Sembra che esista un’indagine sulle persone che scaricano file illeciti. E sembra che dimostri come queste persone spendano più degli altri per ingressi al cinema, DVD e CD originali. Sembra, perché secondo quanto racconta Enigmax su TorrentFreak quest’indagine non sarà mai resa pubblica. L’ha commissionata qualcuno a cui i risultati non sono piaciuti, e ha esercitato il diritto di nasconderla.

Hey mamma guarda, un pirata!
Una cosa che non dovrebbe sorprendere più nessuno ormai. È successo e succede centinaia di volte. Un’azienda chiede una ricerca a una società specializzata, e poi la usa se i risultati gli fanno comodo, altrimenti la fa sparire. Chi si tratti di medicinali, sigarette, energia nucleare o pirateria online il meccanismo è sempre lo stesso. L’unica cosa che c’è da imparare è che non bisogna fidarsi dei numeri a sostegno di una qualche opinione, perché generalmente sono manipolati.
Nella nostra epoca digitale, le parole e il pensiero sono ancora ciò a cui bisogna aggrapparsi nella ricerca della verità, o di qualcosa che si somigli.
Nel caso specifico però c’è qualcosa in più. Si perché chi si scarica un film da Internet secondo alcuni è un criminale, che dovrebbe andare in galera, o almeno pagare una multa.
Come la mettiamo allora se questo criminale è in verità uno che sostiene l’industria musicale e quella del cinema di tasca propria? Come la mettiamo se chi scarica – non tutti, certo – poi si compra il prodotto originale, se e solo se gli è piaciuto?
Come la mettiamo con tutti quelli che vendono porcherie spacciandole per arte, e non vogliono che si sappia che sul CD c’è solo immondizia, almeno non prima di averlo venduto? E come la mettiamo con personaggi come Corrado Calabrò e i commissari dell’AGCOM, che vorrebbe chiudere siti come fossero bottiglie nelle mani di mastri birrai, perché “bisogna difendere il diritto di autore?”.
Viviamo nell’epoca di WikiLeaks, di Anoymous e di LuzSec. Hai visto mai che questa ricerca salti fuori per strade alternative. Non mi dispiacerebbe leggerlo per intero, e farlo leggere a tutti quelli che vedono così chiaramente la linea che separa il bene dal male, ma probabilmente avrebbero bisogno degli occhiali. Scusate se non mi alzo.










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