieri uno in casa, non certo uno a persona.
E gli altri che fanno? Android permette, almeno in teoria, la gestione di più utenti. Eventuali differenze dipendono dalle singole implementazioni del sistema operativo. Non è la migliore delle situazioni, ma è già un passo avanti.
Come l’anno scorso, rinnovo la speranza che Apple un giorno si accorga di questa lacuna – anche se non riguarda proprio tutti gli utenti, e che ci metta presto una toppa.








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