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Bloccare i proxy, se questa non è censura

19 luglio 2011
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Credo che il caso BTJunkie meriti qualche riflessione in più.

Si potrebbe già discutere sul blocco del sito in sé, perché pubblicare un link a una pagina esterna al sito, o a un file sempre esterno, non è automaticamente equivalente a pubblicare un contenuto. Una discussione che è già emersa nel caso del blocco a The Pirate Bay, e che secondo me è stata chiusa troppo in fretta. E infatti c’è almeno un giudice, in Spagna, che si è espresso in modo diverso.

Ammettiamo pure che pubblicare un link sia un’azione illegale nell’ambito della protezione del diritto d’autore, e che sia pertanto legittimo bloccare il sito in questione.

Ma bloccare un proxy proprio non può essere un’azione accettabile. È vero che un proxy si può usare per aggirare un vincolo, ma la violazione della legge non è nella natura del servizio.

Un proxy può servire a diversi scopi, tra cui l’accelerazione della navigazione (su tutta la rete o solo su alcune pagine), o la navigazione (relativamente) anonima per chi la desidera. Entrambe attività del tutto legittime per la legge italiana. Paradossalmente, è anche uno strumento utile nel caso si voglia bloccare l’accesso a uno o più siti web – più o meno come si può fare agendo sul proprio router.

Insomma, non vedo proprio come si possa definire un proxy uno strumento atto a delinquere. Non più di quanto lo sia un automobile: eppure non ho mai sentito nessuno che volesse bloccare la vendita di auto perché magari qualcuno potrebbe usarle per superare i limiti di velocità.

Come ha scritto oggi Dario, un proxy è spesso uno strumento usato per aggirare blocchi imposti da governi autoritari e antidemocratici. Uno strumento di democrazia e libertà, che permette, dalla Cina alla Siria, a tanti cittadini di vedere la Rete per quello che è, di comunicare con gli altri, d’informarsi e d’informare. Uno strumento di democrazia prezioso, che dovrebbe essere protetto.

A meno che non ci si senta minacciati da uno strumento di democrazia. Ma allora come dovremmo definire un paese che applica una politica simile? Scusate se non mi alzo.